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Le 8047 poesie in esclusiva dell'argomento "Sociale"
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A far cento passi
ci vuole un minuto o un'ora
a secondo delle velocità.
A cercar di raggiungere quei valori di civiltà
che ogni giorno vengono calpestati
ci vuole coraggio e determinazione
perché nella logica contemporanea del
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E non si arresta
nella via deserta
un grido solo
paese in festa
porta aperta
spalancata sulla tua ombra maciullata,
hai parlato, scritto o solo pensato?
Una fiumana,
tenacemente cattiva e violenta,
una fiumana scalpitante e lacrimante
germoglia
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 | Oceano senza rive né sponde
i figli di terre desolate
succubi d’abusi di potere.
Ali ferite senza cielo,
prigionieri in roveti di spine,
a raccoglier briciole di pane.
Mani legate d’antiche catene
ad oscuri vincoli di prepotenza
e
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| Evanescenze di pensieri
fioriscono tra i miei passi
tarlati di solitudine
e sensi di colpa.
Prigioniero del suo ricordo
m'illudo d'aver fatto tutto,
ma quel tutto è stato niente
se ora lui sta con Dio per colpa mia.
Tardivo
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Lontana la meta
per seguire una strada infinita
chinando fronte e ginocchia
all’aspra vena del vivere,
stanchezza di uomini
e cose
mormora il fiume vicino
ondeggiano intorno gli ulivi
risplende il monte di sole,
prosegue il tempo
dopo le
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urlo di vita
tirata giovane
cuore di sud
ucciso di mafia
sorriso ribelle
sprezzante di mafia
profumo di Sicilia
terra di dolore
di morte la denuncia
giustizia d'uomo
calpestata di potere
d'un urlo la vita
la mafia è una montagna di
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 | Disobbedisci al padre
se mente
osa
uccidere l’illusione:
la mafia
è prima dentro e poi fuori
immagina il
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| Poche centinaia
di persone,
di metri
ti dividono
dal mondo:
- da quel mondo -.
D'apparente favore,
non è equo
il
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 | Scorgo cento nomi assenti
alle prime luci dell’alba
dove è rimasto solo sale
il sole
genera incerti raggi
ma devo andare
Vorrei che il tempo tornasse
in quei cento passi finiti
e diventassero infiniti
Il vento gelido del
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| Cento passi e una veranda
poi il muro alto e nero
e di là il mondo rumoroso
che canta per le vinte guerre,
mentre lei, violentata
da un soldato in ritirata,
rinchiusa in manicomio
per nascondere la vergogna.
Il suo ventre
le aveva dato
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 | Del sangue
che porto nelle vene
non voglio saperne
il colore
No
Le mani
come quelle
di mio padre
non serviranno
l’umano oblio
del male
Sono
un uomo
E libero voglio
rimanere
La voce
sulle eteree onde
parla ancora
alle
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| Anime in attesa
chissà di cosa
occhi vuoti
distrutti dal gelo
s’interrogano
radici ormai disperse
si materializzano
forza sovrumana
solo per poco
vince il primo round
un ritorno al passato
onde capovolgere il presente
fatto solo di
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Politicante
d'altisonante dire
d'eccesso vive
in viali lastricati
nettati da lecchini
addomesticati.
Provasse cento passi
per cento giorni e più
nel quotidiano letame
in scarpe d'Italiano
medio o basso
cittadino o
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Tutt'intorno i rumori
nel buio si attenuano
sovrano che tutto sovrasta,
dispersi pensieri in movimento.
Il ritmo dinamico scandito
da agile incedere costante,
in ricordi sommerso
di un romantico tempo che fu.
Segugio vivo l'attuale
estremo
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Lascio alla mente, il ricordo di chi,
ha impresso il sangue in macchie d'inchiostro.
Umida terra e pietra bianca,
binomio mortale,
dimora perfetta di eroi,
i cui anni grigi non vedranno mai.
Lontano dai fatti,
vivono emozioni in lapidi
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come si può, continuare a guardarsi negli occhi
se i nostri occhi, si chiudono in un battito di ciglia
i topi sono i veri padroni del mondo: vivono lì, dove
la luce non abbaglia... dove la mano dell'uomo non
tartaglia nuove
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 | Non fermarti su quella casa
e non guardare da quella parte,
ma solo innanzi a te.
