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Le 5112 poesie in esclusiva dell'argomento "Morte"
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Tristo si gronda fatal l’acciar fero,
e i guerrier n’esalano l’alma impura,
donde si tace meschin nel ciel nero
di Morte un murmure: la Notte oscura.
Cupa s’irrora a un crudel cimitero
la Luna pallida pella radura,
e vanno i fantasimi pe’ un
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Affilate lame squarciandomi
brandelli raccolgo nel sangue
si è spento il Sole sul reo mondo
mentre nero manto dagl’inferi sale
oscurando la ragione
Vagabondo me disorientato
ora canto sulle vestigia d’immani stragi
che strascico d’antichi
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Al pallido orizzonte un cimitero
mestamente s’estende, e al cielo nero
e putrido e selvaggio sta l’ossame
verde di rame,
e la neve si gronda a’ sepolcrali
marmi, e a’ sassi e a’ sepolcri, e pe’i spettrali
e tremuli sentieri or v’è un
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 | Ma dimmi a cosa hai pensato
quando il grido è rimasto muto
nell’ultimo istante
in cui sei caduto nel fondo
quando anche il vento
ha avuto timore
di quel funesto
lontano rintocco
hai forse chiuso gli occhi
o ti sei specchiato nel cielo
ed
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| Un male antico consuma lento il
tuo corpo stanco, felice
di tanta vita e doni gioiosi.
Uno specchio pare il tempo nella sua corsa,
lasciando la sua stretta fredda e sola,
ma nell'ora che l'ombra del dolore rende buia,
brillano come stelle
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 | Qual linda salviettina
a terra scivolando
inerte s'accartoccia
e poi laggiù rimane
inutile ed immota
su gelida piastrella
così
le membra indebolite
da universal dolore
private d'ogni forza
s'accascian mollemente
ombrose,
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La notte scende
ed hai chiamato i corvi
per non morire (D)
La notte scende
e qualche volta hai pregato
per non restare sola
dentro ai muri della stanza
Ma il vento nero soffia
e nessuna luna
ha il colore della nebbia
che avvolge la tua
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Insieme
raccoglievamo liquirizia
nei boschi.
Al tuo fianco imparavo
quanta musica
ci può essere nella vita.
E quanta libertà
nelle tue parole.
Poi l'epilogo previsto:
il tuo andar via
con un sorriso.
Impossibile
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Era quasi amore
e gli ultimi giorni d'autunno
scioglievano i colori
delle foglie nella terra
La danza delle nubi
rendeva il cielo un coro
di vermiglio
nell'ora densa del tramonto
Ti sei persa
con il profumo lieve
dei frutti del mio
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Nel caro letto bagnato
l'ultimo respiro hai dato
senza ali t’alzi in volo
né dolore né ristoro.
Sentendo l'estrema campana
tu pensi alla stella diana.
Il tuo corpo va in malora
chiudi gli occhi
è giunta l’ora.
Ti
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Non piangere amore,
non sprecare questo tempo,
lo sai verrà quel giorno dove
il vento rapirà il mio volto,
la mia voce e parole dimenticate
sarò dove giorno e notte
si abbracciano in un unico sospiro.
Vorrei quel giorno essere
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 | Oh dolce Eutanasia,
sbrana il mio volto di baci
districa la mia gola
coi tuoi denti di vipera,
sono stanca di dormire
in una scatola,
di dissetarmi con lo sgocciolio
delle pareti,
d'usar la mia febbre
come focolare per la sera.
Ho questa
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Ora devo amare
ora devo vivere
aspetta signora Morte
ascolta il mio cuore
sembra leggero come piuma
è rosso... ma puro come la luce
canta come un usignolo
sorride come un bimbo
è un adolescente maturo
passionale
un cuore
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Incredibile malinconia
Verso il buio del futuro
Combatto il presente
Scansando la tetra immagine
Del freddo saluto
Che
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| Fmd |
12/01/2015 14:55| 859 |
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 | Verrai
frusciante come petali
vibrerai
le tue ali fatte d’aria
sarai una ferita che non rimargina
e nell’eterno d’un attimo di vita
un dolore che dall’infinito origina
avrai per compagna l’illusione
che realtà si farà per
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Sto dormendo
sotto l'albero morto
e non c'è buio al mondo
che possa fermare questo tempo
Sto attendendo
l'alba del mio cielo
e non c'è luce al mondo
che possa destare questo vespro
Domani passerà
con
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Ho vagato il tempo come le nubi vagano al vento
Facendomi trasportare li
in quel luogo ove liquefavano i giorni
mentre nell’etra baluginavano quei ricordi
che fragorosamente tuonavano nel cuore
Fu in quel mentre
quando la luna alzandosi al cielo
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Anticipatamente,
verso la riva d'altro mare...
