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♦ Pierfrancesco Roberti | |
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Aprile 2026 |
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Le 5112 poesie in esclusiva dell'argomento "Morte"
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Posa la tua mano sul silenzio di questi occhi e
fammi trovare la risposta che domani, io darò a sua madre
“sto ormai nella profondità dell’oceano
e ti supplico madre di non piangere
questa poverissima anima nuda”
dov’ero io mentre
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Siamo figli di suicidi
figli di morti ammazzati
stramazzati al suolo
con la faccia nel sangue.
Siamo sopravvissuti
al peggiore dei campi
col cuore pieno di cicatrici
ed il marchio sul braccio.
Siamo angeli grigi
dalle ali bruciate
con l'inferno
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Selvaggiamente si avvicina l'ora dell'oblio,
caduchi rammendi non sembrano più efficaci.
Sofferenze infinite
lancinano aggrovigliati organi interni,
passano nella mente associazioni e ricordi,
voluttà e nebbie.
Si arroventa ancor
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la pioggia nera
e parole fragili
se il vento spira
Ricordavo benissimo tutte le parole,
non i volti ed il calore del vento
quando la sera sembrava morire
in un cielo ancora troppo inerte
Forse ci troveremo ancora presto,
dopo il mare e dopo un
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 | Strade e polvere
panni da lavare
acqua di sale
nude le dita,
le donne, le madri
parti nella ruggine
dolore atavico
senza lamento.
Non credi ai tuoi occhi
mentre scolpisci
memorie da quell’oblò
tracce immortali.
Così
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| All'accendersi delle finestre,
la città si svegliò, piena di vita.
V'era per strada un uomo,
un semplice individuo.
Si illudeva di sorreggere il cielo
e della terra di sopportarne il peso.
Accadde...
Né il sordo
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| Anche tu,
anche tu hai rinunciato,
amavi la vita quanto basta
e non è bastato
Accidenti che fretta avevi,
una fretta che ti feriva
e più cercavi un sorriso
più ti scendeva una lacrima
Se ci penso ti rivedo
bella
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| India |
14/08/2014 11:46| 1628 |
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 | Non più desisto,
infuria la bufera
di là dal mare,
soffio imbronciato
d'onde minacciose,
strepito di voce
schiumosa
in sferiche gocce cristalline
erompe,
forte muggito
l'ira tuonante
mi soprassale,
travolgente
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"Mio capitano" ti è sfuggito di mano il
"Carpe Diem", scivolato dentro un mondo
artificiale, e tu che recitavi la bellezza
dell'amore, ti sei smarrito nel baratro
del cuore.
Vola in alto, in alto più che
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Quali sponde congiunge il fiume
o separa, dove non resta che il ricordo
sotto lo specchio d’acqua
Dov’è ora quel rumore
dove, il sorriso nella ruga di un lamento
nell’iride chiara, oltre la soglia che annulla il tempo
Al di là di ogni oscuro
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Mi sembrava di aver sognato
che prima del vuoto non c'è dolore
e lo spazio che mi avvolge
è solo calma attesa della morte
Perché prima del cielo
c'è il gesto del perdono
e quel vuoto, pallido deserto
che libera il
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E se mi seguirai in questo abisso
la notte non sarà un gioco breve
ma un soffio che non giunge mai
nemmeno sulle note dell’oscuro
Lo senti questo gelo che ti sfiora
è la luna che semina il suo velo
di veleno che corrode ogni cosa
anche il fiato
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Sopravvivere
lacerazione del giudizio,
un morire piano
nel livello più basso del clamore.
È l'inevitabile supplizio
con sovrimpresso uno scadenzario,
dove l'orrore origlia
nella memoria a lungo termine.
Un pianoforte di note
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 | Aria soffusa
spiragli di cielo
l’umido gela accarezza
Diamanti le gocce d’acqua
corone il cielo di stelle
calice travasante dall’alto
biforcuta la lingua
purezza la bocca imbeve
soave risucchio il fine
cascata riposa
sul letto di morte
ed
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| All’orizzonte e al vespro ‘l ciel s’oscura,
e un nembo si lampeggia,
e in sull’onde e lontano un tòn arpeggia
e ‘l mar spaüra,
e fragile di legno, e fral di prura
or un vascello ondeggia,
e in tra’ ‘l lampo che va e che in ciel
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C’era la tua ombra
dietro di me.
