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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
Poesie pubblicate: 365’183Autori attivi: 7’451
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Le 5112 poesie in esclusiva dell'argomento "Morte"
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Un tempo era domenica, forse
la voglia di posarsi a sud
tra due gradi di terra
e un ossimoro di madre addosso
-la dimenticanza è un'arte- mi dicevi
come la matematica delle costole
là dove nasci e sei tre volte;
un martire, la
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È Notte, e ‘l lugubre ombreggiar di Luna
in tra le nubi si specchia e in sull’onde,
e ‘l mar si scalpita, e l’orba laguna
è tinta in ciel di folgori iraconde,
e un tòno grida, e infuria un nembo, ed una
mesta saëtta or le
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pallide gocce
sul sudario delle ombre
attendono ere (D)
Che di queste morti non avevamo bisogno
e del male solo immaginato e poi tradito
noi avremmo tratto un respiro ancora greve
sul marmo gelido delle primavere di dolore
E di tutte le anime
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Stimmate sul mio pensiero...
di una grande bellezza sono pervaso
il vento
ormai scoperchia l'anima
il mio tabagismo sfuma contorni umani
del tempo son convinto
il suo dilatarsi lungo la schiena
mi rende inalienabile
ogni mattone che deposita
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quelle nere ombre
nel giorno di deserto
che preme morte (D)
Ora avrai il rispetto dei tuoi neri demoni
e di tutto il loro mondo di mera follia,
forse qualche plauso d'eterna resa
per chi canta in coro preghiere d'oro
Ruvidi ricami spesi nei
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Anche se piove
come sempre
ed il sole sorge
per poi tramontare
e passano i giorni
senza più rivederti
Anche se
non posso più parlarti
abbracciarti
ma solo e semplicemente
pensarti
Il tuo sorriso resterà per
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La speranza si ruppe, le biglie a gruppi
ricoprirono frenetiche
il pavimento:
era saltata la corrente
e le dolci illusioni
ammuffivano nel frigo.
Fu un fulmine e mi tranciò
di netto il cuore,
una testa sul ceppo
s'accontenta
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| Who |
27/02/2014 11:51| 967 |
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 | Ho veduto la coda d'una lucertola, oggi.
Gran poca cosa.
Una sottile membrana verde e spinosa.
Per farla breve, inutile.
Ma gli occhi incedevano e la mente risaliva
al gatto, alla muta, alla sorte,
alla morte risaliva.
Ne dedussi che la morte era
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Stringimi forte al cuore, mi dicevi,
in quell'inverno del tempo dolce e
amaro delle attese... Fu poi meravigliosa
quella lontana primavera, prima che
giungesse il nostro distacco.
Venne l'autunno e giocavano i raggi
di un sole morente,
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Quanto dev'essere caldo il cielo
Quando esce a fiotti dalle vene mie.
Ho digerito mille e più vocaboli
Per resettare un'ora gli occhi miei.
Gli ho poi impietriti in mille patiboli
Seppur brillassero come trofei.
"Un sasso gettato
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Un dì io scorgea un’imago di fanciulla,
era un dipinto e in sulla forma ovale -
su ner color di Nulla -
ella apparì fatale.
Le guance giovini avea e l’occhio cesio,
e vivo ‘l labbro, e biondo ‘l crine, e snello
il collo dolce,
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Credi nella luce finale,
credi in un futuro oltre,
come un dissesto,
un pensiero disonesto,
che ti riconduce
all'ultima
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chimere accese
nel cielo senza vento
di trama scura (D)
L'impero delle chimere è solo ombra,
spazio di fantasia fra le nuvole e il mare
dove l'orizzonte trema la flebile luce
di una speranza strana, appena accesa
Volano controvento
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Ma soffia giorno
e poi la notte ambrata
di nero inverno (D)
Il serpente scuro che non dorme mai
mente una risposta per non cadere
e nega i tetri giorni alle sue memorie
di cielo prepotente, senza amore
Striscia fra le perle di una terra
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Se mi dessi un termine
un intermezzo al davanzale
osservando sull’asfalto chiazze rosse
scivolate dal cielo, in una pozza umana
e adagiarvi i fallimenti
dargli il tempo di un rubino, facendo finta di dormire
senza più una bocca e sete e
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Prima della sera avrai già dimenticato il sole
e ogni passo che accompagna il volo chiaro
fatto per respirare questo tempo di parole
forse troppo vuote sul soffio dei mattini
Non sarà un'aurora a cancellare i segni
e le forme di
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 | Un inferno di ghiaccio
dove l'attesa logora l'alpino audace
a difesa del nulla trincerato
in insidiosa steppa
a battersi con la fame e mordace il freddo.
