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Le 7905 poesie in esclusiva dell'argomento "Natura"
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Chissà quale sorta d'assordanti fragori
regnavan selvaggi in questa landa vulcanica
e quali tumulti superficiali imperversavano
libera la natura di esternare tutto il suo potere
quali fumi eterei adombravano sinistri
le espulsioni
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 | Sole risplende,
come luce ai nostri occhi.
Divino si mostra
alla nostra vista
quel fascino che
lui ci dona.
Rosso si
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Tempesta
nella sera appena iniziata
ancora con il cuore
e la mente offuscata
ferita, torturata.
Pioggia
che bagna i pensieri
di lacrime trattenute
in mano
pesanti, tremanti.
Nuvole
colme di lampi in testa
dipanate da un sentore
un
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Pinne
che triangolari affiorano
inquietanti
e circondano minacciose
la solitaria chiglia
che cheta vaga
sulla voga dell'onda...
riluce la coriacea
scorza che indossa
sotto il pelo dell'acqua
mentre spunta adocchiando
tra il velo di
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| Vivì |
11/07/2012 17:41| 3387 |
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Sono
un cipresso
nel giardino dell'orto botanico
svetto
m'agito
per spazzare il cielo
e la povere delle stelle
inargenta la mia chioma
precipito
i miei semi
sulla polvere dell'uomo
e non raccolgo le provocazioni
assisto alle
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 | quanto rumore attorno
ritrovo ore
di tempo gettato
un'ombra passa
di giorno
senza farsi notare
stanno salendo le nubi
come statuine
in mostra sulla mensola
fra un attimo
ritornerà la volpe
anche nel buio l'attendo
con gli
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| hy ju |
09/07/2012 18:05 | 1789 |
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| Di Federico le gesta racchiudi
bella Altamura
circondata da pietre,
e da mari d' oro
che ondeggiano al vento.
I tuoi claustri,
ripari
di giovani amori,
fugaci
istantanei
ardenti
inebriati
dal profumo del pane
che trasporta con sè
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Da tempo m'aspettavi e son tornata
lasciando foglie a terra e ombrosi rami
ed ecco con lo sguardo io t'abbraccio
sono venuta ancora a respirarti.
Mi corri incontro scavalcando l'onda,
copri i miei piedi d'una spuma bianca
poi lento ti ritrai
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In un rosario
di cicale e grilli,
corpi esili di foglie
e arbusti imitano statue
aiutati d'assenze di vento.
Strati di sole potente
si fan tremuli all'occhio
su spianate deserte di bitume,
calpestato dal nulla, strisciato a stento
da beate
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Se potessi salvarti, terra
mi sacrificherei
e farei dei miei occhi ruscelli
per bagnare i tuoi prati
bruciati da passi
che proseguono ciechi
d'ignoranza impregnati;
nuda, mi avvinghierei
con un gesto d'amore
alla crosta spaccata,
e
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E' un fruscio nel cuore,
anime di carta senza parole scritte
tra un silenzio e un sorriso,
questo vedere.
E' una mano che scorre sulle spighe,
solleticando polvere e sole,
inalando terra e sudore,
in collina, lontano dal mondo.
Tremola
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Battagliano le nubi
frastornando il creato,
rombi a spron battuti
e saette infiammate.
Arrotano e si scontrano
i cumuli furiosi
e tra scrosci e ululi
il vento frusta l 'acque.
S'addensa notte buia
tambura pioggia l'anta
e tra pesante
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*
Goccia d'acqua
nel palmo della mano
dell'irrequieto tempo
brucia l'apparire.
*
Dai robusti legami esclusa
pattina
senza pregiudizio alcuno.
*
Adolescente nel cuore
perde alla deriva
le sue simili.
*
Chi sbaglia paga!
A volte
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 | Il palazzo del Pordoi
lo coprendi
è fortezza millenaria
Vette torri d'oro ad occidente
e d'acciaio la rivestono
le notti di luna
Ai suoi piedi giace
di pietra il lamento
dei perduti eroi
Echi di grida spezzate
fino alle vette si
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| hy ju |
03/07/2012 15:40| 2130 |
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| Seduto
a mezz'acqua
e pomeriggio
su uno scoglio
io canto
di terra e acqua
d'acqua di terra e cigni
che beccano
a difender l'orizzonte
ed il passaggio delle anatre
madri pennute
con i piccoli in fila
mentre sulle mie spalle
come
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| Vigili e forti
da secoli ed anni
severi gendarmi nei boschi
al potere.
