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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
Poesie pubblicate: 364’928Autori attivi: 7’451
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Le 5923 poesie in esclusiva dell'argomento "Spirituali"
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 | M'attrae la chiesa
col respiro mistico
che viene fin dall'entrare
e che anche l'ateo invita a meditare.
Un lieve profumo d'incenso
i lumi di devozione
l'acquasantiera ricerco
e scruto nella penombra
le cappelle dei Santi
le immagini della
leggi

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 | Non lasciare cadere nel vuoto
l’assiduo richiamo d’amore,
non lasciare che si spenga
dentro una eco che s’allontana.
Non lasciare, mio Dio,
che nessuno senta quel grido
nato nelle profondità dei cuori
e forgiato di dolci pensieri.
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| Pecore bianche e quete, ai Campi Elisi;
madonne miti e soavi nell'andare,
stuoli di santi, in troni aurei assisi;
comuni e lustri pietre quaggiù rare
però son vive, chiare in conoscenza;
letizia permea, in infinito mare;
il santo
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| Come novella
erba di campo
al vento caldo della sera.
impercettibilmente
mi fletto.
Di infiniti steli
avverto
la delicata presenza
puri filamenti
di smeraldina essenza.
Al ritmo
di un immenso respiro
insieme
dolcemente
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| La pallida luna
dipinta nel buio,
di tiepida luce
riveste il mondo.
Ombre sinistre
proiettate al suolo,
creano figure d’incubo.
Il cuore,
come un tamburo
rilascia nell’aria
un suono regolare;
esso pompando sangue
scandisce l’attimo del
leggi

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Não me pergunte como morrem os sonhos
Ou a razão da morte das folhas no outono
Não me pergunte sobre o sepulcro do amor
Ou a dimensão de um amanhecer sem cor.
Rabisque na areia as dores e todos os medos
Ouse amar
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Portami nel senso delle cose,
alle luci soffuse
di una sciolta candela.
Dalle mille ed una notte
tu, scegli la mia!
Come un bambino
dondolati tra le luci dell’alba
e le cose mai dette.
Senti il bianco rumore
dell’ordito cuore
che fermo
leggi

