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♦ Luca Ventura | |
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Introspezione
Le 46466 poesie pubblicate sull'argomento 'Introspezione' Poesie di introspezione |
risparmio il tempo respirando appena
in questa notte di luna pallida
mi vesto d'oro
come una dea antica
le mani al cielo
una preghiera muta
lo sguardo perso oltre il ricordo
non c'è luce e questa anima cupa
attende il giorno vive
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 | Scrivo, ma non sono un poeta,
attingo la penna nei ricordi dell'età
dove il tempo ha segnato il volto
per rimarcare la sua ineludibilità.
Scrivo con la metrica del cuore
calamaio di lacrime, gioia e dolore
fame epistemica del ritmo
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| Poi ti accorgi della grande bugia che ti sei raccontato,
della vita che scivola solitariamente
sulla pista delle tue vedute,
troppo attente a nutrire animi e cuori
che non sanno sfiorare,
ne ammirare l'animo umano.
Animi e cuori
a cui non
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| Sempre che ne abbia una
fin dove nascono i fulmini
inseguirò l’anima di Satana
per farne brandelli da esporre
sulle paratie quando doppierò
il sacro promontorio del castigo.
L’alienazione forma strati di brace
sopra l’epidermide dei
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| Guardo lontano, ho lenti nuove, immacolate,
luce che arriva flebile e poi si spande,
luce che scalda e irrora il cuore,
luce che rassicura e illumina la strada;
Senza paura, ostacoli sgretolati,
cadono muri, svanisce la bruma,
posso correre... ma
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| Scrivo i miei silenzi
il mutare dei miei giorni
pensieri
reduci da sogni mancati
da ossa ormai franate
da una vita
che a passi veloci si allontana
chiudendo il suo sipario
scrivo i miei silenzi
con previsioni orfane
con tante croci da
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Turan |
25/11/2016 16:04| 243 |
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 | Ordinarie storie di pregio
livellano fragili felicità
incise su fiocchi di neve,
mi legano al passato
le fallaci certezze
strette con mani gelate.
Scrivente dalle penne
abbandonate nel cassetto
dettagli poetici assoldo;
turgide
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| Quanto l'inverno si apprèssa iracondo,
e quanta neve ascolto nel mio cuore,
e quante cure!
E così in tante attese di ombre e nebbie,
e di inattesi Sogni inavverati,
sento fuggìr, allontanàr la mia
tìmida
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| Ho sonno questa sera
si chiudono gli occhi
non so come fare
ci sono in ballo ancora tanti problemi
ognuno con la sua livrea
dispettoso mostra i denti
sogghigna divertendosi
inchiostro blu e rosso
sembra fare a cazzotti
la precedenza in prima
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Forre di luce
in cui non mi precipito
e preghiere abbandonate lungo i bordi.
Voli spiegati altrove,
dislocati passi d'erranza,
mentre rinserrano, i pensieri,
contorni di accese astenie,
mordendo arsure di antiche seti.
Piuttosto
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| Anna62 |
28/05/2016 01:01 | 1386 |
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Pareva brancolare nel buio,
muoveva i polpastrelli
fra le lenzuola e la sua pelle
tentava di dipingere la propria
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In stand by dalla vita dai pensieri dai giorni
strategia vanità di speranze aperte a ventaglio
intorno ad un nucleo d’essenza
Io non vivo la vita ma la mia sofferenza
mi procuro lesioni ogni volta che azzardo fantasie
troppo simili ai
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 | Ogni meriggio perdo la bussola del tempo,
pulsioni avide d'affetto,
fuggono dall'androne del silenzio...
in assenza di ansie e tremori
che rincorron i pori della pelle
come bimbi che saltellano sulla corda
ridendo a crepapelle
s'acquatta nella
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 | Dal potere messo al bando
ho smisurato la vergogna
onore facendo a blattoidei
tra fogne e angoli della terra
Testardo io all’arpione d’opulenza
m’aggrappo alla roccia di una vetta
signoreggiata da un angelo
sconsacrato alle corde del sorriso
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| Frughi
nell’eterno tormento
che è il tuo vivere
perdendoti in pensieri
che non hanno anima.