Non pensare, non dire...
non manifestare rabbia o controllo
e mai fatti trovare su quella strada,
dove egli vive.
Eppure...
Mi dici, è lì! A pochi
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Ho chiuso a chiave
La porta del mio cuore
Ho buttato la chiave
In un pozzo senza fine.
Ho nascosto tutta la mia vita
In quella porta serrata.
Ho lasciato fuori
Alle onde del vento
Trasportare i ricordi
Sepolti negli abbissi.
Mi irrito se chi ho
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Le tue promesse sono la mia condanna.
Le tue promesse ed un burrone per me.
Le tue promesse e lacrime calde per me.
Le tue promesse e l’inferno per me.
E non ti accorgi del male che mi fai,
e non vedi i passi indietro che muovo,
e non pensi alla mia
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Cento passi,
tanti o pochi
li conto mentre migrano con i pensieri
tra il cuore e la mente,
riflessioni di vita
mi accompagnano nella sorte
e vivo urlando ribellione nell’inconscio
di far sapere.
Cento passi
li ho compiuti in un
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Quattro ragnatele sulla scalinata
e pomi di legno sul corrimano
le piante asciutte
da un piano all'altro
la casa dei disoccupati
non ha luce per le piante
solo polvere per le ragnatele.
Al terzo piano un legionario
violenta echimosi
di
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Cento passi al sole, o sotto l'ombra d'un cipresso
anche il salice che piange porge ombra al cimitero,
sono impronte di vergogna mal celate da se stesso.
ecco il popolo omertoso, figlio del futuro nero.
Cento passi d'inquetudine, e uno sparo
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Passeggiano sulla strada,
dentro la nebbia,
nella città,
vendono il piacere
senza dare sentimento,
con il tormento
di non avere la libertà...
Legate a una catena,
come cani
non possono parlare,
pregano in silenzio
il loro
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E' un vento freddo
che lascia solo il gelo
le picche dalle punte affilate
sono pronte per noi.
Ma c'è un sole, su ogni voce
l'eco di mille profumi intensi
gli occhi sono stelle
le mani lorde dei crudeli
non arrivano a spegnere
luci
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 | Lì
in quel quartiere del degrado
disperate anime
in balia della droga
periscono nell’estasi della morte.
Come iena
in cerca di carogne va la morte
per sfamarsi di maledetti corpi.
Poveri esseri corrosi
dall’insidie della strada
come
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| Una foresta è la mia città.
Cento passi, una piazza,
altri cento, un'altra piazza
e poi l'altra e l'altra ancora
a dirmi che tutto è foresta.
Nessun saluto, né un sorriso,
una stretta di mano,
una pacca sulla
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| Squittii nella foreste
ruggiti nelle tane
topi con la criniera
leoni spelacchiati
-Rivendicano troni
iene in frac
-Mosè con la flotta
dal cielo salva le razze
-Cantano tre volte i capponi
a confessioni sterili
-Sepolti i ricordi
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Sua Signora Ipocrisia
non ha tempo per guardare
oltre il proprio naso
ha già la coscienza a posto
con un'Ave Maria
Si ama spesso per circostanza
si volta volentieri la schiena
lontani solo pochi passi
di piedi che calpestano
e mani
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Fortuna vuole.
Anche oggi
cento cose da fare,
metri da correre,
passi da ricordare,
parole da scrivere.
Sempre più di cento,
sorte nemica e complice,
bocche da sfamare,
ingiustizie da affrontare,
vite da salvare.
Contare fino
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 | Di quel tempo remoto
mi porto addosso
il grigiore delle strade
spazzate dal vento
l’odore degli abiti
intrisi di pioggia
il freddo così
intenso e sofferto
le pietre sul sentiero
che bruciano i piedi
malamente calzati
le ombre simili a
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 | Ragazzo che vedi,
guarda bene questa valle
annusa i suoi puzzolenti ostaggi, e vomita
rifiuti e corruzione non fan pari con l'idee sacre
Percorri e danza
i cento passi dalla gogna, di tuo padre
dalla morte, dignità putrescente
quel
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8047 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 5011 al n° 5040.
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