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Le 7851 poesie in esclusiva dell'argomento "Natura"
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 | Imprigionai parole scrivendo sul papiro
Sfiorando il mio interiore sospeso dall'oblio
Seduto in quella stiva accanto ad un oblò
Il mare amareggiato urlando mi parlò.
Mi chiese di descriverlo con molta gentilezza
Con onde che
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| Le cose che disprezzo in realtà le desidero
quelle più basse vili come la vergogna
le voglio adesso tutte insieme
che all'inferno ci pensano i diavoli
Dovevo fare il cantante e suonare la chitarra
giocare col contante e meno con la
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 | fischia il vento
nella notte
sibilando tra le porte
acqua e freddo porta dietro
regalando un po di gelo
sciarpa guanti e pellicciotto
son amici per la pelle
per scaldare questo corpo
che nel freddo non si arrende
basterebbe un gran sorriso
per
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Fili d'oro miriadi
dolce fletter ventoso
Loquaci riflessi
turban sguardo
cangianti onde aleatorie
Campi distesi di grano
fascino d'oro zecchino
dispiegan solerti braccia
Traggon sostegno operose
disagiato impegno del di
Verace natura
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Oh, mare,
dolce distesa infinita,
sinuoso ti muovi,
prima calmo e poi burrascoso.
I delfini nuotan felici
e nel ciel volan fenici.
Il sol miel diviene
tra le tue braccia,
madama luna rischiara le tue notti,
come candela in una stanza buia.
Un
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...e guardo foglie
d'alberi che si vestono
di mille colori più e meno carichi,
e guardo piante che si preparano all'inverno.
I colori della natura sono là
disponibili, incustoditi
molto più carichi del normale,
più
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Parole incenerite di fronte a verità
Preludi d'incertezza castigano a metà
Si parla e si smentisce quel che dovrà succedere
Ma mai lo si capisce andando al retrocedere
Intanto gli scienziati lavorano nascosti
Lo stato fa
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li amo neri
più neri dell'inchiostro
i gatti dai gialli occhi
come fanali
di vecchie locomotive
li amo neri sui tetti bruni
nelle notti chiare
davanti ad una luna tonda
piena come un dollaro d'argento
li amo neri i gatti
come pantere
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| Mavec |
17/12/2009 20:34 | 1487 |
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Che, fors'io che son balestruccio
della rondine son meno bello?
Tutti dietro a menzionar
colei che porta primavera
e a me nessun ci pensa.
Sbaglian tutti nel chiamarmi,
lei compar semplicemente
qualche giorno prima!
Sarà anche vero, la
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Luci rosse a penzoloni
fra gli steli infreddoliti
di un prato ancora pigro
si aprono al mattino
Canta il gallo sull'aurora
estasiato dalla luce
gonfia il petto compiaciuto
Fresca un'alba appena nata
sorride
luminosa
alla mia essenza
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 | M'immergo nel mare
che come un talamo amoroso
accoglie il mio corpo
lo avvolge
tra i suoi brillanti di luce
mi inarco
amoreggio con l'onda
offro le labbra dischiuse
socchiudo gli occhi
al piacere del dolce suono
delle onde
Me hundo en
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| un furto
è stata perpetrata un'ingiustizia
cosa c'è da capire
qualcuno da lassù o da quaggiù
ha ritenuto opportuno rubare
sotto mentite spoglie
arrogandosi onnisapienza
ha elargito copiosamente un suo commento
non ho
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S'ergon numerosi
inegual foglia
fattezze d'origami
ombre nascoste
Luce carezzan
in cima
foglie spingon in cielo
sulle punte
d'esil ballerina
Alba rosata
verde s'attenua
gioconde sfumature
eccedenti acerbi
Sfrangiati taccion
tralci
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Lontane,
oltre ogni fiume,
oltre ogni campo,
oltre ogni bosco.
Gli occhi miei,
colpiti una mattina
fredda
di dicembre,
ancor la tua forma
ed effigie
rispecchiano
in volto.
Montagna,
tu per prima,
dama bianca accarezza
candide sponde.
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 | La terra che calpesto
bruciata dal sole rovente
e dagli anticrittogamici
cancerogeni
è il sudario della natura
in agonia.
Vorrei poter guardare
negli occhi la realtà
che mi circonda
e dipingerla
come se non fosse una
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Anima libera,
anni attendi
per riuscir a donare
emozioni,
poi
in un sol giorno
abbandoni il sole,
i prati fioriti,
e me.
