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Le 5339 poesie in esclusiva dell'argomento "Ribellione"
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 | Domani loro incuranti decideranno
non si ferma la macchina col bisbiglio,
tu umile idealista di magica natura
in cuor tuo soffri le pene d'inferno.
Il programma è quello prestabilito
anche i pareri son figli e figliastri,
si va avanti
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| Agguanto il vento per la coda,
il rospo al suo goffo salto
ed il fato al proprio, ingombrante,
inetto balzo...
E così insipiente, trasparentemente,
metodico e quasi bruto e febbrile...
...navigo sul dorso d'un drago infuocato,
dicendomi
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| I falchi sono fuggiti dal pianto dei ginepri
inseguiti dal dolore delle fiamme aggrappate al cielo,
gridano disperati attraverso il vento
che spazza famelico tra i salti anneriti.
Mentre l'aria attanaglia le vene inaridite
nel martirio di questa
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 | Quando si rimane per
troppo tempo ... come infermi,
la fiamma interiore della speranza
si spegne; una giusta revisione può
nutrire ... il paesaggio invernale del
cuore; così non gli rimane la noia
e la disperazione.
Quell’uomo
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| Ad ogni modo è successo:
s’è infine coperto di polvere
ciò che restava dei ventricoli
e il sangue fatica a scorrere
per il fiatone ad ogni globulo sull’uscio
e pensavo fosse una scommessa già vinta:
non per vantarmi,
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 | Storia di ieri dove l'uomo apriva il solco
in questi ondulati lidi dal sol baciati,
l'arte lasciava limpida l'impronta
e in versi e immagini apriva la danza,
tempo di nuovi pensatori ove la politica
ritrovò verve e pregiati nuovi
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| T'attorciglierò con tutta la tenacia,
con tutta la mia forza,
con tutta me stessa... malefica e maledetta.
In una morsa stratosferica, circolare,
trasparente e spugnosa a me permessa.
E sanguinaria e succhiasangue:
non ti farò
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| Alle impronte di chiasmi, agli incroci
freschi - al tatto -: a due respiri da spartire,
alle non viste lettere di un come fosse parusia
- lascia che sia - taci - lascia che sia - E sia.
E disimparo un alfabeto furibondo, da ultima
paressia che
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Lia |
29/07/2015 21:37 | 4366 |
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| rosso fiore che bruciava dolcezza spezzata di bombe
pianto d'un sudore di primavere tritate di madri
sole d'un mare di versi col cuore a Kobane
vento impazzito di corpi spezzettati di silenzio
trema giovine immensità di futuro
lacrima
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| Senti quel verso che stordisce
richiamo d’aiuto balbetta ogni dì
non facile rimanere estranei
il tempo non facilita
a così tanto
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 | Muove il tempo magie e dolori
travolge e inonda senza chiedere,
e tu prostrato e sfatto
difronte alla realtà del momento.
Tu ... uomo esitante nel tuo sentiero
i ricordi familiari li vedi ancor presenti,
atroce quella pugnalata sfibra.
No,
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Sei un bastardo
ma lo sapevo già.
Ti avevo conosciuto
in altre vite
e riconosciuto
nel tuo crescere
e non scorrere.
Galeotta è stata la trachea
che sembrava palleggiare
la paura e giocarci a squash
facendola rimbalzare
sulle
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Sia santificato il tuo regno
qui di fronte alle foglie nere
che chiamano la notte oscura
nel momento del disprezzo
Che sia perdonato il tempo
intercorso fra due gocce
ed i mattini mai dimenticati
lontani come nubi di un sogno
Ogni preghiera
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 | non si vede nessuno,
solo la mia ombra nella foto
scattata non volendo nel vuoto,
il mio fiato
non vuole disturbare il silenzio
e sfugge,
rifugiandosi tra le nuvole
ma poi torna,
alla testa di un esercito di venti,
per distruggere il vuoto
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| Desire |
21/07/2015 23:47 | 1550 |
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Or che il vento si è fatto più lieve,
tornan scene vissute alla mente,
giorni fatti di pioggia e di neve,
volti e cose perdute nel niente.
Tra i miei campi dorati sognavo,
lieto e immerso al mio tempo lontano,
e col cuore allietato
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Où va la lueur
qui ravive la flamme
des êtres égarés
sans repères d'amour?
