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Le 5113 poesie in esclusiva dell'argomento "Morte"
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 | Niente si perde davvero
finché un cuore palpita e batte
e vagheggia la Morte
per gli arditi cammini
mentre al dolor s'accompagna
Si sferzano gli animi
nelle sere d'inverno,
nei caldi focolari
e sui neri tetti d'inchiostro,
corrono
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| Vorrei morire in un silenzioso
Tempo sereno, così poco male
Da sembrar un rilassato riposo
Ma non il mio momento finale.
Vorrei morire senza dolore
Com’annegar in un mare tanto calmo
Che veda ancora del sole il fulgore
Mentre lento sul
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la terza luna
ha tremato carestia
per anni oscuri (D)
Il terzo sigillo sarà un filo di seta nera,
avrà le rovine della pioggia e le preghiere
di chi ha smarrito il volo e le promesse
di un Dio malato a tristezza e vaga
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 | Non temo la morte:
piango per chi resta,
mai per chi va via.
La nostra esistenza?
legna da ardere,
braci nel camino
che prima o poi
soffocheranno
Resterà nel tempo
il calore generato
l'ossigeno consumato
la viva luce:
riflesso
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| pagina uno e pagina due
ma mi manca la terza
ho la quarta
ma mi manca la sei e la dieci
povero libro
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nel tuo passaggio
hai tramato la luce
a notte spenta
Le luci sono spente e nel passaggio
hai trascurato quel punto remoto
che va dal cielo al fiume, il gelo
di un amore appena disegnato
Appena colorato per le stelle,
quando la notte
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Ombra lunga,
color pioggia estiva,
sfiori il cielo,
rimani stantia, inerme,
volenterosa di giustizia
guardi dall'atmosfera,
mentre viaggi,
sù più su,
in alto,
troppo in alto.
rincorri risposte,
crei alibi per la triste
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La fontana di lacrime amare
grossa quanto una balena nera
par volersi non ancor fermare.
Splendente luna di primavera
che illumini la mia notte tonda
in questa silenziosa atmosfera
d'amore senza nessuna sponda,
d'amore colto era ancora
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Nell'attimo che si fa eterno
quando il buio diventa luce
l'amore ti circonda
annodando i ricordi
Fermo, lì nel silenzio
l'essere tuona
Lacrime, non lavano il dolore
Grande è la ferita
per la prole
dove solo amore invitto
lo
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 | La morte non aspetta
e suona la mia ora
con le mie stesse mani.
Ma io, aspetto te.
Invano? Non so...
Avrò il nobel per l'attesa
in questa discesa negl'abissi
ove giusta resa m'attende.
Ove le fiamme narrano
ciò che non hai
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 | da nord
nel vento
la tua voce torna
mentre assieme
alle statue siedo
nel cortile antico
s'apre un balcone
appare
...la tua
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| hy ju |
30/01/2013 17:45 | 2321 |
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 | Dimenticate vite
in macchine chiuse
dislessico baratro
di società allo sbando
Padri di pezza
madri di ghiaccio
ognuno sopporta greve
la propria croce in spalla
arrampicando sul Gòlgota
della coscienza offesa
Lontana,
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| alla vita
molti lacci mi legano
male,
a 62 anni
libero devo
essere libero
da piagnistei per la morte
stantibus rebus
come un mulo scalcerei
per via di vanità
che al pavimento
ancora mi schiacciano
della carne ch'è
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 | Cosa sarà di noi
quando, sparsa cenere su cenere,
polvere torneremo,
e, sciolto il balsamo della vita,
svanirà il profumo lieve di miele,
cadranno i giorni sbiaditi,
strappati ai rami irti del tempo,
si accorceranno le distanze
tra
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tutto riposa
in un letto che non è il mio
io sono la morte
voi
vi pisciate adosso
ad ogni passo
ad ogni ulular del lupo
accendete le luci
per non vedere
le luci per scrutare...
ma è il buio che vi raccoglie
sappiatelo!
non si
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 | Ricordo
l'odore del fumo
della sua sigaretta
quando si alzava
prestissimo la mattina
per andare a lavorare
in miniera.
Quando accendeva la radio
e la sintonizzava
sui programmi d'informazione
in lingua italiana.
