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Le 5112 poesie in esclusiva dell'argomento "Morte"
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artiglio nero
per volare il confine
di parole arse (D)
Le luci del giorno sono spente
e mute le parole nel conflitto
dei respiri andati a soffio
sul temporale promesso a sera
Il vento è messaggero di confine
e nere le ali a mezzo
leggi

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S'aggira nei pressi,
a volte mi tallona altre mi precede.
Il suo fiato inanimato mi allaga le nari,
ritorna nell'odore del tuo respiro
quando già ti possedeva.
Se la chiamo s'allontana,
poi repentina appare fra le pieghe dei pensieri,
e
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 | Tra righe di filo spinato
ulula la morte sui sassi,
col fruscio crepitante
di un fil di fumo fattosi
respiro scisso dalla carne
Un sussurro sommesso
d'ossa sepolte a inerpicarsi
dal ventre della terra per narrar
l'abominevole infamia di
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| Sbadiglio
con fare idiota mangio cianfrusaglie
m'immergo nel fatuo della tv
il nulla m'investe
cosce glutei mentecatti
poi
due braccia nere come rami
rampicano verso me
occhi grandi come il vuoto
manine che sembrano carezzare la mia
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| Ombre in circolo,
tra luci distorte
e rumori orrendi.
Solo e contro
il Mondo
che urla vittoria.
E' finita,
il fiato è lento,
la mente è debole
più del corpo.
Il cielo piange,
la pioggia ti calpesta
pesa sul tuo
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Vorrei averti qui,
senza venir sulla tua pietra ...
perché non sei qui?
perché sei giunto al porto?
Pur poco ti conoscevo,
ricordo brevi lampi
ch’agghiacciano ‘l cuore.
mari dorati hai veleggiato,
ma al porto hanno
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le lune morte
segno della tenebra
di notti ignote (D)
Parole che feriscono il respiro
e questo sussurro pallido di fine stagione
attende inverno per non tornare più
sui lembi già franati delle rive
Pensieri che tradiscono il
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Se vieni, Madre,
in un mattino di sole,
conducimi ai papaveri rossi
sotto un frusciare di foglie.
Mille ne vorrò cogliere,
per salvarli dal vento
e sarà infine la pace.
Se vieni, Madre,
nel giorno che sai,
conducimi ai papaveri
leggi

