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Le 1937 poesie in esclusiva dell'argomento "Satira"
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La satira si sa è una gran dama
a volte nuda a volte col pigiama
si siede pigramente sul tuo letto
e ride contro il tempo maledetto
si accomoda di notte dentro il cuore
e parla a denti stretti del dolore
dei sogni ricamati dalla brama
di usare
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 | Cialdina azzurra in voga
mi dicon da provare:
Per bramosia del nuovo, forse;
però credo ad anziano inopportuna
e cerco invece all’uopo l’occasione
di trattenermi presso un radiatore ...
Scemata, e ancor non smessa
la smania a volte
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| Giostre in bianco e nero,
giochi multicolori,
visi anonimi, drammi di vivi
mi danzano intorno,
danzano e ridono,
deformi burattini di stoppa,
bambole di carne,
maschere di legno,
tutti ridono,
si disperano e ridono,
si distruggono e
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| Se Giotto rinascesse, e rifacesse
quella perfetta "o" senza compasso,
probabilmente egli non sarebbe
annoverato tra i veri pittori.
E Dante ostilità non inferiori
nel mondo odierno certo incontrerebbe,
nel poetico mondo in cui collasso
c’è stato
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L’orologio si è fermato sul quadrante del domani
ma il mio tempo ormai mutato segue a vista un’altra prora
dentro i flutti mai segnati sulle rotte dei gabbiani
dove il giorno avanza a stento per segnare la sua ora.
L’orologio ha il tempo perso tra i
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 | Dell’amore schiavo e re
e tu certo la regina
dolce e cara urotropina
che ti svuoti insieme a me.
Bardo e dio dei sentimenti
puffo e sia dell’italiano
penso scrivo e qui ti ingrano
rime folli e molli accenti.
Con il cuore vado a nozze
son dei
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 | Con vecchi amici, o quelli occasionali,
trattar costumo in “tu“ senza problemi.
E all’improvviso, ad ottant’anni quasi,
in timido farfuglio un po’ velato,
trovo chi mi contesta in ton pomposo:
“Questo far suo, beh, sappia, a me non
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 | E pensar ch’era un nano,
lo vedo or panciuto come un paguro;
che strano, chissà ... il zafferano!
Curioso e impensato rigoglio
ch’è tutto il mio orgoglio:
robusto e imprevisto un attizzo.
Lo sguardo mi cade
alle povere braghe
che avverto sì
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E t’amo come amo questo amore
che sembra il taumaturgo del dolore
anche se va riaprendo la ferita
che dal tuo mare è stata ripulita.
E t’amo come fa ogni giorno il sole
che scalda questa terra e non si duole
del tempo che travolge all’infinito
il
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Accurrite accurrite
spettacolo gratisse nella pubblica piazza
oggi è arrivato oh giullare
Ehi signò ma chille è Homme e niente
sa messo nu vestite sfaccimme
ma è isse
è homme e niente
Signò ma che dite
chille è uno importante
uno che cumanna
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Un dubbio mi attanaglia
compreso tra le stelle e il pianoforte
con le sue gambe alquanto vaghe e torte
dell’ago che si è perso nella paglia.
Un dubbio all’alba abbaglia
aprendo ogni mattina cieli e porte
tra il sole e questa terra gambe
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Quel povero marroncino,
con la faccia di quell’eroe,
quale imprudenza avrà causato
per creare tanta discordia?
.
"Macburrito" non lo vuole,
lo svezza, lo ripudia,
e in una riunione "Mirafiorita"
gli dà un "si esegua"
di settantadue ore
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 | Non fumo, non bevo e non gioco ...
e, nel senso temporale,
con il sesso duro poco.
Ogni tanto che ci provo:
“Già finito?”, è il ritornello ...
e non rido sai, mi rode
che il mio tempo sia scaduto.
Ma le donne, finché vivo,
ancor le guardo
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Sì lo confesso sono assai invidioso!
Io crepo sbotto dentro e mi arrovello
patendo questo sole senza ombrello
e canto la mia rabbia di bilioso.
Te lo ripeto scoppio e son bizzoso
anche se in fondo sembro tuo fratello
Abele di passaggio e non
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Stella stellina che brilli lassù,
fammi partecipe del tuo mistero,
stella cadente puoi dirmelo tu,
come distinguere il falso dal vero.
