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Le 5112 poesie in esclusiva dell'argomento "Morte"
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soffio di nebbia
se l'oro delle foglie
piange respiro (D)
Non parlare di queste tracce
lasciate dal tempo e dai rovi
scuri quando il maestrale soffia
tremando fra le foglie a sera
Le memorie dei morti passano
lasciando appena un graffio
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Che sarà mai quest'aria
fatta di un tempo friabile
che scorre insapore, inodore, vuoto
come dell'ultimo boccone negato?
Non mi convince il sole
che riflette a raggi opachi
una luce che sa di non illuminare.
M'annebbia,
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Ecco rifulger’ da la chioma il lume
e celare l'alma antica a l'arsura,
stormo frusciante da le verdi piume,
le luci a la rinnovata natura,
destar sanza sutura caldo senso.
«Com’è che l’arbore è sì fatto forte
da che
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 | Spoglie mortali,
Resti, Trapassati.
Passati a
miglior vita.
Defunti,
Anime in
purgatorio.
Anime Sante.
Semplicemente:
Morti;
semplicemente:
Anime.
Nulla è più
semplice
del definitivo,
senza appello.
Sorella
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All'improvviso mi pesarono gli anni
l'affanno mi schiacciò sulla salita
tutto quel che doveva accadere accadde.
Il fiume scorreva guardiano
il cimitero del paese
aspettava gli ospiti.
Gatti randagi vicini al cancello
neri, bianchi e
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Il villaggio dell'eterna pace
è stellato di fuochi fatui.
Le cime dei cipressi
cullano il silenzio
e il giorno avviluppa le fiammelle.
Passi felpati
i cancelli silenti varcano
e, dolenti a capo chino
pregano alle tombe.
Di fiori
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e, ora cosa faccio di me stesso
dove andrò a sbarcare il lunario,
su quale panchina mi addormenterò,
per cosa ancora avrò voglia di vivere?, e
se devo continuare così l'esistenza,
meglio finirla in qualsiasi modo,
in
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fragili lune
al passo della pietra
le stanze nere (D)
Forse non avrò paura dei dolori
perché il mio vento è solo un sogno,
una luce fioca appesa ai pochi rami
di un novembre negato ai gesti amari
Tu sai che
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Ti ho cercata nell’abisso senza fondo
mani che sputano fuoco
a spegnere l’inferno maledetto
-mio spazio eterno fuori dal mondo-
Affondo nell’atroce sofferenza
di quel giorno lancinante
che ancora respiro non mi lascia
da quel dramma
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la portarono fuori
l'acqua saliva alla gola
entrava nelle parole
le diedi il mio giardino inutile
un abbraccio di foglie di carta
poi caddi che non ricordo
se entrai in un orecchio o in una bocca
o era solo pioggia
che bucava il
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Danzaron
danzano e danzeranno
la Vita e la Morte
sulle note
del lor segreto amplesso
vestuto
d’arcano incesto.
Saran
passi danzati
sulle carni d’umane coscienze
governate
da lor scellerato patto
d’insano amore.
S’ameran
mai sazie sul
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fatato sogno
su pallide tenebre
luna riflessa (D)
Lo sai che resterò qui fino al mattino,
a cullare nubi e sogni nel mio cielo
e nessuna lacrima a mietere discordia
sul vento che ricorda gloria ed ombra
Uscirò dal mare sul gelo di
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Vorrei chiudere il tempo con il lucchetto del silenzio,
nascosta nell'ombra della notte con il tintinnio delle stelle,
nelle lacrime dei ricordi abbracciando il dolore
per un amore perso che ha distrutto il mio cuore,
andando sulla via senza ritorno,
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I miei occhi si chiudono il corpo resta disteso,
esterrefatto lo guardo immobile, indifeso.
L’emozione è fortissima, lo sconforto mi prende,
una luce bianchissima m’invade, risplende.
Quella luce stupenda mi trasmette la pace,
vorrei parlare, ma la
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e, guardo il mio mare,
accarezzo il mio amore,
sogno luoghi incontaminati,
ove finire i miei lugubri giorni, e
guardo il mio mare,
recepisco profumo inebriante,
vagheggio viaggi mai fatti,
gabbiani imitano il mio volo, e
guardo il mio
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Viviamo lungo gli argini del Fiume,
assetati non guardiamo.