Sei nata strisciando,
e volando
con splendide ali,
per scopo di vita raggiunto
abbandoni i miei
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risplende nel cielo terso una stella
cade la luce sui nostri occhi
e lacrime di passione ci accendono
iperbole gloriosa del firmamento
parla di noi
che soli nell'universo splendente
la ammiriamo
distratti da un attimo fuggente
nel tempo infinito
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 | Voragini terse
nell'azzurro perse
volteggiano
e nell'oblio striano.
Avanzano lungo il confine
cavalloni nella fuliggine
montati a neve argentata
come carta stropicciata.
Nel vento un alone
disegna ali di aquilone
con peripezie in volo
per
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Fragranza odorosa
gioconde narici
aromatico effluvio
in candidi peduncoli
Sollievo e vivida espressione
nella via
privata di tale sfondo
s'adombra
Invincibile lucente
rischiara l'animo
Di tiglio lievi baccelli
sfumano
i bordi della
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Il tuo crescere guardo
di una natura stenta
flavo frutto.
Il tuo farti strada guardo
fra le fronde mentre
la tua bionda gota
ai primi raggi mostri
e del canto di cicale godi
e della formica che
sulle tue labbra operosa va.
Col capo
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La luce soffusa
tra i rami
colpisce i miei occhi.
Sento che cantan
le foglie
il dolore del giorno
del lutto di madre natura.
Si muovono fragili
al vento
del mese di ottobre,
col freddo
si rifugiano
strette al terreno.
Sembra quasi
a
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 | Alberi neri,
dita scheletrite
contro il cielo,
e nuvole veloci
d'indaco e d'azzurro;
foglie che mormorano
spazzate dal vento
e riempiono di pastello
strade solitarie
piene di nostalgia,
di profumi d'autunno,
vita che ripiega le ali.
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| Dietro le tue creste
e sulle tue balze cui tornano
a pascolar greggi
e torna anche a suonar dolce
il flauto dei tuoi pastori,
d'immemorabil tempo
si nasconde il giorno.
E sorride il cuore a sentir
i tuoi mai obliati aromi,
di nebrodea gente
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| E' un velluto
di foglie miste
scricchiolanti
il tappeto
che t'accoglie
cardellino inquieto,
a cercar cibo
e poco ce n'è ormai
o forse a cercar amicizie
con quel gorgheggio strozzato
rinsecchito dal freddo
dalla fame
dalla fatica del
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 | Riposa
tra intirizziti rami il vento
e sospirando piano
del sole
nasconde il timido rimpianto
la nebbia
scalda quella malinconia
che la rugiada
con il suo manto
vorrebbe raggelare
profumo di gelsomino
tutto intorno
insieme alla salsedine
si
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 | Laggiù
Su sfondi di creste appenniniche
Ondeggiano misteri a frastaglio
S'innestano su un mare di giallo
Negatore del verde d'altrieri.
Strane coincidenze mi stravolgono:
intransigente saggezza, tu
non negasti l'amore
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| Scheletrici giganti buoni
d'inverno gli alberi
lungo Viale Garibaldi
nudo il tronco fiero
alle intemperie
nonostante gli anni
dritti rami
come nodose dita delle mani
protratti al cielo
ad invocare presto
di colmare quegli spazi vuoti
ad
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 | Ripercorrendo il viale
di castagneti secolari
denutrito di foglie spente
scolorite, e crepate...
un giorno vidi un fiore
nei pressi del dirupo
di forme inusitate, affascinante,
bronzo e giallo cupo
fusi nell'incanto di un momento.
Era bellezza,
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Perfetta prospettiva,
platani in doppia fila
imponenti giganti e nani
dai rami spogli e infreddoliti
emanano strazianti urla mute.
Il viale appare invitante
la bellezza sua è perfezione
addentrarsi è esserne ghermiti
entrar in
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Sul viale dorato
calpesto foglie
cadute dal cielo,
bagnate di rugiada,
nel mattino
che segue il tramonto
dei miei sogni.
Vago silenzioso
In compagnia dei miei pensieri,
distolti da colori perduti
e ritrovati,
da profumi
leggi
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All'improvviso
sono spogli
i viali
i rami graffiano
il cielo con
le dita.
Oggi al lavoro
non vado e indugio
il passo
tra le foglie
ancora vive
a terra
nei colori più belli
che la vita
elargisce proprio
quando toglie.
Gli
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7851 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 6811 al n° 6840.
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