Ricordo
il timbro
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Rovine vestite d'edera e spine
natura incolta
polvere antica
nella campagna silenziosa
un canto di cicala
una bambola sola
dimenticata
Quiete lieve, delicata
i resti d'una casa
tra i sassi giace una rosa
all'ombra trema una voce
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 | Mi vesto col manto di Luna,
silente e rassegnata,
pia del Sole calante,
mentre scogli sudati,
si sciolgono in lagrime perse,
al largo del profondo maestoso,
ove riva sabbiosa cela la sua duna,
fra le atmosfere che nuotano ignare...
Mi vesto di
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O cipresso,
alla tua ombra
riparano i miei pensieri,
cercano rifugio
i miei dolori.
Dover nasconde
ad occhio umano
il lamento interiore,
affligge e distrugge
un'anima già contrita.
Il nulla intorno,
coperto dal buio profondo,
raggio di
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Il mare era calmo
come un obitorio
dopo l'orario
calmo che nemmeno un gabbiano
nemmeno un pesce a saltare
nulla.
Lei era triste
lacrime di sale
sulle mani
sul petto
sui bottoni d'ottone giallo
di quella camicia
sbiadita.
Un
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 | Un tango mortale
mi assassinò sulla via
perdizione e sensualità
mi portarono oltre
gustai giochi
assaporai aromi
...tango assassino!
La morsa delle gambe
era forte quella sera
nell'aria la musica alta e decisa
lui in nero
io
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 | Alzasti il calice al verde cavaliere,
che giungeva col ghigno amaro
tra i denti larghi e le orbite
incavate, senza ciglia.
Tendesti le braccia alla criniera
del suo cavallo per montarlo a pelo,
trafiggendo al crepuscolo la Fede
che agonizzava tra
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L'implacabile gelo giunge a Stalingrado,
ove carri fumano come macabre ciminiere,
fabbricando vittime cadenti per la patria.
I tetti s'appoggiano su macerie in fiamme,
i cieli gridano di dolor profondo, profondo
come il sangue su fresca neve
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Fiori di lagher
giorni
senza ore
senza difesa, sguardi moltiplicati
spalano per fame
terra d'ossa
numeri d'ombre a righe
del dolore
fanno spighe senza frutto.
Ti feci entrare
nell'anima già lisa
per asciugare il freddo dai tuoi
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Coperti i tetti e bianche anche le cime
mi colse un forte istinto di astenia
e come cera appesa alla bugia
attesi quel calor che tutto esprime.
La nostalgia no, non mi deprime
né sono amante della compagnia,
ma sento forze e sogni andare
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 | È dell’infanzia il tempo migliore
si ha tutto dintorno
si è germoglio di vita
in un giardino
adornato di fiori
ora...
ora trema e stordisce
la mia memoria bambina
lampi di abbracci persi
e solo ricordi
d’amati rimpianti
chi quel
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| In quell'attimo sospeso nel limbo del tempo
l'unico che non sarà il tuo passato
la terra si bagnò di sudore e i nostri cuori saltarono un battito
La vita andò
traversando un sorriso
Non ci fu posto per altro
Ma già
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su voci nere
le notti senza pace
tremano morte (D)
Era solo una pietra in fondo al petto,
rosso rubino di malizia e di dispetto,
eran grandi gesti da colpire forte
perché quel sussurro greve fosse morte
Eran le discordie finite molto
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E'ingiusta questa vita
dove giusta via è smarrita
all'esordio di un mondo
e la gioventù di sfondo.
E' terribile questa realtà
meschina ed impossibile
mano pesante inflessibile
oggi è un sorriso, domani
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Fuori per strada
una ragazza in solitudine.
Priva della direzione,
senza il cavo per la gioia.
Una vita tra silenzi
e tormenti.
Poche parole per farsi capire,
ma poi tutto si spegne.
Nessun sogno da macinare
dentro quello sguardo perso.
Hai
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| Jimmi |
21/01/2013 10:13| 2006 |
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 | Nell'incavo di un posacenere
un mozzicone acceso
si spegne...
L' alone fumante
diffuso nell'aria greve
odora di carne bruciata,
andata male,
sa di fetore disgustoso,
che gonfia i polmoni,
impregna i vestiti
intrisi di putredine,
intossica
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5113 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 2851 al n° 2880.
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