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♦ Veronica F | |
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Aprile 2026 |
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Le 5112 poesie in esclusiva dell'argomento "Morte"
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 | Vi sono stati silenzi
più bui di questo,
come le milioni e milioni
di morti tra le pieghe
della storia.
Eppure è sempre angusto
il quadro che ci si presenta;
quanto incide in fondo
la vita di una persona
in un'economia
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| E mi vien voglia di tornar bambino,
quando non conoscevo certe emozioni
e per questo apparivano bellissime;
quando trascorrevo dei pomeriggi
a riempirmi di vento
e le mie guance diventavano rosse,
come mele farinose,
e vincevo le grandi battaglie
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 | Vento di folle silenzio
nella strada che porta al cimitero
vento di folle silenzio
e foglie morte come Morte vuole.
Musica di violini incappucciati
regalano note ai gatti
i gatti del mio cimitero.
Trenta passi sino al cancello
Popoli spegne
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| La voglia di vivere
del mercante di storie
era una bilia di vetro
con due vele
colorate di rosso e nero.
Scivolò quella bilia
nel tombino di strada
e la morte si prese
il mercante di storie.
Gira la pallina
finita all'inferno
e la
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| Nacqui, come anche il resto del mondo,
per grazia di Dio cui sempre rivolsi
una parola, un pensiero assai grato.
In altri momenti, di fame e tempesta,
non fui pronto a bestemmia ma sempre la pace
scelsi, e che Dio mi siuti a sentire
ognora benigna
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| Sono impietrito,
dentro l’anima è entrato
il virus mortale
della sanchezza di vita.
I sogni,
i disegni
sono fogli di carta che
non hanno più mèta.
Un gorgo nel mare, aperto
nel lontano passato –
che soltanto in
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E mentre il respiro
dimezza il suo cammino
si erge nella sera
dell'arte il suo splendore!
E' un'ora come tante...
a consumar
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Guerra di frontiera
diverso colore di bandiera.
Corpi innocenti nelle strade
dove il pianto
nei cortili cade.
Di quello che è rimasto
dalle bombe
dagli spari.
Sangue scende
dalle lacrime
del mondo e delle persone
che non capiscono
che
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 | Il Mondo vive
la gioia invade cuori solitari
la vita si veste di assurdi orpelli
il giorno dopo...
Silenzioso il cuore sussurra
avverte l'angoscia
sente fluire le ore del battito
la sera arriva
come fosse mareggiata!
Sfoggio sorrisi e
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Perché
dovrei sentirmi
io migliore
di una pietra.
Lei sta lì
da tempo immemore
e nessun la vede:
non rumoreggia
e non si mostra
cercando d'essere
nella natura la prima
a porsi in vista.
Eppur un
peso lo
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Or che il flusso è andato
ricomincio a tesser la mia tela
che nessuno in questi giorni
ha disturbato.
Vanno gli avventori
al cimitero
una volta l'anno
a pulir le tombe
a mettere dei fiori.
In verità lo fanno
più per
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Nuvole in simbiosi
con il cielo del domani
e la terra che piange
qualche rovina ignota
Tu che non sai scegliere
i prossimi deserti
e gli autunni desolati
che soffiano una pioggia
Qualche angelo rimane
nel riflesso di una goccia
e la luna non
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Il vento si è fatto più freddo,
già tacciono gli alberi intorno,
sui muri del vecchio paese,
s'adagia il bagliore del giorno.
Trasal dai confini del cielo,
la pallida nebbia d'inverno,
che spegne e scolora il silenzio,
e
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 | Su sdrucciolevole asfalto
slittano vite
sbalzate fuori
dall'orbita terrestre,
incappano nel silenzio
di un nulla preesistente
infinito sostare
nel cono d'ombra
del buio eclissato
passi di colpo frenati
sulla striscia tratteggiata
del limite
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| L'assenza, tra noi, si apre come una ferita.
Ti allontani
e sembri solo una vita sognata che ho avuto.