Il cuore si fermò
e come un insulto al tempo,
via la vita scappò.
Anticipatamente,
verso la riva d'altro mare...
Ma ci saran anche lì
e tu le troverai
le nostre
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D'improvviso il suono cristallino
di una voce di bambino
irrompe...
a melodiare con speranze
il lamento di una morte,
con occhio furtivo si gode
di questa
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Devo dire molte cose ancora
che non siano state dette
né alla notte né ad altre nuvole
già accarezzate fra le ombre
Perché il vento si è fermato
e non ci sono altre cose
più immobili di un
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non finirò mai di lasciarti...
era tanto che non sorridevi
ora
così gelida e rafferma
dormi da bimba
le mani statiche ravvivate
del tuo seno
campo di frumento steso al sole
supplicavi
solo rotear dell'iride
tubicini al posto
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 | A parlar con la morte
io rimango
perché è gioco a sorte.
Arroccata su inutili effimeri pensieri
stolti, arditi
e severi.
Dell’estro al fine son esegeta,
della sofferenza amante,
ebbro alla ricerca di una meta.
Tutto ciò che
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Dimmi che non piangerai
su queste rovine di terra nera
con il vento che esala tristezza
quasi fosse una reliquia antica
Dimmi che il ricordo farà male
e che il tempo graffierà la pelle
con la luna che risplende
sopra un presagio di
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 | nel correre del giorno, tra folate di neve e gelo
si parla ancor di te, del tuo sorriso
qualcuno versa calmo qualche lagrima
nessuno che ripete le parole
s'incespica il discorrere del prete
che appare anche un po' emozionato
non corre che
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Sonnecchia il ciliegio,
pensando all’estate,
tra nuvole ed echi,
di vecchie risate.
Rinasce il ciliegio,
ricordando quei tempi,
di quando le foglie,
eran verdi, nei campi.
Sorride il ciliegio,
tornando bambino,
non sa che il suo
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Non dire che non avevo avvertito
il fragore delle lune
che cadono nelle notti di dicembre
ed esalano il respiro
Fra le parole pronunciate male
e la pelle che si arrossa
al vento delle stranite stagioni
ancora da pregare
Non gettare gli ultimi
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Ancor piango la culla tua vuota
e ormai nulla il mio cuore cullar pote
né il animo più si riscuote
ché presente sei, ma ormai remota.
Ancor piango stringendo il guanciale
sentendoti per un po' vicino
ma non sei più tu
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Eri una fragile porcellana,
sommersa da corone reali,
e le stoffe di pizzo e seta
a fiocchi legavano l’inchiostro
dei tuoi splendidi capelli.
Mi hai lasciata con gelidi respiri nel vento,
immobili nel cercare il senso della vita.
Mi hai
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| julia |
27/12/2014 04:04 | 1852 |
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 | Lenta l’ora
del dolore
non fa chiasso, piange in solitudine
dentro frammenti di silenzi,
giacendo senza tregua
in spazi di abbandono
dove gente senza occhi vede
e non vede quell'urlo straziante
che la notte amalgama
fino ai bordi dell’aurora
e
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| Caddero le foglie dagli alberi
ma nessuno tornò a casa
Tornò la neve
le stagioni tornarono
ma tu non tornasti
Imbiancò la sposa
nella gelida casa
percossa dagli anni
Vano aspettare
nessun attimo torna
in questo senso
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Non soffia vento
non cade acqua
eppur s’affievolisce fiamma
a divenir fiammella.
Ritorna il buio.
Rinchiude il
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5112 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 2101 al n° 2130.
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