I gradini della notte
mi hanno portato fin qui
Ascoltavo gli ululati
del crepuscolo
davanti alle mie mani
Cosa darei per non farti più soffrire!
Tutto quello che avevo creato
si è distrutto
Un vaso di
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 | Giace su freddo marmo
corpo di festa vestito
né una lacrima versata
né una preghiera recitata
né calore o voci a circondar il
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| Era Notte e la Luna or sanguinava
rossa di Fato estremo,
e ‘l cimitero santo - onde ne tremo -
alluminava,
e a’ sepolcri invecchiati or si scagliava -
il suol che in sogno premo -
e questa antica cripta e avvolta in stremo
cieca
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Hai chinato il capo
in quel giardino
senza odor di fiori,
solo il tuo sguardo assente
mentre scuro è il sole
e il ciel lontano.
Si spengono pensieri e parole
disarcionati dal cuore
ove langue il profumo
dei tuoi verdi anni,
e sale amaro il
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 | Camminavo tra i giardini assenti
con il cuore in groppa ad una lacrima.
Percorrevo la sua figura,
come ombra sul selciato.
In fievole orazione,
l'amara quiete calcavo
ai piedi di uno zefiro azzurrino
dove vagheggiavano i miei
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| Stanotte la pioggia ha lavato i tetti di ardesia
che ancora bagnati si fanno
specchio del primo sole, barbagli
accecanti per pochi passanti già desti.
Dalla montagna
ancora coperta d’uno scialle di nubi
qua e la lacerate
che dagli strappi
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Possiedi un territorio
effettui scambi commerciali
ferro, cibo ed avorio
dalle auto ai maiali
ma non sei soddisfatto
cerchi ancora più potere
saresti solo un matto
se restassi a sedere
decidi di attaccare
corazzate e soldati
obiettivo
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Hey Tu
Tu che guardi così lontano
Perché tutto questo?
Aiutami
il vomito dei cieli
sta uccidendo le sere d'estate
So quello che hai detto
Lo so
I morti saranno
in numero più dei vivi
cammineranno sulla Terra
e
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 | Pelle di piuma
sei caduta tra i sassi
nel fumo che oscurava le stelle.
Già conoscevi quel rombo di tuono
- pelle di piuma -
e mentre correvi
il vento ti ghermiva i capelli,
poi sei rimasta così
senza più voce
inchiodata alla
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| Nel sentore della morte
Cantava l'ultima poesia
Come da ragazzo dal padre
Un forte abbraccio un bacio
Nel cuore la madre ora alla terra
Non era un istrione
Col cuore in gola
Scriveva tormenti antichi
Orchestrando repentino l'ultimo
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| In ciel la Luna brilla e un faggio abbraccia,
e in tra’ rami morenti un’ombra infìda
terribile sen giace e par che taccia,
un uom suicida,
e un capestro ferino ‘l collo allaccia,
e ‘l muto labbro e spento ancora grida,
e stanno ai
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La pioggia d'estate
è un ricordo che scivola via,
un buio in conflitto
con il cielo che chiama luce
E nega il colore delle sere
al loro ultimo tramonto
prima di una fine
annunciata e poi delusa
Le nuvole d'estate
sembrano sogni di
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Non so se le mie
accorate parole
potranno giungere
fino a te
che in una tragica notte
hai lasciato questa vita,
mentre eri ancora giovane
e piena di sogni e progetti.
Vorrei solo dirti
che ti ho voluto bene
e il tuo ricordo
resterà per
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Anime appese a una corda sottile,
pallottole che danzano tra la gente,
fumo che oscura la visuale del sole.
Carboni ardenti bruciano il focolare domestico,
bambini soli vagano tra le macerie,
urla nel silenzio della notte che chiedono
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Sotto un cielo deserto
il giorno diventa breve
nella polvere che il vento solleva
vite colme di vita
rincorrono lacrime
nel segno della croce
braccia nude
nascondono il cuore
e acerbi addii
muoiono in disperse aurore
mentre ancora una volta
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 | Se guardassimo un bimbo
nel viso
salveremmo una vita
preziosa;
non occorre nessuna altra
cosa
nei suoi occhi c'è già
il paradiso.
Fra le cose che voglio
e che sogno
(scelte bene fra troppi
perché!)
la più
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5112 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 2221 al n° 2250.
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