Où va la larme
qui réveille nos consciences
endormies par la vague
des lacs gelés?
Où va la main
qui
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Si dipanano ovunque
come serpi sibilline
sentenze mistificate
e apparenti vittorie.
Popoli schiacciati
da debiti pilotati.
Orgogliosi perdenti
penzolanti a testa in giù
sopra la distesa
di macerie scintillanti.
Apparentemente i
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 | Ti vedo cara vecchia Europa
sempre intenta a far di conto,
fra spread e deficit incollata
e non alzi più lo sguardo tutt'intorno,
c'è altro che si è disperso sul proscenio
valori di pace e fratellanza gettati nel fosso.
Si
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| Hai perso i tuoi sogni di bambino
la paura ha cambiato sesso
imperiosa t'ha confuso
e lo senti nei visceri
lo senti nelle braccia
nelle mani quel tremore.
Il tuono è ormai lontano
ma le macerie restano
e sono tue
come tue sono le
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Lacrime di sangue
quelle poche gocce rosse
che il vostro volto ha preteso ancora
come un pegno sul mio tempo
Catene arrugginite
che stringono ogni giorno
quasi il vento fosse una maledizione
non entrata nel mio spazio
Nuvole di pietra
quelle
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 | Una costellazione
di paure, in un mondo strano; i
popoli piangono, con il fanatismo
estremo; sicuro che morderanno
anche... a chi gli hanno dato
una mano.
Tra gli emigrati,
il numero degl’infiltrati va
sempre crescendo, cosa stiamo
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| La chimica, la fisica, le scienze
spesso un cavallo scomodo cavalcano,
poco paziente con le deficienze
di chi all’equitazione non è avvezzo.
Eppure basterebbe un po’ cambiare
quell’arido linguaggio sussiegoso,
rendendolo a poesia più
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Uccisa in giovinezza
dalla persa libertà,
la sorte acquista inganni
al mercato del bestiame.
Cado nell’indifferenza dei ruoli
come tante comparse
in catarsi teatrale
allevate da nutrici
condannate a morte.
Alcune volte mi salvo
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Anche se tutti...
noi no, non c'eravamo.
Anche se tutti ci cacciavano
anche se molti si nascondevano
anche se molti no...
noi sì...morivamo.
Non abbiamo dimenticato
lo sfogo del ragazzo arrabbiato
che ha speso emozioni vere
le
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Non importa
se fra i ghiacciai
la nave ancora si trattiene.
Se nella stiva
l’equipaggio esausto
si contiene.
Arriverà la
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Amor par farsi canto
sopra campi di frumento immaturo
reciso anzitempo,
mescolato a gramigna soffocante.
Sorriso dei bimbi:
poco hanno vissuto,
poco hanno amato.
Mosso dal dolore
con lingua di bambino, dico:
“Se chiudo ancor gli
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Di cieca uscita
da saltar l'ignoto
muro senza fuga
labirinto da inseguire
luce sognata in fondo al tunnel
stupore su stupore
girar la ruota
per trovar la chiave
l'uscita intrappola
la felicità di infelicità
fuggir o restare
un
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Come demoni precari incatenati al cielo
nutriti dal dolore che ingravida le menti,
attraverso la paura in un galoppo farneticante
anime nere sulle lame insanguinate.
Come un orda famelica di lupi inumani
scaturiti dalle sponde dello
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 | Con pelle ruvida e spessa sono nudo,
disinvolto, vi guardo marionette
e sento il vostro blaterar senza senso.
Voi sciacalli di speranza,
con meschini giochi
spargete pezzi di pane e
dissetate con brocche bucate.
Poveri illusi, non sapete
ma
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Vento
che spargi la vita
soffiando tra i penduli rami
gravidi di semi e di frutti stantii,
mentre vaghi
errabondo e beffardo
tra gli sterpi riarsi del prima, nel dopo.
Vento,
che in egual modo, semini morte,
cantando ipnotiche nenie
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Eccoci di nuovo qua a spulciare similitudini
non basta il caos che la vita propone
cercare il pelo nell’uovo sembra non stancare
diamoci una mano
ribelliamoci a simili intrallazzi
non capite la falsità che regna
soffocare è pane quotidiano
non
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5339 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 1411 al n° 1440.
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