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♦ Veronica F | |
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Aprile 2026 |
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Le 5112 poesie in esclusiva dell'argomento "Morte"
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All’ombre de’i cipressi, e a’ crisantemi,
e in tra le fitte brume e ‘l bosco estinto
un cimitero giace, e d’anatèmi
funerei è pinto,
e pell’immenso spazio or vanno i gemiti
infami degli spettri, e al verme avvinto
un reprobo sen
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Presto potrai incontrare
l’eterno ardente ghiacciaio
ove mille e più di mille
fiammelle ordinate
danzeranno nervose
lambendo
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l'upupa canta:
sgorga latte perlaceo
i cuccioli fagocitano
squirulì squirulì
erosione di lineamenti stanchi,
forme, espressioni
e l'upupa canta:
saette mentali, cortocircuiti
intuizioni, dimenticanza
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Resti,
lì, muta,
a guardare la vita,
o Thanatos.
Sorridi
quando guardi
gli uomini affannarsi,
che nessuno ha capito
che il Sonno Mortale, un dì,
lo avvolgerà.
Eppure, tu
mi sei
fedele compagna, ché io
ti vedo,
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Diadema di fango
sussurrato dalla terra a tarda notte
e nuvole corrose
che piangono sera con la morte
Poi verrà l'alba
e le campane ritmate a giorno
nel funebre lamento
che scorre un brivido sul mondo
Canto di veleno
distillato dal
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 | La tua memoria
come il mio sospeso respiro
rimane,
mentre pensieri
s’imprimono d’orizzonti grigi
ove nuda l’anima collassa
nei suoi rigidi inverni.
Coltivo solo giorni
dal tuo lontano essere
mentre plumbeo è il cielo
così il cuor
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 | Parole oscene
porgi,
su un piatto unto di sbrodolata voluttà,
alle tue prede senza volto...
incappate
nel laccio del tuo Inganno
servito ad arte,
nei cunicoli polverosi di tenebre,
del tuo Castello
di tele di ragno,
ove le conduci
sulla
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Esita il respiro
sul rivolo malato della pioggia
è la goccia nera
che esala l'ultima sua tenebra
Notte che non scende
a sussurrare i tanti sogni
ed a tessere lune
tramontate a mezzo cielo
Quando il buio denso
corrode pori e pelle
e
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 | Sorridi piccola,
il tuo cuor angelico
non conosce macchia,
celestiale sigillo
vi ha impresso il Creator,
veste di puro spirito
ha ricamato sulla candida
pelle profumata di giglio...
il tuo nome impresso
nel libro del cielo
risuona tra cori
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 | In questa nostra vita
dove tutto fugge,
dove l'unica certezza
è la fine,
dove il colore del mare
si confonde
con quello del cielo,
un angelo veglierà
su di te
in questo giorno
in cui tutto sembra un incanto.
L'angelo
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Una parola sola per aprire le porte
che sigillano ogni passaggio
dal buio al cuore degli inganni,
un suono scarno per lenire i colpi
Un segno per dischiudere i segreti
ed aprire le lune al nero dei disagi
quando le stelle sembrano veleno
ed il
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Il tredicesimo arcano
non aveva un sogno da pregare
né un tradimento a cui chiedere vendetta
nella notte che tramava le sue tele
Attendeva i respiri
della prossima ombra da rubare
e temeva il calore già promesso
alle lune senza
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Stridono i denti in morse di ghiaccio,
disegnano sul bianco volto il muto strazio
d'un esile corpo avvolto da stracci:
dardi di cenere, coltelli brinati.
Frugali i sussurri, scarne spighe da mietere,
sempiterno sentiero solcato dal carro del rorido
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Venne la morte
vestita di giallo
la gonna spaccata
la falce affilata.
Venne un mattino
sotto un cielo turchino
prese le figlie
del vescovo delle conchiglie.
Lui protestò
dicendo che era puro
ma la morte fece le corna
per farne
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 | Di freddo marmo
vestirai gli umili resti
preservati dal saccheggio
devastante del tempo predatore
che spazza con furia
vite stravolte
dagli uragani violenti
abbattutisi
sui nudi e tremolanti fuscelli
sradicati dal suolo,
radici
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 | Essere fuori dal tempo:
quando un vero insegnamento,
che rimbalza nel petto,
lega polsi e caviglie,
gettandoti sulla via dell'inetto.