Mescolati all'ignoto non sentiamo,
mentre brucia la tua azzurra memoria sotto le mie
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denso silenzio
ad annunciare morti
ed ombre vuote (D)
La tempesta era un denso silenzio,
uno di quei venti antichi e vaghi
con il giorno a far da antica rovina.
Le ombre avrebbero portato morte
Fine indefinita, sommersa al cielo
con il
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La mente è vuota
solo il ricordo
delle nostre chiacchierate
che la morte ruppe,
or dunque l'addio.
Addio per sempre,
contraddir volevi il fato
e mai hai temuto la morte,
ti perdo per sempre
ma la tua voce udrò
in eterno.
Con un
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la terza trama
quando anche il buio lamenta
un'alba nera (D)
Oltre la radura è buio fondo,
la nebbia che cancella ogni perdono
e un passo che vaneggia le percosse
di un destino fatto per tradire
Se avrò ancora un
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Ti guardavo con gli occhi dello stupore...
tu eri cosi' esile e graziosa,
che col tuo malessere non sapevo
come facevi a sopportare cio'.
Ma ora... non ci sei più,purtoppo.
Stroncata dal bruto fato,
ti ricorderemo nei nostri cuori,
con
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il terzo segno
la luna maledetta
dal velo nero (D)
Il primo segno era una stella breve,
una di quelle luci fioche del mattino
quando il buio si innamora ancora
delle albe immaginate all'incerto sole
Il secondo segno era una tempesta,
tenuta
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 | Sento mia madre,
in salotto,
che cammina con i suoi zoccoli.
É un riflesso del passato che torna per caso,
in questa mattina qualunque.
Un suono sordo
e senza tempo che non resta.
Ma attraversa il mio spazio ritagliato
tra la
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Scendono
lungo l’argine
le orme invisibili e lucenti
dei sogni stretti
tra lo zucchero filato.
Le apparenze
lasciano senza fiato la quiete
di piccoli passi mai nati
spenti,
sfiorati fugacemente da sorrisi
foderati di bianco dolore
avvolti di
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Messaggera, dicono, sia di sventure incombenti
la morte le sceglie il ramo ove posarsi .
Ai cimiteri di croci predice i sonni tersi,
come la carezza di una amante annuncia baci roventi.
La morte le sceglie il ramo ove posarsi,
nulla la distrae e
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silenzio è notte
le porte sono aperte
a luna morta (D)
Le Porte dell'Averno aperte sulla terra
e se il cielo prega le reliquie maledette
ogni colore tremerà di nebbia, notte,
nera come un'onda distratta dal suo mare
Luna, grigia
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 | Sei volato via
come fanno i gabbiani tra le pieghe del cielo
per poi spiegare le ali verso l’orizzonte
dove il sole non muore mai
sei volato via
come fa un soffio di vento a dissipare le nubi
e riportare il sereno dove un attimo prima
la tempesta
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 | E giunse tra i flutti
il salato destino
di un naufragio cercato
dove il sole s'immerge
senza affogare;
il vento è stregato
ed il mare oleoso
va a rapire il mio corpo.
Una rotta a pochi nodi
mi manteneva a galla
sospeso nel peccato
di
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 | Demolisci notte quel faro!
folle nocchiero
senza stelle guida
voglio dannarmi.
Squarciare la barca di croci
contro sommersi
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| E ora sarai
al cospetto del Signore
con l'anima lorda
di sangue umano
ad attendere
supremo giudizio.
Come hai potuto
uccidere i tuoi fratelli
e vivere con il fardello
delle tue immonde colpe?
Non trovo perdono
nel mio cuore
per le tue
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 | Quel giorno
avrò un vestito di nebbia
e il mio passo calcherà le ombre
e leggero come nuvola
sbiadirà sulla soglia del tempo
affidando il fiato alle stelle
Quel giorno avrò tra le mani
un bouquet variopinto
profumato
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| Vorrei toccarli
quasi sfiorarli
carezzare il loro capelli
ma scivolano via
meduse senza tempo
li vedo annaspare
rantolare aiuto invisibile
girotondano nella schiuma dei loro umori
nudi
senza neanche la pelle
e io sono li
inerme
appeso alla
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5112 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 2491 al n° 2520.
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