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♦ Pierfrancesco Roberti | |
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Le 5926 poesie in esclusiva dell'argomento "Spirituali"
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Tu, vita additata, ribatter vorresti,
se di nero giocondo, mozioni dolesti?
Felicità intagliasti, da tormalina illustre,
nel principio prossimo a una fine che distrusse.
L’abbandono tuo vestì di corvino il successor,
perì
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Entità
cosmiche son planate
come estemporanee campane
nell’intimo dell’anima.
Dagli echi fuorviato
risonanze macabre gorgogliare
nell’ incorporeo mare di congetture
contratte apatie.
Invisibili fiati agli occhi
ho sfiorato astratte
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 | Dove poserai i tuoi piedi
ormai stanchi
o Signore
ancora con le ferite
sanguinanti
doloranti
per il lungo cammino
su strade polverose.
Dove riposerai o Signore
se non c'è angolo di terra
senza dolore
a chi carezzerai il capo
se
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| Notte speciale, rari bagliori fanno
capolino nei miei occhi,
scintillanti stelle vivono
già nel mio cuore,
fiori di mandorlo
e zagare di carrubo.
Schiudi la finestra,
voglio regalarti il sole ...
scaldare il profondo del cuore.
E l’anima
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La provvidenza amica silente, non
ostenta la sua apparenza.
Garbata e riservata aspetta solo di
esser invocata.
Feriti, chiusi nella vacuità più assoluta,
perduti tra un fiume senza sponda,
dove l’acqua tracima ed inonda.
Il
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nacqui scritta
in tutte le cellule
determinata
Gesù mi conobbe
lì nel ventre mi amò
poi
mi abbracciò
mi
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 | Ti cercherò
dentro un raggio di sole
o di luna
o nelle gocce della pioggia
che cadranno
penetrando i miei vestiti
se io ti perderò.
Arriverò a parlar con le stelle
o ad abbracciare gli alberi
per riaverti ancora.
Anche
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| Un primo passo che tremulo salta,
che cade a terra d’un cheto bambino
corre pell’erbe col piede piccino
dappresso ‘l guardo ch’è del genitor;
e gl’altri bimbi, ricorsi di Vita
e giovin spere, si godon la giostra,
i giuochi e risi... e un
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| e, v'è qualcosa di inconsulto nel cielo
nubi sporche, pioggia acida, nere stelle
presagio forse di un apocalisse vicina?, e
se tornassimo a vivere del poco e del buono
novelli adamo ed eva miliardi d'anni fà
non saremmo credo
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 | Tra porte d’ingressi e luci celesti
ogni sera nell’incamminarmi del momento
sospeso tra cielo e terra
raccolgo parole e frasi
scritte da sempre nei ventricoli del mio cuore.
Piano le pronuncio con il miele della mia saliva.
Osanno il firmamento.
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 | il perché
dell'emozioni
nella quiete della notte
rimembranze nel vociare
di anime perse
nelle ombre austere
dell'infinito coltre
schiamazzi nel silenzio
che geme
la sete e la voglia di te
paradisi lontani
nelle affine sensazioni
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Mi inginocchiai davanti all'Angelo.
Lui verso di me volse il suo sguardo di Luce.
Mi inginocchiai davanti all'Angelo piangendo.
Lui mi sorrise radioso.
Abbracciai l'Angelo
e lui per me pianse...
tutto l'oceano delle mie lacrime di Sale.
La Luce
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Su, dai... Vieni
Scrivimi sul Corpo
Solca con i baci
la linea curva della schiena
e non sentirò più il peso
di questa croce
ma solo l'odore di pino...
-mentre lacrime di resina
incendiate dalla Tua Forza, su di me
diveranno
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Fino alla fine
delle idee
ov'esse
s'affratellano
alla vacuità sublime
dell'universo
profondo
Ma la Fede
è qui
pur
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E fu abisso di parole intrecciate
come il seme di uno storpio maledetto
che varcando la soglia degli inferi
trovò il giusto recipiente
e furono le stelle d’abisso madre
e furono quelle a togliere la carne dalle ossa
a farmi fuggire
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Inarrivabile Madonnina
congestionata dalla burocrazia
in solitudine consumi giorni
dolce il ricordo
quando infante
un bacino volava via
dall’alto
non rimane che quel portone
ove far sgusciare una preghiera
timorosa di non centrarlo
non
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Respira!
un segnale
volto a divenire
devota implorazione
a mani congiunte
tra un credo e non credo
in un tempo
inciso
come chiodo su un sasso.