Interdetta la tua era:
quando manca, estromessa,
quell'anelata madre di Finzia
chiamata promessa.
Ignorato
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| Mangio le fragole del mio giardino,
mi conoscete
gente di fede,
son io, sono il becchino.
Controllo le luci
del cimitero
sposto lapidi
del ladro di polli
e del condottiero.
Ho la canotta bucata
sporca di sugo
e marmellata
mangio seduto
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| Sono qui
al di là del muro.
Non mi vedi
non percepisci il mio calore
il profumo della mia pelle
il tocco delle mie carezze
la mia voce
ma...
Posso ascoltare la tua
e leggerti nel tuo cuore
anche se in silenzio
...Lo
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 | Così infine voli via
levigata regina solenne
cristallizzata scultura
materia ingannevole
respiro non muove
Sei già etere azzurro
d'eleganza innata il contorno
e tra dita incolori stringi
il pensiero a me donato
che ora per
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| A’ piè de’i calli oscuri e biechi e insani
e pelle fosche selve, e i fonti e quivi
‘ve sta ‘l sepolcro muto e in su’ de’ crani
e presso i rivi,
silente vagolando a’ tristi bivi
e alle rocce furiose e a’ cespi vani
e in sulle cime a’ ghiacci
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Rami s'allungano
per strappar brandelli in cielo...
cosparsi di sangue
dipingono un pietoso velo
al tramonto...
splendido agl'occhi dell'amore,
così triste quando vuole.
Scrosci di rabbia
annuiscono dall'alto,
avvicinandosi al
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 | Puo' esser giunto il momento
della saggezza e del distacco
tuttavia non appaga
nessun eroe sottopaga
non solletica più attese
nelle forze ormai arrese
rimane spoglia assenza
senza meta, senza presenza
dissolvo il sesso in onore al
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| Non è facile scrivere dei versi
per le persone a noi molto vicine,
per chi ci rassomiglia così tanto,
per chi ha costituito il nostro stampo.
E’ un po’ come guardar dentro noi stessi
attraverso una lente più antiquata,
di sesso differente, che
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Una goccia
può disperdere un’immagine
di te pensata,
tra particelle d’acqua
un canto mi sovviene,
non ha titolo
e si riempie d’inverno.
La mia spinta verso il cielo
ma sono ali non mie,
lascio adesso quel bianco
a rivedere
ciò che di
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 | All'imbrunire
indistinte ombre fluttuanti
trapassano il buio,
pregno
di silenzio raffermo,
irrigidisce le ossa
scioglie la carne
nel gelo della sera.
Una smorfia di terrore
accenna il lugubre cielo
sbiancato di nuvole tetre,
pallido come
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| Abbiamo taciuto sulle nostre canzoni
di una fuga dai mantelli neri
nella vergogna nascosta agli occhi scuri,
nati da un figlio avaro della stirpe,
figli di un Dio fuggito anzitempo.
Nel sangue rappreso sui volti di basalto
dei carnefici venuti da
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 | Con foga
rincorro il tempo
per riuscire a rubarne
almeno un altro lembo.
I muscoli non mi procurano più alcun dolore,
è la tua assenza che mi fa smaniare.
Il tempo che mi è stato concesso
è troppo poco per
riprendermi
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Il suo silenzio non mi parla
e le ombre che ho dimenticato
sono solo un sogno spento
che libera le lune nel bisogno
La fede degli altri non mi tocca
ed il richiamo delle aurore
non è la libertà dei giorni
che nessuno mi ha portato
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 | ho un canto triste dentro le pupille
come la notte immensa ha dentro
il dolore d’un tramonto in agonia
e un sapore acre, accumulato sulla lingua
e un verso errante nelle vene
che non si traduce
inaridisce le mie rive quest’assenza
e il sangue
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| Jibi |
21/08/2014 19:16 | 1492 |
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Eco di stelle
carezza le dita
nel gesto estremo
di un solco marcato.
Speranza sfugge
nell'orrido profondo
dove pietre su pietre
ribollon di tasche
spezzando luce
a un perché incastrato
nel fiordo del petto.
Rughe distese
attendono
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Posa la tua mano sul silenzio di questi occhi e
fammi trovare la risposta che domani, io darò a sua madre
“sto ormai nella profondità dell’oceano
e ti supplico madre di non piangere
questa poverissima anima nuda”
dov’ero io mentre
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5112 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 2191 al n° 2220.
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