E mi rapisce il ricordo
che prende lo
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| Sovra d'un gran lapideo seggio assisa
se ne sta Morte in arrogante posa,
con alma placa e fronte non arrisa,
mirandovi alla meta d'ogni cosa,
a ciò che faccia preda per l'eterno
di magra sorte o d'una fin penosa.
Sul volto suo
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Non parlavi molto
e forse le parole erano nuvole,
gocce di pioggia che la terra
bramava some un sogno
Gli ultimi giorni
avevano il colore grigio
del cielo d'ottobre
quando il sole teme già l'inverno
E non sa che il gelo viene
se il
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Novembre, di foglie rosse e caduche
è pieno il pianto dei tuoi giorni, freddi
e brevi come vita di farfalla.
Sfinita arranca l’edera sui muri,
ed ai silenzi amica s’accompagna,
tesse un manto d’inutile colore
laddove si spegne - e per sempre
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Altrove, fra la polvere del tempo
Altrove: artefice di visi belli, sfuggiti al consumarsi di albe e tramonti
Altrove, dove l’ombra
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Non dovrebbero andar via così
sprecate, quelle gemme di speranza
spezzate.
Stringerai fra le mani quelle foglie
che cadono, che piovono da dove sono salite,
che non hanno più forza.
Ti assale così la speranza,
già
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Novembre torna e rabbrividisce il cuore
nel passo greve e le dolenti note
di una processione senza tempo.
La pioggia scende sui silenzi
e il ticchettio incessante
è tarlo che rode la mente.
Com’impeto dell’acqua
che straripa dagli
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Il sole e il tempo
hanno sbiadito le vostre foto
ma non il ricordo
che nella mia Essenza
intatto continua a vivere
sommerso da rimpianti
e infinita nostalgia.
Vorrei pensare a voi
non rinchiusi
in cupi avelli
ma liberi e felici
passeggiare
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Non era sulla terra il loro posto,
ma solamente dentro un paradiso
dalle cose impeccabili composto,
con tutti quanti gli altri condiviso.
E vanamente avevano riposto
fiducia in qualche rapido, improvviso
cambiamento che avesse
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Non c'è respiro
in questo cielo senza meta
ed il veleno delle albe
tende il male al suo dolore
Un solo battito
e poi comete al cuore
che stringono follia
con una danza di rancore
L'ultimo angelo
ha già sussurrato
il silenzio
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 | Morte,
o quell’infinito istante che la precede...
mani inerti...
volto nero...
Sottile il filo che ci separa.
Il nulla è ciò che
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Il cigno ne piagneva e all'onda tetra -
che in folli esequie andava -
melanconicamente ne cantava
all'acque e all'etra.
Come in febbre funerea or palpitava
questo rostro di cetra,
e folle e inquieto e mesto a un'alta pietra
si lamentava;
e
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assorbe la voce il nulla
scompare nel vuoto dei ricordi
e l'ombra disegna la via
cieco sordo muto
mi rassegno
taglio profondo buio attorno
qualità nascoste dentro
occhi neri
gelidi pensieri ossa su ossa
trame di ieri
e c'è
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Angeli accompagnatori verso la luce
di questo tramonto ormai spento.
Irradia il sole gelido
di questa notte ormai cupa
che consuma la carne.
Ululano i lupi il martirio di questa croce
che non sanguina.
I germogli gelano
in questo
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Io do il mio cuore
per l'universo
offro la ricca fauna
il verde dei boschi
fiumi, fontane e cascate.
Io sono il grembo fertile
per far germogliare
maestose specie di fiori
e dipingere
il pianeta dei colori
più belli.
Io sono il
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Gocce di fango nero
ed allora sarà una spada nuda
a mietere dolore
e qualche passo della terra
Tramonti senza luce
quando il cielo trama odio
e pochi giorni ancora
fuori dalla tenebra
Inverno prima delle piogge
che travolgeranno il
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All’ombre de’i cipressi, e a’ crisantemi,
e in tra le fitte brume e ‘l bosco estinto
un cimitero giace, e d’anatèmi
funerei è pinto,
e pell’immenso spazio or vanno i gemiti
infami degli spettri, e al verme avvinto
un reprobo sen
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5112 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 2161 al n° 2190.
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