Il duce siederà al tavolo di pace
dove il morto avrà più peso che il
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lungo i confini
della radura il bosco
cresce promesse (D)
Sul margine del bosco c'è una radura,
umida d'estate e gelida nel cuore
che ferma le notti sulla corteccia nera
solo per tagliare via i peccati amari
Vicino al vecchio
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Sentieri solitari, di sassi del carso,
segnati da una luna bugiarda
che a volte di loro si scorda,
là, dove colonne di legno ornate,
scambiano ignare la felicità col vento,
sussurra la malinconia.
In notti dove il pianto si
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 | C'è una lunga ferrosa scala
appoggiata al mondo
ci sale un treno in gran gala.
S'avvia pure, nel suo angosciare
una scura giovin vita
che tutti vuol lasciare.
Per la via s'incontreranno
senza cenni, con tremore
nella fatal stretta
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| Il grigio del mattino
il viso di un bambino
il freddo dell'inverno.
Un uomo lontano,
un punto in mezzo a mille
coperto dalle nubi,
bagnato dalla cenere
osserva il mondo intorno,
spera in un ritorno.
E le stelle sembran poche
o non esiston
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Anche gli uccelli
avevano paura di volare
sull'orrenda ferita della terra,
sull'orrore lì sepolto
di innocenti senza alcun difesa.
E quando risalirono
la luce era sbiadita
ed il vento taceva.
Solo il silenzio urlava
il suo dolore
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| Mavec |
10/02/2014 19:07 | 791 |
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Nella fine
col tuo filo sfibrato e stanco,
quello spago teso sin dall'inizio
come ragnatela fra fronde di salici
che ti condusse fuori dal labirinto
lontano dalle paure tue,
tagliato in due pezzi senza esitare
in inizio certo e fine
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| Who |
06/02/2014 10:32| 970 |
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timido soffio
nel vento abbandonato
di luna grigia (D)
È una sottile brezza, colore della perla
che tremerà nell'aria di una stella,
non sentirai profumo di menzogna.
La notte peserà i suoi macigni in coro
Il buio
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lento incedere
delle ombre nere vive
al loro tempo (D)
Il passaggio era stato pronunciato
e le poche speranze rassegnate
avevano mentito il ricordo breve
di un vano strumento a corde nere
Violino di morte, semplice da dire
e da rendere in
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piume lucide
sul cielo appena morto
nero tramonto (D)
Erano calati di notte alla radura,
le piume scure tese e un lugubre lamento
a far da coro ai morti, lividi risorti
dopo tanti affanni d'aurora e di sgomento
Erano tante anime prigioniere
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Tu uomo folle hai messo in atto
lo sterminio di massa senza ritegno,
hai schiavizzato fratelli in squallidi lager
per quei tuoi principi assurdi,
rei soltanto di esser diversi
e con infamia umiliati e soppressi.
L'unione nelle diversità
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Tu dunque soffri
niveo corpo insano
afflitto dal mal
che non da tregua
è come arsura...
calura che dissecca
solo ossa di questa
pelle resta
Creature
d'occhi vitrei
nei qual
Si smarrisce
l'universo intero
Fissi...
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ombre svanite
dalle parole indegne
di rada nera (D)
Qualche germoglio era stato tradito
dal sigillo nero delle notti insane
e l'ignota traccia suonata tardi
sembrava aria destinata al cielo
Il vento soffiava i rami sporchi,
un coro di defunti
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Ora non avrai bisogno di scarpe
forse lo sapevi
e le hai lasciate accanto al letto
prima di andare via .
La falce nera non teme la follia
non ha paura dei tuoi occhi
quando la guardi spaurito
non ha freddo
anche se la neve scende
e il
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artiglio nero
per volare il confine
di parole arse (D)
Le luci del giorno sono spente
e mute le parole nel conflitto
dei respiri andati a soffio
sul temporale promesso a sera
Il vento è messaggero di confine
e nere le ali a mezzo
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5112 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 2371 al n° 2400.
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