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Le 5113 poesie in esclusiva dell'argomento "Morte"
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Vedo il cielo
ricordo i tuoi occhi
vedo il marrone della terra
ed ho nostalgia della vita.
Ricordo tanta luce,
ne sono rimasta accecata.
Ricordo i campi di grano
e quel fitto dolore
che mi chiuse gli occhi per sempre.
E' un incubo
non riesco
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Sapessi distinguere d'essere
all'Inferno o in Paradiso
potrei modulare i miei gesti
Ma tutto perde valore laddove
il peccato diventa consueto
nella casa di un Cristo fin troppo clemente
E quando anime già estinte periranno
sotto la scure
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Discendo quelle scale
sanguina la mia anima
il mio respiro è gelido
c'è un corpo fra le mani
un corpo che era un uomo
un uomo che ardeva
mille battaglie passate
il volto segnato dal tempo.
Generoso uomo
ora sei un corpo
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Io ti cercherò
in ogni momento
poi ti perderò
ad ogni inganno
Così anche se
non troverò risposte
tu tienimi ancora
nei tuoi pensieri
non come riserva
o come il fantasma
che ero ieri
Oggi saluterò il sole
se
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Quando le onde
dell'ultimo sole
guadagnano il buio della sera
ove il pino smarrisce
la sua ombra
e s'addormenta stupefatto
e mentre il terrazzo
e lei
diventano il centro
del mondo
quest'epoca che mi lega a loro
s'adorna di spasmi
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Muro senza confine,
abissi dirupi nell'alito gelido,
corpo errante nell'aria immensa
con ali legate d'un sogno proibito,
dall'alto colato a picco s'infrange.
Strapiombo di roccia malvagia
sfiora la vita dell'essere volante,
sospirante
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 | Strappato alla terra con lacrime amare
dolente nell'alma solcasti quel mare
autentiche sfide l'impegno nel cuore
in palio soltanto d'un Popolo onore.
Rinfranca soltanto l'aver steso il viso
scrivendo due righe e strappando un sorriso
ti porge
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C'è uno scompenso nell'universo.
Lo senti?
E tuo fratello ha il doppio dei battiti.
Il doppio dei respiri.
Il doppio della voce
che urla il doppio dell'orrore
umanamente sopportabile.
Eravamo in tanti
per te.
Anche io ero
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Tra mille anni ed un giorno,
quel giorno,
il giorno della mia morte;
non portate fiori,
ma date i soldi
ai poveri del mondo,
che quel che non ho dato da vivo
io dia da morto.
Nel giorno della mia morte,
tra mille anni ed un giorno,
se avete
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fu quiete dopo il fragore della mitraglia
tra fumo zolfo cenere e fiamme
l'odore della carne
- frammenti di pelle -
viscere svuotate, nella gola lamenti e cordite
l'eco smisurato della notte
riflette l'ultimo bagliore
nella volta
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Silenzio!
Solo un battito d'ali
Che leggiadre accarezzan l'aria.
Silenzio!
Ed in esso
un timido tubare angosciato
della bianca creatura
che perduto il giaciglio di
legno e fogliame sotto
sangue e liquame
cader lascia l'ulivo da lei
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E i pensieri la mente
mi avviluppano,
contorcono,
inzuppano
di remote storie,
emozioni infinite,
amicizie perdute,
prole andata,
amori vissuti, passati;
e qui davanti ad un
invisibile specchio malandrino
vedo il mio volto a
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 | Placida è la mente,
non riconosco vite
nè più conosco me,
nè più conosco te;
la mia foglia ancor
non si desta a volare,
il dolore è il mio amico più fedele.
Che colpa ho allora?
Quella
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Selvaggia mente
ad inchiodar i tarli dell'instabilità.
Ostenti passi ansimanti
nel varcar il traguardo
del sacrificio che un dì disperato
hai perpretato.
Estinti tutti i perchè,
ricordi nebbiosi di una psiche
che tutto ignora
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 | eteree anime rincorrono
il sordo rumore che tonfa
dalla soffitta inquieta
rumori d'angolo oscuro
del mio pensiero nascosto
corridoi di buio che snodano
serpenti senza testa
sapienti intrecci impossibili da slegare
che cingono braccia
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| EnzoL |
04/08/2011 19:42 | 2687 |
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dormon le palpebre
sonni sereni
senza risveglio
del color dell'ultimo sguardo
candido il cielo
dopo il buio dell'ultima notte
nell'eco del vento
ancora accese le parole
un sole il tempo
a cristallizzar ricordi
di lacrime
scese
al
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Midesa |
04/08/2011 16:53 | 4064 |
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Oggi ho interrotto il canto dal mio cuore,
un pregiato fiore s'è spento.