Ma ruvida scorza
non tragga in inganno,
quei tronchi e le
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 | Grandezza infinita sei
oh implacabile mare
Scultore di rocce
spiagge insenature
artista vitale sei
d'un mondo emerso
Tu disumana forza
fonte di energia inestimabile
ogni cosa trasformi e modelli
senza che nessuno possa
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| Destato dal profumo di ginestre
alzai lo sguardo e scorsi avanti
a me il golfo;
da Palinuro a Maratea
dallo scialandro algli infreschi
le tue coste a picco si tuffano nel mare blu,
di sassi dal tempo levigate
dalle forme più variegate.
Miro
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 | Scricchiolii di vetri infranti sotto i piedi stanchi
d'un solitario accattone...
sparse ferraglie divorate dal tempo tra rovi ostili
e ortiche minacciose...
Cocci azzurri di bottiglie come lame piantate
sull'inutile diroccato muricciolo di
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Cantano l'azzurro i pini
sepolti dall'afa.
L'etenità in una goccia di sabbia
ha la porpora di un dolce respiro.
L'azzurro ha la voce di una Dea,
è caldo come le mammelle antiche
appoggiate sopra i sonni traditi.
È
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A novella luna,
mio dubbioso cuore,
volteggia.
Madre mia,
avvolta nel tuo splendore,
consegno a te, ogni mio errore,
ogni stupido pensamento,
di questo pallido giorno,
solo tormento.
Lo consegno a te,
perché lo possa cullare,
la mia
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 | Ondeggia la quercia i suoi anni,
poggiando radici profonde
calate nel grembo alla terra.
Scroscia impetuosa la pioggia.
Sul ramo di quercia
un passero attende.
La natura impone tutta la sua virilità
nel breve tempo d’ un attimo.
E’ il temporale.
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L'alba era la mia unica croce,
una luce da guardare e dimenticare
perché il sole si portava via ogni cosa.
Attendevo le notti, i respiri un po' nascosti.
E se spesso esitavi non era per me,
ma per tutte quelle parole che di notte
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Alberi verdi, vuoti di luce
come vasi appesi nell'aria,
sospesi sulla terra, nell'Universo
sterili stelle infuocate nel buio.
Un nero ricordo d'infanzia,
vagamente ostile ma confortante,
l'oscuro tetro inconscio e lontano
un fascio di
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Oltre filari e siepi tra campi di coltivi
e fradici alneti d'acqua intrisi,
sotto la stagione del grande cielo
e con la luce del più rosso sole,
s'attardano le sere ai fuochi dei falò
dall'uno all'altro argine del fiume.
In danze
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Il mio risveglio
è preghiera di ringraziamento
come tutte le ore della giornata
ne sono il corredo di spirito.
E all'approssimarsi della sera
nasce la lode vespertina al Signore,
eternamente presente
in ogni frammento del mio
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Ohi tra sabbia e mare da morire
fai caldo sotto le parole
un posto fresco da guarire
l'inferno che divampa in centro
ti spalmi il sole e sul costume
signorina tinta d'arancione
è una festa il tuo colore
l'abbronzatura e le tue pose
mi
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 | Talvolta piange, si rattrista un po'
ma se è sereno sempre ti regala
orizzonti di luce ove lo sguardo
si perde entro confini che non ha.
Quando si specchia in mare
al luccicar del sole l'acqua inonda
di nuvole che scioglie come
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Il coltello,
fetido,
penetra le carni
singulti
spasmi di vita
ancora viva
è orribile
strazio
è ingordigia
laida
è urlo
arcaico
che trafigge
e mentre
l'occhio morente
abbandona la luce
la compassione
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Ti guardo con rispetto
ma in me non c'è timore
io ti conosco, so qual'è il valore
m'affascina il vigore
la tua forza, il tuo splendore
La tua bellezza
mentre il vento ti è compagno
certo è l'amore, senza
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Le lucciole
che incrociano confuse i loro voli
saranno cento, cinquecento, mille,
sotto l’enorme cedro centenario
che si drizza prepotente in mezzo al parco.
Ho convocato qui gli amici, a mezzanotte,
e ce ne stiamo muti
nel vasto vuoto sotto i
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7905 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 4591 al n° 4620.
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