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Le 5113 poesie in esclusiva dell'argomento "Morte"
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Un anno e un mese è già trascorso invano
ché il groppo non si scioglie dalla gola
io nulla avverto che il pensier consola
e il suo ricordo ancor non è lontano
Quel viso ognun lo vede ancor presente
ci guarda e ci sorride
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Sollevar lo sguardo verso l'orizzonte
udir di due colombi lo sbatter d'ali
sentir quell'aria carezzar la fronte
mentre l'odor di terra riempie le nari
Tetro il ricordo galoppante giunge
accorre inesorabile il cordoglio
trafitto l'attimo ancor
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 | Ognuno, con i dadi rosso scarlatto
soffia l'anima
nell'incavo delle mani raccolte
tenta la sorte, getta i doppi
davanti bui tunnel, ai bivi,
ci si pongono domande sulle umane miserie
al destino si affidano le risposte.
Ognuno,
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 | Quando il tepore
del mattino
non scalderà
più il mio viso,
ricordati di quei baci
che ci donavano il sorriso.
Quando la nebbia
ti confonderà
con tormento,
voltati e vedrai la
realtà,
nei miei occhi già
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 | è un flash
uno sparo
una stella esplosa
tra le mani .
rewind di attimi
istantanee folgoranti
scorre rapido
un film in bianco e nero.
tra le dita
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| Tu che d'Amleto assumi gesti e parole
consoni ad ugual dolore
cos'è che ti fa turbare il senno
la nostalgia per il padre
che ha voluto il Padreterno?
O poeta che devolvi e assorbi amore,
non sol per questo
piange il tuo cuore,
ma come
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Ho visto
ho ascoltato
ho sentito ed ho capito
quello che resta
l'ho rigettato
per non doverlo ancora incontrare.
E tutto va ma poi ritorna
in forme diverse
in situazioni strane.
E tutto cambia
e scatena frane
che seppelliscono
fuori
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riflessi neri
attraverso le porte
di un dolore
Questo mondo è diventato vuoto
ed i suoni che ieri riflettevano le nuvole
non marcano più i passi ed i respiri,
i gesti e ed i pensieri che vivevano di te.
Questo tempo che langue
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Ha due occhi tristi,
il pazzo.
Guarda il mondo
e si accorge
di tutto quello che non va.
Vede l'amore umiliato dall'odio
ed attraverso le lacrime
se ne chiede il perchè.
Stringe il suo cuore forte
per paura
che qualcuno glielo porti
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L'esercito dei peccatori
è in fila dinanzi all'ufficio delle imposte
e due matrone contano scontrini
tra le nebbie padane di Sorrento.
Due bambini cercano il pane
mentre il padrone
porta all'ammasso il suo denaro.
Lunghe file di
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 | In assenza di te
annullata ogni distanza
agito abbracci e parole
sguardi per te.
Le incomprensioni
i
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| Il perenne oblio del mio animo
non si libera delle tue mani.
Soppressa una voce, è
in ogni antro della casa.
Ogni alba e ogni tramonto
tu non li vedi.
Ma i tuoi oggetti si.
Ed io so che non ti hanno
dimenticata i sassi intrisi
della
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| Mi vedrete cadere,
Riderete senza ritegno
Con sprezzo, ignorerete
La mia mano a voi tesa.
Intrappolata,
Mi volterete le spalle.
Sto tessendo una ragnatela
Con pregi e difetti,
Diletti e chitarre.
Suoni amari si diffondono
Lungo le vie del
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Pensavo
d'essere già morta
ma forse
come i gatti
sette le vite e sette le morti
o sette
i peccati gravi da
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 | Stanotte è una notte come le altre
eppure non è la stessa notte,
oppure lo diventerà
quando il tempo smetterà di oscillare
al ritmo di un respiro sempre più stanco
in balìa dell’Inverna che gioca sul lago
accompagnando le onde verso la
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Fulmine la colse a ciel sereno
eppur lottava
trepidava disperatamente
si dolea in agonia e tormenti
al pensier febbrile
che tante cose avea ancor da far
Vegliò il sole fino al tramonto
stese un velo il crepuscolo sui suoi occhi
stanca, a
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Eri tu a soffrire
quando la solitudine
ti faceva sentire
le sue mani fredde.