Troppe domande
con risposte già lette
fanno da scudo
contro i nuovi perché;
troppo presto
sei sceso dal treno
ed ora ti
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| E vidi la tua anima attraverso la sfera di vetro
prima di scagliarla tra i fitti rami del bosco
Ma sai che bello sarebbe
se potessimo spezzare questo sottile filo
d’argento? Come il destino... dicevo
Sotto l’albero dalle foglie di cristallo
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| Paul |
24/11/2016 15:41| 902 |
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Se ho il coraggio di piangere
sentirò la necessità di vivere
mai tratterò ciò che è umano
il tempo risarcirà la mia dignità.
Sarà un percorso irto...
a indicarmi la vita vera
quella del
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Mi addentro nel mistero,
di me ricerco l'origine lontana.
Non conto i passi che mi separano nel tempo
da figuranti immagini
trasposte nell'ideale ricerca di un sé.
Vago nel presente,
d'ipotesi mi nutro,
fuorvianti
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 | Tutto tace,
tace il tempo nel frattempo
e i rumori dei momenti.
Non levigo lo spigolo di legno,
non scrivo segni,
non mi bagno nello stagno
tra i rumori del gracidare delle rane.
Non salgo da tempo le scale dell’interno.
Tutto è fermo
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Ma io, non conoscevo niente di lei.
Ne sentivo solo il sapore,
l'odore del fuoco.
Un legno d'acero sul fuoco
si strugge del
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Ho fibre di luce
infiltrate ombre
sotto le unghie
nel silenzio degli occhi
dove ogni respiro
è vero miracolo
orgasmo è cibarmi
del profumo
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 | Mi sei venuta vicino,
con un dito stasera
ti accarezzo
e traccio un solco
sulla polvere tua millenaria
a preparare la scia del mio nuovo cammino
quando il desio
di cosmici giardini
mi prenderà d'un tratto
tu
porto di frontiera
mi
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Il dolore ti sorprende
e tu lo maledici
e ti nascondi
per non guardarlo negli occhi
Ma il dolore è possibilità
di accettare
prendere per mano
il tuo lato fragile
Il dolore è un viaggio
è scoperta
di lati di te che
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Bisogno ho di riaccendere
i sentieri calpestati
in ingenua età,
far ritornare
i nefasti scolpiti
nei solchi
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Quando mi nutrivo della tua linfa
mi crogiolavo nella ambrata
purezza
del mio possesso.
Nutrito dalla tua linfa
mi
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 | Non sono stanco
d'essere visto
come un inverno triste,
sorrido e canto
se piango dentro
nessuno ha un altro inferno.
Non mi cercate
non vi voltate
io resto indietro
tra le mie fate.
Non mi ascoltate
passate e andate
tra queste strade
io
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Non mi bastava la pioggia
volevo anche il cielo
libero dalle nuvole
mentre fuori era già mattino
Avevo passato la notte
a coltivare le ombre
e sulla pelle ancora
gelo di stella consumata
Dal fiato del mare
e dalle perle di fiume
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Quel che rimane, un poco di nebbia
la città perduta tra nuvole e alberi spogli
mi sfiora quel vento dei ricordi
di primavera nei capelli
di passeri e finestre illuminate.
In questo turbine lento di ossa
remoto come un canto
la voce che non
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Un raggio ramingo di luna
sgocciola
attraverso la lunga finestra
inondando
la nuda parete
innanzi le mie esauste pupille.
La mia tremula mente
stancamente
danza
nelle ambigue trame
della memoria
e precipita,
come foglia sospinta da
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Come bestia ferita
tra i lacci del Tempo
si dibatte
cercando
di allentarne la presa.
Lacerata
dalle lusinghe
di un futuro inesistente
e dai rimpianti
di un passato ormai sepolto
come esausta preda
nel rictus
sardonico
dei condannati per
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46466 poesie pubblicate sull'argomento Introspezione.
In questa pagina dal n° 9061 al n° 9090.
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