Un soffio di pura lagrima
riga il volto
d'una amarezza struggente,
che mi stringe il cuore.
Tanti anni d'affetto e amore ci han legato
nella meravigliosa famiglia
e
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"La vita continua"...
stoltissima invenzione
d'insensibile cuore!
stordita s'arresta la vita
cristallizzato il battito
si spezza
sia pure
dentro l'essenza
d'un infinito istante
ad ogni straziante commiato
e il cuore ha un
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L'ala eseziale
minaccioso presagio
riflette negli occhi,
domi
da martellar di membra.
Lo sguardo adusto
svende fragilità
di giorni senza fuoco,
sazi di viscerale dolore.
T'invade turbamento
ma è l'ora del cammino
e non vedrai
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Le braccia, rami di un dicembre
immote
quell'astro ascende, forte nel divino Febo
forte, indomabile l'ombra che mi sovrasta
fatiscenti gli arti, impietriti
il grigio razionale barcolla
guardo ma non scorgo se non decadimento
le pelli
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Un giorno non sarò più io
La finestra aperta
Mi persuade.
Accadrà.
Resterei,
ma sono incapace
di stringere me stessa,
Cambierò colore
Morirà della mia neutralità
Nascerà
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Prendilo tu questo muscolo cavo
relitto trafitto inflitto scuoiato...
passa il tuo tempo a cullarne il lamento
d'ago in ago crocettandone i rebus
di chiodo in chiodo appagando il tuo ego
impacchetta e incapretta ciò che rimane
potrebbe anche
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Correva lungo il fiume
silenzioso...
quel candido vestito
di rosso tinto
correva nella pioggia
della notte...
l'avevano vista camminare
piangeva...
l'avevano vista
buttarsi giù nel vuoto
nessuno cercò mai di fermarla
correva il
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Aria, vita, per me non ce n'è più
Spazio angusto che aiuti l'omicidio.
Tanti siamo e aria non ce n'è
Ecco, uno di noi ha coraggio
chiede, risale, e zittisce tutti noi
Il suo tonfo in acque gelide
soverchia il nostro
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Oh gente che racconto
che trepida avventura,
che bella è la morte
quando essa viene
per difendere l'onore
di giovin damigella
al portico delle civette.
Così il conte di fiera stirpe
venne ritrovato con la spada in pugno
colpito a
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Orrore, tristezza, frustrazione...
Lame taglienti straziano il mio essere
Persa in un mondo sconosciuto.
Lacrime amare pesano come macigni sul cuore
Immenso dolore spezza questa vita
Guerriera senza coraggio
Voglia di evasione da questo
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 | è nelle finestre del pianto
che riscontro l'immane scintilla
delle forti nottate rabbiose
la riconosco è l'osservo
tra rami secchi che si spezzano
e nel veloce frusciare della vita
la quieta e scaltra ladra
che fugge da corpi
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| EnzoL |
01/08/2011 17:29 | 2296 |
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Sull'oasi felice tra gli abeti
invisibili nubi pregne di terrore
avanzano in divisa
uragano di follia tra le ciglia
e nelle mani
strumenti di morte
affrante le cime dei cipressi
osservano impotenti
tra grida e lamenti
ineffabile morso di
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| Della vita nulla ho goduto
non torna il tempo perduto.
Sfiorisce il volto allo specchio
son diventato vecchio.
Avrei voluto
un corpo da accarezzare
qualcuno d'amare,
ma nulla ormai può più cambiare
mi siedo sul letto
e
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 | E' triste
constatare
che d'una persona
alla fin fine
non rimane altro
che una conta.
La conta
delle persone
presenti
alla sua messa funebre.
La conta
delle lacrime
cadute
per la sua scomparsa.
La conta
degli episodi
divertenti
della
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| Fugace e profumata
la tua morte
in un ventoso
pomeriggio d'estate
annaspo
nel ricordo
di adorarti alla follia
ma come un carillon...
le tue dolci parole
fermentano
il mio cuore
al vento impetuoso
nell'ascoltarti
ancora
alla sera
cara
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5113 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 3811 al n° 3840.
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