E piangevi, piangevi
davanti alla porta del tuo cuore
sempre aperta.
Mi vedo cadere a pezzi
come una statua d'argilla
che si rompe
ad un tuo lamento.
Ora sono
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Vivo solo in un campo di grano,
l’acqua scorre e io muoio.
Nessun vento, nessun fiore.
nessun corpo nudo al sole.
Piango e ancora soffia il
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E nel chiarore
di una luna opaca
riflette
la definizione di una fine...
L'alba e l'aurora
si prostrano
dinanzi a tal
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Ho sentito il tuo odore
questa notte.
Inconfondibile dolcezza
che morbida
mi riempiva l'anima.
Ti ho visto
saltare sul letto
come una volta
ed i tuoi occhi
grandi ed innocenti
erano vivi e presenti
con me.
Mi sembra che sia passato
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Un brivido che da fastidio,
ma non lo puoi scacciare.
Un incubo spaventoso
da cui non ti puoi svegliare.
Ciò che dona pace alla fine,
ma tormento perenne all'inizio.
Sono l'odio
che passa attraverso le epoche.
Grida che mi odi,
ma
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E' già passato il tramonto
parlando di dolore
al mio pianto
che t'insegue nel respiro
svanito in un soffio
un lamento.
Ti bacio la fronte
bella e fiera
fredda come la neve
nelle mani
mentre il mio cuore è una ferita
che si
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Vi lascio al puzzo solitario
che affligge le mie narici
raggiungerà anche voi.
La vostra noncuranza nei miei confronti
diventa ossa ricoperte di carne marcia
e larve solitarie riempiranno il vostro cuore
semispenti sazierete le vostre
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Solletica,
l'unghia insolente
della punta del cipresso.
Si immerge.
Dito indiscreto intinge,
affoga nella sua curiosità.
Gratta,
scortica.
Scava pieghe
inquiete tra innominabili evaporazioni
di insopportabili silenzi
sordi di
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e, il lento maestoso frusciare sentirò
come carta vetrata su di un bellissimo marmo,
con il naso allinsù il profumo annuserò
come cane che bracca la prossima preda,
con la mente sgombra e vuota chiederò
al pari di un bimbo
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Sono qui a scaldarti
cercando le tue mani
fredde.
La fiammella di una candela
geme
mentre i miei occhi ti guardano
nel buio.
Sono io a cercarti
ancora
tra i giochi e le carezze
di sempre.
Noi stranieri di un mondo
troppo veloce
lasciati
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non lo scorrere del tempo fu la causa
non più della morte, ma la noia
che propagandosi s'impossesò dell'uomo
e dell'inconsistenza dell'essere suo
rigurgitato come spreco borghese
fece le sue innumerevoli vittime
annientando la
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Grigio era il tempo al tuo ultim cammino
il viso bagnato non sol per la pioggia
forse era giusto, era il tuo destino
la mano nel vuoto cercandoti poggia
Sento i tuoi abbracci sulla mia pelle
sembrava ieri, tu qui con me
mi hai fatto passare
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 | cielo nero
nube di fumo
corrente violenta
il freddo
la bufera
lo stupore
l'inganno e le catene
nessuna uscita da questo tormento
il vortice
il
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Addio salsicce pensanti
colletti sporchi di salsa
della domenica in festa
addio alla vostra giustizia
alla compassione che avete d'un cane
mentre picchiate un bambino
addio all'amore programmato
ai doveri coniugali
alle corna che portate
al
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Troppo rumore
- tra i pensieri –
che non colgono
l’attimo vivo
nel segreto
incurante
cucito all’anima
da mani nodose
Riconosce la strada
- oltre l’orizzonte -
e nel torbido affonda i passi
Sul ciglio di quella via
un richiamo
- morente
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5113 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 3361 al n° 3390.
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