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Introspezione
Le 46478 poesie pubblicate sull'argomento 'Introspezione' Poesie di introspezione |
Guardo oltre,
dove il mio sguardo
saprà portami
cercando di spingermi
al di là del visibile,
dove tutto sa
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Deflagrati i sensi
dal nulla che, alla lunga
impregna e ammorba il cielo:
scuoti la testa,
quasi a scansar
nemico invisibile.
Attento! E’ dentro
di te, abita i tuoi vestiti!
Ti precede in casa, quando ne fai ritorno!
Sembianze tue,
ancor non
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Ponderato
discernimento
di ciò che secerne
vizio
o mellifica
sagge virtù
ed io nel mezzo
riflesso
in innumerevoli
sfaccettature.
Poliedriche
fantasticherie
d’un ego mai
domo
che spazia
tra screziata indole
incline a
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 | Quando la salsedine si fa fiato
-e non più solo pensiero-
un bel giorno gli occhi apro
e non trovo più la
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Freddo il vento
sul viso
da lacrime rigato,
triste Vita
schiaffeggiata.
Un'ombra m'investe
ancora,
mi rincorre
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Io so sempre come va a finire
sono l'oracolo e il fattucchiere
io conosco le spine
come voi conoscete il miele.
Io sono sbagliato
l'ingiusto, il bucaniere.
L'amore?
E' un coltello piantato nel cielo
un torpedone
che ti travolge sull'orlo del
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Ho ammirato un fiore
che guardava se stesso
dall’alto di una radura.
“Che bello che sono”
sussurrava il suo pensiero
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Il gigante questa volta
è più stanco della notte
per difender la sua luna
oggi ha preso troppe botte.
E disegna la sua voce
sui cristalli del tramonto
per vederla in controluce
con gli stessi occhi del vento.
Ci si trucca da
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Originalmente a ciò attigue,
internamente personalizzate,
tutte e due mal native nell'accasamento
della demarcata introspezione;
due calamite inforcano la stradaccia
ad entrambe opposta,
della traviata, non gettonata
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Resterò così, l’anima nuda
Le vesti nascondono le emozioni
tra il disagio di chi finge
e la pioggia per chi non cerca
un riparo, mai per sé
Resterò essenza, esile il confine
tra il corpo e la mia mente
Mi amerai toccando
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Pigola il tempo
senza lamenti
com'io sospesa in una bolla
di silenzi forzati
ove la voce resta strozzata
di aborti mai nati.
Mi trascino in lievito
di sabbie mobili
e il risucchio è tale
che soffoco il mio vivere.
Nullo par l'arduo
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O luna, ch'or t'ascondi ed or ti sveli
all'aride campagne e alle vallate,
alle montagne e alle colline in fiore,
della notte ognor sei tu la regina,
e il tuo biancor fa candida la neve.
Tu, che ti specchi nell'onda d'argento,
mostra il guardo
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Melodie lontane
rievocano il tempo andato
quando fiorivano
le illusioni
e alito d 'amore
mi sfiorava,
esaltante appariva
il futuro,
una sognante complicità
alimentava
i primi amori
sogni dell'anima,
poi la vita ha mostrato
il suo
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 | L'oggi mi regala
onde di orologi
dalle lancette tronche
senza motivo di esistere
ché il signor Tempo dedica
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Argentei bagliori lunari
mi rubano il sonno,
lentamente
la gente si sveglia,
mentre ancora
mi rigiro
nel mio letto
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Sentendo dei passi
qualcuno bussa
alla porta dell'inconscio.
Reazione di fuga
dal dolore crescente
dai ricordi cosciente.
Scappando dal mostro
che si nutre di
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Ho i conti in tasca
dei piedi e dei passi,
dei silenzi e dei sogni
fermi lì, come scheletri,
negli armadi, sulle grucce
come abiti da portar via,
lana pesante per l’estate,
cotone leggero per l’inverno.
Ho i sassolini dei topi
che non
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Ombra che ascolti
tutti i miei pensieri
dimmi chi sono
sperduta e all'addiaccio
nella trincea della memoria
in
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Vestito della sera che torna
nell'ora tarda
illuminata
dalla luce nascosta
nel giro della notte fonda
Sono il termine delle ore
nel riflusso che passa
passando per l'illusa fossa
scavata dal passo
che scorre senza possesso
Con disarmante
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Oggi spengo candele
nel fiume Pescara
che di pesci non ne ho pescato
nemmeno al ponte delle Fascine.
Oggi guardo via D'Annunzio
i negozio abbandonati
come fascine mai raccolte
come amori sconsolati.
E mentre guardo tutto quello
tutto quello
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La carne che m'insegni scuote...
Un filamento lasciato là, scoperto,
al freddo si percuote e
non è dolore e
non è piacere,
è senso.
Vibro d'impulso a sentire di più,
a lasciar che il corpo si abitui
si
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Svegliare i pensieri
in un'alba che non muore
e sussurrare parole
nel silenzioso stancare
della vita
troppe volte resa amara.
Qui tra questi dirupi
resi pericolosi dal tempo
aspetti senza sapere cosa
potrebbe arrivare.
Non svegliare i
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A testa in giù sul trapezio,
lasciando che la mente sia fucina di pensieri;
a testa in giù dondolando,
lasciando che un piede sia unico appiglio.
A testa in giù volando,
lasciando che le mani siano unica ancora.
Ad occhi chiusi
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E’ il ritorno che racconta
l’ assenza obbligata della bontà
come se l’ esilio delle parole
fosse un silenzio dovuto
a tutte quelle anime
che non puoi più incontrare
perché quelle anime sono
prigioniere di un tempo
dedicato
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Tentavo i sogni
quando il buio mi permetteva
di abbandonare la notte
e mi risvegliavo nell'affanno
di qualche percorso
solo immaginato dalle stelle
Forse perché il giorno
non significava nulla per me
e rincorrevo le nuvole
per non
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Dicono che avesse gli occhi belli
l'uomo che tornava ogni settembre
che avesse il vento e il sale tra i capelli
ma che volesse stare solo, sempre.
Dicono che avesse braccia forti
che raccontasse storie fatte di magia
che avesse figli sparsi in
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 | ... e se odio la vita
nel caos che mi ha invischiato
ammiro i suoi dipinti
e le ali di farfalle
perché... se non ci sono
non saprò mai
come cambiano i colori
e non potrei giudicare le sue tele
la disperazione
non spegnerà mai
questo cielo
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Eri nel bosco, eri tu il bosco
ma il cielo si chiuse, come cupa nostalgia
eri nelle nebbie, eri tu le nebbie
Come si soffre, a coprire distanze
alberi di creta, nei giochi e nelle stelle
poi sfugge, al mio cuore bambino
l'ultimo grido del
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Non mi dona gravità
il mio esistere su questo mondo
non ha propellente
la spinta
verso l’altrove migliore
rimango sospeso
in quest’oggi assente
in questa penombra notturna
attaccato a un cavo
come un astronauta
perduto alla deriva
ho
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Turan |
15/12/2015 12:16| 229 |
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Vivaci gemiti
di intense passioni
mi soccorrono nelle scampagnate
tra i boschi delle emozioni
e le fragilità
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46478 poesie pubblicate sull'argomento Introspezione.
In questa pagina dal n° 11521 al n° 11550.
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