Cadi stellina, rapisci gli sguardi,
facci contenti e saremo più buoni,
cadi, da brava, ma non fare
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E con le mani metto il sole a nanna
nascondo i suoi segreti e li depuro
mistifico la rabbia e tengo duro
raccatto porci e pesci senza canna.
E con le mani sparo una condanna
zittisco il vecchio male e da spergiuro
lo mando a quel paese e lo
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Caldeggia il caldo greve e caldeggioso
in un mischiume futido e pudente,
sen va pe’ cazzi suoi pure la mente,
trollando allegramente come un coso,
che sbrocca, ma rimane dignitoso.
Il tanfo stroppia inconsapevolmente,
con l’afa affranta a far
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Ironia della sorte
t’ho trovato tra due pagine contorte
a calpestar la rorida ferita
che il re bastardo definisce vita.
Ironia del destino
t’ho scoperto tra le foglie del mattino
a rovistar sui rami del tuo melo
che si nasconde tra le nubi e il
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 | Ho rimbeccato il mio uccellino in gabbia
che pare in coma, essendo il cielo grigio
e l’ho ripreso in modo un po’ alterato
con fischi redarguito e supplicato:
“Ridotte le funzioni al lumicino
io non capisco perché ancora esisti!”
Di primo
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| In piena calura
ci vorrebbe un rinfresco
davvero speciale
e dinanzi mi appari
Sirena del mare
sulle cui dolci onde
è bello veleggiare
al suono di quel canto
che t’invita a sognare
e all’istante la mente
comincia a vaneggiare.
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 | Di galli sempre meno ormai fecondan
e la gallina insiste al suo dovere,
pollastro mai matura e non s’appronta
lui sì precario presto sarà carne.
Troppo una vita breve a lui s’impone
campando ancora solo finché cresce,
poi muore miser fuco che
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 | Di rose insieme un fascio
o misto un mazzolino:
di primo acchito, è sol
pensier gentile.
Ma affatto grato il dono
se: “Te lo faccio tanto!”
che il sole in ciel ti offusca
e appar volta stellata.
Pur è in tale accezione
che ormai diffuso
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Non c’è ragione ad essere un poeta
un menestrello d’anime in cammino
di certi voli avulsi un esegeta
facendo della musa il calepino.
Non c’è ragione e tu non sei un profeta
ma il folle ambasciatore del destino.
Fatti da parte se vuoi stare a
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 | Un fallo fittile offro a Citerea
perché mi faccia un’urgente grazia:
mi liberi da questa
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| Comunque amici ...
dei loro discorsi
non badano a spese
con fini
giustificati nei mezzi
che solo interi
non siano reato
ma incontrano chi
non sa fare l’uovo
ed il permaloso
...solo?
Sì ... la speranza
ché intransigente
spinta
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La lampada si è spenta sul calvario
e l’olio conservato nel terrario
si perde per i rivoli del cielo
col canto delle vergini e lo zelo
comincia a dare frutti a tarda sera
sul bordo della vecchia acquasantiera.
La luce resta accesa in alto cieca
e
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Attraversi le oppilate
arterie telematiche,
e attendi
il
circolo culturale
di osannanti followers
del tuo fulgore.
Laico pontificale
concelebri
nella meridiana
Babilonia
dove snoccioli opinioni
sulla crisi di coppia.
Spizzata di
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 | Lontano dal mondo,
e soffrendo
ormai più non reggo, soccombo.
Bisogno mi punge, e sospinge
diretto a quell’ombra.
Nel punto, m’accoscio,
mi sgravo dal peso, m’affranco;
felice, beato!...
Disgusto ne segue a incombenza,
nei pressi dintorno,
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| tutto e’ color di rosa,
al mio paese
i pesci sono color argento,
i figli sono piu’ svegli,
le farfalle hanno le ali colorate,
al mio paese,
i sordi non sono tanto sordi,
i fiumi sono piu’ diritti,
le donne sono piu’ belle,
al mio paese quando si
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 | Ho per me chi lava, stira
ed impasta lì in cucina.
La pensione è sufficiente,
e pel tempo che rimane
io non voglio far più niente ...
Mangio e bevo solamente:
qualche volta al ristorante;
poi, se arriva il funerale ...
non m’importa un
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 | E te ne scrivo una ad occhi chiusi
per non sentire il buio della tua mente
che gode bivaccare tra le gente
nei voli in alto sfatti e in basso illusi.
E te la scrivo giusto per cantare
con questa voce roca e un po’ stonata
sperando che ti arrivi
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1937 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 421 al n° 450.
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