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♦ rita damonte | |
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Le 7851 poesie in esclusiva dell'argomento "Natura"
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 | Fiocchi
di neve profumata
e lieve
che umile e infiorata
abbarbicava
tenera e decisa
sulle vecchie cancellate,
a bisticciar col glicine
viola di gelosia
che intendea spadroneggiare,
eppur soccombeva
a quell'aroma intenso d'armonia,
un po'
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La mia mano
cerca la tua
nel buio del mio viale
intriso di odor di gelsomini.
Tu, mille volte
l'hai percorso con me
e inebrìati di quel profumo
ci siam amati alla follia.
Stormi di cicale
all'unisono
cantavano
la nostra marcia
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Tra voli di gabbiani,
autunno o inverno
primavera o estate,
ricordo ancora quell'orizzonte
che tra colori d'arcobaleno
si perde lontano in un filo
là dove è nata la luce.
Da quella luce la vita
senza stupore d'anima
scivola
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Oh, povero tenero gelsomino,
simbolo di spiritualità ed amore,
candore di bambina
richiami alla memoria.
Tu, che vinci per profumo
tutti gli altri fiori,
a stelle precipitate sulla terra
una leggenda araba
ti simboleggia.
Era solo
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 | Il vento sembrava persuadere
i tuoi capelli e il manto di gelsomini
aggrappati al recinto
al tuo fianco
L'ombra delle fronde
ti invadeva il volto
come un abbraccio
che arriva al cuore
e sorridevi
sorridevi...
Il profumo tuo
il
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 | Ricordi spensierati di bambino
quel coccio di lamiera arrugginito
appeso a un chiodino di fortuna
che l'aria profumava al gelsomino.
Spandeva dentro l'aria fresca e pura
accompagnava danze al casolare,
e ricolmava di speranze il cuore
e
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 | Sorge sole su spirito libero
e occhi sporchi di sonno...
Sensuale aroma intenso
avvolge giacigli dell'anima,
sorregge magico stupore.
Battito d'eterno tempo
copre odore di sterco secco
l'aria s'ammorba stupìta...
Polvere riposa
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Su questo sentiero
a volta s'inarca dolce
il mio gelsomino.
Al mio giunger
par che s'inchini.
Ardimentoso arbusto
fiero adombra
il luogo del suo sito
onde difendermi
dagli ardenti raggi
dell'immenso sole
e il mio sostare
rende lieto
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"D'autunno mattina... vuota spiaggia,
piena
di metafisico silenzio...
incolore quasi arata sabbia...
grigio in collera mosso mare in fondo...
unica voce presente...
da plumbeo cielo sovrastato...
dal bianco al nero...
di completa scala
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Coppia di merli
ormai amici miei
ogni giorno nel mio giardino
ad allietare
col loro canto melodioso
dall'albeggiar del dì.
Giallo il becco
nero brillante il manto
bellezza e armonia fusi,
un altro miracolo dalla natura.
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Gabbiano solitario veloce voli
tra l'immensità di un cielo al tramonto
che tra un po' si spegne.
A tratti rasentanti il mare
tuo amico da sempre,
un guizzo e di nuovo su.
Stringi la preda nel tuo becco al riemergere
sarà cena per
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Silente è la notte
nella sua nera tenuta,
trasparente ed inquieta,
sull'onde che vagano, riflette
l'emozione di uno sguardo
sfumato dalla nebbia.
E tace il cuore
infreddolito alla brezza
mentre scolora piano
linea d'orizzonte
ove si
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 | Già la tempesta s'è sedata
come bimbo addormentato
nelle braccia della madre
e un raggio di sole squarcia
le nubi ancora dense e scure.
Ad uno ad uno si richiudono
gli ombrelli
che come coriandoli gettati nell'aria
a terra cadono
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 | Suona il vento
tra le foglie
e tu
bellezza
leggiadra e pura
ti fondi con l'immensità
di questa natura.
Unica realtà divina
di una esistenza
che si nutre
del sapore delle
stelle.
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 | Sfera imperfetta piena di magia
quotidianamente rotei per noi
lungo ed imperturbabile movimento
fluire di un attimo, costante di una vita
Da sempre ci hai mostrato
uno spettacolo incontrastato
forza pura e inalterata
riserva non ancora
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| Profumo di fiori mi investe stamane
venticello amico spande profumi
miscellanea magica
gelsomini e agrumi
un misto irreale eppure vivo.