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Scende d’alta montagna,
Ovunque s’espande
Fonte d’acqua pura.
Intorno è luce viva
Amore e gioia.
Vivida stella riluce
Entrando nell’Alveo divino.
Rosa aulente sei tu,
Gemma casta e preziosa.
Aurora che riveste
La terra di fresca
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Faceva molta päura la folgore,
e il Temporale ululava terribile,
e il vento ora spegneva le candele.
Piangevano i bambini impalliditi,
nel buio del vespro - era appena il tramonto -
e sognavano l'alba e poi il bel tempo.
Il nonno sulle
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I colori prestati dall’alba
si stanno spegnendo,
e le ombre ora uniformi
si confondono
con il nero della notte.
Oltre, nell’infinito cielo
dove i nostri occhi curiosi
cercano invano la verità
resta la Sua luce,
testimone certo per
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Ancora stanchi e vacillanti
senza fiato
parlano di questo fantastico viaggio
quello della speranza...
speranze riposte
in guarigioni che forse
non avverranno mai...
pianti scroscianti che si mischiano
tra la folla di chi sofferente
cerca una
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Mar che ti inquieti in cuor e in tua Tempesta
sei tu, o mia sera, ove intendo il Rosario
che stordisce la testa
avvolta in un Sudario,
perché io vivo spirando per ogni attimo
dalla Luna conteso e dal bel Sole;
e come bara cârca di
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Por que será que é preciso
Sufocar o pulsar da alegria
Aninhar- se na amarga dor
Desligar- se da serenidade
Ocultar de vez a felicidade
Caminhar solitário nas ruas
Se perder como o sol da lua.
Por que será que é
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Passo dopo passo
mi segui cara luna
io scendo e salgo
con l'anima in mano
e distratto invidio
la tua puntualità.
Non ti fanno paura:
né i colli, né le alte vette,
bella, attenta e dolce,
mi entri nella mente,
e stendi la
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 | Soprusi e dispotismo accusando
un ventre insanguinato ancora pende
sulla croce di aridi sentieri
Trafitto al chiodo della penitenza
tra città in fiamme e senza cielo
milza ingrossa al Dio dolente
per dardi d’affilato tridente
nel ventre
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| Ti chiamerò anima
perché voli libera.
Ti chiamerò corpo
perché sei carne della mia carne.
Ed infine ti chiamerò spirito
perché sei volata dentro il mio corpo,
ramificandoti in un nome importante
di
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Viene la tenebra,
s'espande mentre
la Notte langue,
su veste serica,
sotto il suo ventre
rosa di sangue.
Vergogna fulgida,
senso e piacere,
lo sposo scorge
l'ermo del talamo,
quasi dolère
sente... s'accorge.
Contempla i
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vorrei che la vera morte
facesse più paura che la morte
vorrei che la non vita
facesse più paura che
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Un solo Dio abbraccia i popoli del mondo,
indistinto amore
pende dalle labbra seccate dalla preghiera costante,
Dio del pane e del vino
che accende lo spasmo della conoscenza,
l'indicibile voglia di mistero.
Dio dei dieci comandamenti,
Dio di
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Povera giovinetta!... Ripudiò
la Primavera degli anni suoi, i Sogni
che le vergini labbra fanno: un bacio;
ripudiò i capei gemmati di gelso,
cavalcàr nell'aprile in prato eccelso,
e d'Amore le lunghe attese e i trilli
de' i
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Paglia pulita nell'ovile, ognora,
le pecorelle in cura, dei tre bimbi;
un raggio, il luogo dove ei sono, indora;
dl gloria espande all'orizzonte nimbi,
la grazia in Cielo, e i pargoli con lei;
gli agnelli seguan le virtù, da bimbi.
Sui
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Da invadenti rumori
mercanti di illusioni
da convinti creduloni
ai raggiri venditori
dalle sorprese vaganti
dai falsi adulatori
dai perfidi corruttori
nei trasformismi cangianti
dal male e dal peccato
liberaci o Signore
dal diavolo
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Tante braccia, tante mani... l’abbraccio d’una preghiera
la testa chinata sul petto... in silenzio volò tra gli angeli
la perpetua pace, inginocchiati a pregare, bagnati veli
il sereno volto, la bianca barba, silenziosa sera.
Un coro di voci,
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"Dov’era il tuo Dio"
- Hai gridato.
Con il resto di lacrime in prestito
ho taciuto...
Dove eri tu
Uomo?
Dove
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E fu sera
e poi mattino
E fu luce. Spazio oscuro
acqua e terra. Stelle ben fatte puntate sul mondo.
Fu aria che esplose scindendo d’un colpo
materia celeste.
Fu l’inizio lasciato cadere. Eternità:
tra fili d’erba l’istante d’agonia.
Lanciata
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Trasuda il silenzio
dalle mura,
e ferma il tempo
nell’eternità.
S’attenua la luce
nello spazio,
e si disperde
nell’immensità.
Lo spirito rifugia
nel pensiero
immaginando
la divinità.
S’innalza la preghiera
con la fede
e
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Era un giorno triste
come tutti gli altri
che dall'alba al tramonto
portavo pesi duri sul cuore.
Non mi mancava Dio,
ma ero io che di Lui
mi ero scordato.
Stavo solo in quella Pasqua.
Cento versi mi nascevano
e morivano di li a
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Ecco, ha il mantello a tinta di un verdino;
da testa a piedi, in esso cinta e pia;
requie, clmenza, quasi fosse inchino;
loda e dà gloria ver' santa Maria,
sirvente, onesta, giovane in eterno,
altre a altre tinte, su medesma via.
E' il
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Non piangere più
colomba smarrita
che ancora oggi colori la vita
ma vola allegra
nel cielo lontano
sorridi attese che non brillino invano
e porta nei nidi
il seme di un fiore
che sboccia sempre un sogno d'amore
Ed anche se
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Stanotte tremavano le foglie
nei sentieri che gridavano amore
e sui muri vestiti di silenzio
erano ancora freschi i racconti d'aprile.
Le voci, che senza parole parlavano al cielo
non avevano più guance dove far scendere lacrime,
ma
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 | Sabato Santo!
Tu giaci o mio Signore
già nel sepolcro.
Sei senza vita
la morte ha voluto strapparti
anche l'ultimo sorriso.
Quel sorriso che riservi sempre
a noi
povere e piccole creature
sperdute
in un mondo che ci deride
e ci
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5923 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 1381 al n° 1410.
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