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| Mavec |
21/01/2014 18:45 | 739 |
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Perché urli piccola anima
quando il ventre
schiuso della vita
ti spinge in questo mondo?
Cosa vedi?
Cosa senti?
E' forse il freddo abbraccio
dell'oscura signora
che ti accoglie,
ti sussurra ...
"sarò la tua ombra
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 | Mani composte, abbracciate
non più mosse per plausi.
Note in lacrime, meste,
ferme da fughe, adagi o andanti.
Non fende l'aria la smilza verghetta
per gli ordini alla sonora armata.
Or riposa sul leggio,
la partitura qual giaciglio,
tra i
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La intravedo
la scanso,
mi diramo per i suoi vicoli,
sembra quasi di conoscerla,
una strada perpetua...
E
arriverà il giorno
che tacerò per sempre,
e questi muri,
stanchi anche loro di ascoltarmi
gioiranno...
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Come candela si consuma il tempo
gocce di cera le lacrime,
durevole del dolore la voce
distoglie l'incantesimo dell'anima,
flebile attende la tenebra
che macerata erba
lascerà al suo passare oltre,
ormai breve il giorno
di un rubato
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 | Si perde
l’ora più triste,
la scena si chiude
e l’amore,
teatro del mondo, illude.
I giorni soccombono,
mani tese
a rimar pensieri,
e parole, sfumano,
cala il tempo,
sipario di vento
in una coltre di attimi.
La vita si spegne,
e
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 | Sparire dormire
forse morire
non più soffrire
gioire
oppure sbasire
Sparire per non svisare
nell’anima da abbrumare
Sparire dormire
forse morire
non più "si" dire
ma obbiettare
oppure avvizzire
Dormire per non dire
con voce muta quel
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eterno gelo
graffiato ingrato al sogno
del corvo nero (D)
Nota d'asfalto riflessa a goccia,
la notte non aspetta le prime luci
e perdura un segno di lenta traccia
finché qualcuno non sogna e spera
Seta di trama graffata a
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Tempeste di sangue,
dove morivano i soldati ricordo.
Mai la patria fu così in rovina,
mai queste urla si sono placate ...
ancor il gemito delle madri,
che piangono i figliuoli morti si ode ...
e di questi, solo i marmi rimangono.
Anche
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Dissangui
sfocati orizzonti
al limitar d'una siepe
che scora il passo
d'una storia incompiuta,
improvvida bruma
s'uno sguardo obliato
da un cielo viola
e blu cobalto.
Un amaro smarrimento
d'occhi ormai distanti
e schiuse labbra
ad
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Per un attimo,
sei stato il cucciolo d'allora
addormentato fiducioso e sfinito
da giochi corse
e amore
la zampa di guerriero su di me
tutto il tuo mondo
Insieme
piccola anima felice
Stanco tra le mie braccia
sogna ora, dormi
Aspettami
solo un
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 | Scarpe comode per andare
finestrini appesi
ogni giorno un giorno nuovo
è il tuo viaggio, quello che volevi.
Con gli occhi stupiti
e i passi da bambino
hai perso la via a volte
incespicando stanco,
ma la paura che temevi
ti ha
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Per sette lune
hai brillato
in quel letto d’ospedale.
Poi ti sei sfaldata
tra le sue mani
e adesso sei polvere.
C’era chi aveva timore
di toccarti
e chi te ne dava la colpa.
Ma ne avevi viste tante,
memoria amorfa
in un tempo senza
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| Alexis |
12/01/2014 15:54| 1327|  |
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Solo una volta nella vita
Viaggerò
pur senza coraggio
navigherò in mari lontani
toccherò impossibili orizzonti
volerò più in alto del cielo
rifugerò dalla mia blasonata prigione
finalmente libera
da
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| India |
11/01/2014 00:27| 1751 |
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Quando muore un artista, non la tomba
gli servirà per esser ricordato:
la voce rimarrà, sua, che rimbomba
nelle opere d’arte che ha creato.
Si disperdano pure sopra l’onda
le ceneri del corpo ormai bruciato:
resterà la sua fama, assai
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fiato al veleno
la terra che si acceca
di fuoco nero (D)
Nate dalle paludi delle streghe
le terre dei fuochi sono piene
di odio denso fatto per regnare
sull'altare dei malati di dolore
Gli effluvi sono confinati altrove
ma il veleno ha
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 | E tornerà primavera
e le mie mani metteranno un mazzo di fiori
su quella triste lapide
che mai meritò le lacrime
che dal mio cuore seppero sgorgare
e tornerà primavera
a lembire di fresca dignità quel volto
che
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semi di cielo
l'albero è ormai il perduto
fuoco del sole (D)
Albero dei veleni neri
partorirai semi di sangue puro,
dolore che di notte asciuga e trema
l'ultima melodia della prima luna
I campi ormai bruciati dalla sorte,
fiato di
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cosa da poco
il dolore che resta
fra ciglia nere (D)
Ci sarà sempre qualcosa da dimenticare,
qualche piccolo dolore o forse grande,
cresciuto fra le spire di un respiro ignoto,
cose da poco che sanguinano il cuore
Ci sarà sempre
leggi

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Stanotte sono
il dono della terra
dolore e nube
Fuori ora fa freddo e la terra è dura
non avrai paura se il buio scende
e cancellerà i mattini nella nebbia
non avrai dolore lungo il viale nero
Fuori c’è il vento che soffia ancora
e qualche
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Aghi di pino e ali di farfalla
piccole mani strette sul cuscino
il tempo dei ricordi è ormai lontano
riposa sulla sponda dell'oblio...
Ombre nel buio tetro della stanza
fantasmi senza corpo e senza luce
attimi eterni di silenzi e
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 | La morte del tuo sguardo.
La vendetta del tuo silenzio.
Il più atroce dei vortici emozionali
che si veste di vitalità senza morale.
Un inizio senza polveri,
quello legato a te che vai.
Eppur mi chiedo dove te ne vai.
Senza le tue
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| Al viale del tramonto
di un giovanile sogno
resta
un quadro non dipinto
una tela bianca
una poesia muta
di due anime in un corpo solo
Nella cruda realtà
affonda
l’ultima speranza.
Nel silenzio,
lacrime di stelle
a umane lacrime
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| Morirò felice
abbracciato all'attimo
mancante,
sostenuto sul fare del
mancato momento
tristemente
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| Oreste |
30/12/2013 21:54 | 1071 |
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5112 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 2401 al n° 2430.
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