La vita riprende
il mondo si sveglia
mi lascio coccolare dai colori
rapito da questa magia.
Singolare
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| Ascolto la pioggia
annuso la vita
la penso infinita
sui rami lei poggia.
Aspetto la quiete
solletico il cuore
ascolto quel fiore
e l'ape che ha sete.
Nasconditi dal cielo
prega per scusarti
oppure saluta gli altri
e riposati dietro al
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Non ridere dello struzzo
lui da giovane era farfalla
e si è posato su una roccia
che non è venuta a galla
L'ha chiamato destino
un gigantesco pulcino
con il collo di giraffa
mentre lui
sognava i boschi nella notte
e la savana per
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 | sapevo che ti avrei visto
ti annusavo
sapevo
che quando il tuono
si accarezza col sole
tu arrivi
e non bastano
tanti anni
e tanti arcobaleni
ogni volta
è la bianca mano di una fata
a disegnarti
con quella bella matita di fiaba
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Amara |
20/04/2009 20:39 | 3091 |
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| Apro la primavera e che trovo?
Una cinciarella azzurra
sui biancospini
a beccare un insetto.
Ma i biancospini
chiedono diritto d'asilo
che sono sfrattati dai campi
dove il diserbo
arrossisce.
Sulle banchine, fiorisce
immondizia.
Apro la
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| Ci sono posti
dove vado ogni giorno
ma non li conosco
Ce ne sono altri
dove non andrei mai
perché l'aria è viziata
Ci sono posti
dove il tempo si ferma
a respirare
Poi c'è la mia casa
La mia città
Donne ci
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| Gialle mimose scendono a cascata,
teneri semplici fiori
grappoli eterei
leggeri alla vista
pesanti come macigni,
fan piegare l'albero madre.
Genuflessione alla loro bellezza
forza e leggiadria unite
uniche in natura
Ricordano il fiore
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 | Strane forme han le nuvole in cielo
quando s'addensano minacciose e scure
che pronte paiono ad inghiottir
la terra.
I tetti delle case sbigottiti guardano
mentre versano il loro pianto
e sotto le grondaie al riparo restano
nidi di piccole
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| Scattaiolan gocce dalla fontana
lambiscono il suolo ad aggiungere erba.
s’inchinano i rami al suo passaggio
peso di petali dati in omaggio.
Commosso il ghiacciaio piange al vedere
nascere cuori nei campi di grano
indossan cappelli rosa gli
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| il sole al mattino ti sgela
e luna al vespro ti svela
Giogaia maculata dal ciclo
mutata, adotti finanche le morti
nel velo grigio che porti.
Un battere d'ali più lento
liba dal ventre materno
e intanto brama saziarsi.
Tu incassi e mai
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Questa pioggia che ha l'odore del metallo,
si conficca nella pelle in mille chiodi
che il sole lascia brillare e frena in stallo,
arroventando in fiori i vecchi odi.
Se cadranno lievi quelle lacrime celesti
aprirò all'estate la pelle
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| Fuori |
17/04/2009 23:11 | 3523 |
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-Estate-
Seduto nel caldo affetto
circondato da giovanili ricordi.
Perle cadono dal volto e lo sguardo cade sul ventilatore
stanco di soffiare.
E' caldo,
oltre il vetro
il solito vociare di cagne arrabbiate e gatti
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Or ara il fiero contadino
l'avita terra bruna ora in nero rivolta
che pare carbone che riscalda i semi
e del colore petrolio ha la nera energia,
già gli armenti scalpitano nelle riposate stalle
al chiarore del primo timido sole
che sventra
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Dov'è volato il merlo,
fuggito il giovin cardellino?
Dov'è andato il tenero fringuello?
Con le briciole di pane
li ho attesi stamattina.
Forse assopiti a lor non giunge
con il fischio il mio richiamo?
Ma che odo? Uno sparo,
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Si lamenta il cielo
lacrime insistenti
tambureggiano sul cuore,
ed io
alla finestra
come da bambino
occhi grandi
e sguardo meravigliato,
vorrei accarezzarlo
sussurrando piano
...perché piangi?...
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Sei lucente come la rugiada
del primo mattino
del campo di grano
che i miei lacrimosi occhi
vedono ogni dì,
sei fragile come la spiga di grano
che, scossa dall'impetuoso vento,
deve esser pur anche forte,
sei splendida come il
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7851 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 7171 al n° 7200.
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