Distruggilo!
non con la voce
non con l'udito
non con lo sguardo,
con il
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E così,
un morto mi adotterà.
Mi regalerà lacrime salate da coltivare
e una finestra
dalla quale vedere il mondo.
Il respiro
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 | Esserci,
confusi
camminare capovolti
in una bolla
dove il principio è solo il fine dell'arcano,
la nebbia
quell'avverso che bisbiglia
esserci
se è vero,
smarriti, alla ricerca della porta sul capire
cosa conta e cosa è
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Raccoglievi semi di papavero
da sacrificare al grembo caldo
di questi giorni antichi e neri,
quando il sole brucia ed ama.
Io ti ascoltavo ed incendiavo
luci di grano da mietere piano,
nell'attesa di un inverno greve
fatto per tremare
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Sogno dell’anima, di bianco spiro
pegno e reliquia, sìccome la cerula
muore sembianza, o tremul desiro
oppur d’eterno imago tu sei;
e d’ombra appari fiammante qual stella,
Spirito errante, urlante riposo,
e sei Infinito d’un cielo
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Sulle fertili pianure dell'anima
l'amore si estende
intensificando il suo candore
In radici robuste
i suoi steli
s'innalzano verso l'infinito
Sospinti dalla volontà
di inneggiare il suo nome...
Verdeggianti d'armonia
suoi
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E, siede, infine, stanco al focolare
mentre il rosario nonna sta a sgranare
e, mamma, triste, intenta a cucinare
che la famiglia tutta è da sfamare.
Il fumo sale dagl’ardenti ceppi
che di sovente danno i loro scoppi,
del dì
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Alle sorgenti della vita
ho deposto la mia cetra,
per cantare la Bellezza.
Un piccolo passero,
ed il silenzio del bosco,
mi son compagni.
Scorre l'acqua,
felice del suo canto.
E' nell'aulente bosco
ch'io vedo il Disegno
delle sorgenti della
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ali di corvo
ed il tuo vento rosso
che mi porta via
Morrigan non tentarmi in quest'alba scura,
dammi ali di corvo sul rosso dei tuoi capelli
perché io possa respirare il buio e la notte
anche di giorno, quando il mondo è
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Al centro... fra il cuore e la voce
a che nessuno dei due arrivasse prima
uniti da un respiro
-non so se quieto o affannato-
Trinità fatta di carne umile
e pochi forti sogni
Troppi sarebbero ambizione
uno follia
No, no pochi
-come
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 | Per pochi anni
come manciata di polvere
la luna ha rischiarato il panorama
ed i figli hanno immolato i padri
perché il vento
non era più di loro gradimento.
Per pochi mesi
hanno raccolto sterpaglie e zizzanie
come fossero rose da
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| Ecco, c'è un pezzo di spiaggia laggiù.
C'è un pezzo di cielo qua, sopra noi,
il vento tira ancora forte,
ma meno forte di tutto il resto.
C'è un sole che irradia, c'è un mare che luccica.
Corre tutto veloce
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| L'emozione di un soffio,
la timidezza di una vertebra
accavallata e stanca
la leggerezza della natura.
Si ripiega anche il pensiero
che strattona
ancora
e ancora
tra una folla di anime
alla ricerca di un posto
indiscreto
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Ti prego in notti senza luna
per cercare le tue impronte
che modella il vento
che secca le ferite.
Sentirò l'irresistibile richiamo
del battesimo della quercia,
che al tatto ritempra da battaglie,
mentre le mani approfondano nell'odorosa
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Lo sento
il peso del tempo
del vento leggero e delle finestre opache
sopra cui ho costretto le mie mancanze:
i deboli resti della coscienza.
Se nessuno fosse stato così fragile
così stanco alla vita,
sarebbe rimasto
meno
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5926 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 3541 al n° 3570.
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