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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
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Gli ultimi 5 iscritti: Patrizia1973 - Donato Caione - Benedetto - Petorto loca - Leonardo Latini |
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Morte
Le 6908 poesie pubblicate sull'argomento 'Morte' Poesie sulla morte |
Quante volte,
papà
ti ho cercato là dove si perde il giorno
e il silenzio annienta i contorni.
Smarrita
immaginando il tuo sguardo
sorridente
tra macchie di nuvole
lievi come un bacio al mattino.
Gli occhi serrati - un momento -
ed eri
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Verso di assiolo improvviso
nella buia e fitta foresta
silenzio tagliato di netto
come cielo squarciato da lampo.
Di
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Fiori d’oleandro
sbocciati a tardo autunno
quando il sole freddo
non ha pietà dei sogni
Profumo di veleno
filtrato dalle nubi
con la maledizione
delle lune di novembre
Due gocce per stordire
i pensieri nella valle
e il bosco che consola
i
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Voi credete davvero
che io non abbia mai sentito
le ombre sussurrare
segreti nel profondo del bosco
E che le mie inquietudini
siano solo fantasie
e non parole maledette
dettate dalla terra al crepuscolo
Voi pensate davvero
che io non sia mai
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Non sono stato io
a maledire il cielo
è questa falce di luna
che ha portato il buio
Oltre le colline oscure
dove i boschi piangono
dopo che il vento
ha spazzato via ogni cosa
Non è stato il mio respiro
a gelare la pelle
ma la pioggia
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Pensarti, abbazia di Kylemore
coi tuoi sbuffi di verde
che non avevo mai visto
e la selvaggia roccia, grigia.
Sognarti, bianca arenaria
bella custode di una storia d’amore
che finì, e qui trova memoria
fra il lago, il monte e la dura
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splende tra i fiori
la foto più bella
luminoso il volto
nell’incuria del tempo
noi di qua
con le lacrime
intrise di
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Eravamo la Notte senza Luna,
le èllere ignude in su’ i muri del Fato,
le flebili canzoni di compari
avvinati e giocosi. Eravàm Sogni.
Eravamo i cuscin cui si dormì
un sonno quasi eterno che alle prime
fiamme dell’alba riedeva. Eravàm
il bronzo che
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Questi tanti lumini accesi
sulle fredde tombe dei morti
da amiche e non pietose mani
nel giorno oggi che tutti
li
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 | “Andate in pace!” ... ci concesse il prete,
e non avvezzo a riti in casa o chiese
distratto mi scrollai da inebetito.
Silenzio pure si conviene al Sito
ché più d’ogni parola esso e loquace
di più vorrei saper parlar col cuore:
se puoi insegnarmi
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I miei morti
sono ancora tutti lì
che attendono le luci della sera
ed ogni ombra è un dolore
Prezioso come un diamante
lucidato dalle stelle
e non ho paura di aprire
lo scrigno nero del tempo
Qualche volta sento i passi
e qui fra poche
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Tra le nebbie procede lento. Lento
cammina. E va... e bestemmia; è Notte fonda.
Non è sibilo del gelido vento.
Non è la volpe che erra vagabonda.
Bave funeree gli scèndon dal mento,
e nell’onde di un stagno ora si affonda.
Non è lo stral del Sole
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Aveva il buio
nelle viscere dell’animo
e l’oscurità incombeva
sui suoi sorrisi passati.
In un vuoto profondo,
divoratore di emozioni,
lei veniva travolta
dall’uragano dei tormenti.
Non aveva né desideri né rimpianti:
era un’anima
che non
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La Parca
che ogni filo tronca
prima che sia notte
con il male alla porta
La falce
affilata nel sangue
sul mare di buio
dove la vita annega
La Signora
che nuota nelle ombre
mentre il cielo spira
sulle ali di un veleno
Ora
mi
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L’amore eterno che cercavi
è rimasto nella pioggia
o Nera Signora del tempo
che scorre senza una ragione
E le tue parole sono scolpite
nella nebbia di questa stagione
che scende dalla pianura
ad avvolgere ogni cosa
Forse vincerai i miei
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La terra riposa. La memoria annovera
campi d’oro e papaveri frugali raccolti
sementi tra i solchi nella bruna terra
e lo schiamazzo delle oche nello specchio
d’acqua e sullo spiazzo delle galline
Di fieno e latte odorava la stalla in passato
tra
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 | L’astro d’occidente tramontò
sembrava fosse annegato
le acque salmastre si chiusero
tutto dvenne buio!
Lentamente sora Luna saliva
vestiva di bianco opalescente
piccole striature ornavano
un diadema sul capo
solitudine avanzò!
Il lutto mondiale
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| Ascolta l’impalpabile
ritmo del tempo:
sarai pronto nell’ora
dell’agonia
e sconfiggerai le tenebre
con la forza del silenzio;
quella forza
che, tenace, attraversa i secoli
e fa risplendere
con gran fulgore
il mistero cui
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| È molto bello abbandonarsi,
nelle forti braccia del mondo
andare infinitamente lontano
senza lasciare alcuna
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| E finalmente ci sarà una festa
per chi venire al mondo non voleva;
non può capire questo chi qui resta
augurandosi vita assai longeva:
indosserà costui maschera mesta,
pensando al morto di un’età coeva,
e poi allontanerà dalla sua testa
qualunque
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Dicono che piangevi
le ali di un perdono mancato
e che non eri mai stata lontana
dal centro del petto
Mentre le foglie ingiallivano
tu provavi l’amore
fra i sassi rubati del cielo
in livido cerchio sul prato
Dicono che sei morta
pensando alle
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Vivo gli ultimi giorni
della mia esistenza
all’ombra
di una sofferta umanità.
Guardo la gente
con indicibile angoscia.
Penso continuamente
alla
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Loro sono arrivati
e voi non avete pianto una lacrima
per i giorni perduti
o anche per i granelli di polvere
Che il vento portava dal mare
fino alla terra imbrunita
dai dolori
venuti da altre dimensioni
Loro sono volati via
e voi non vi siete
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Sposa guerriera
la Luna di Marte
nel cielo d’Ottobre
più scuro dell’Ade
Le nuvole inseguono
un vento già nero
nascondono ombre
di un gelo infinito
E qualche pensiero
vola dal cuore
s’innalza la vela
segnata di morte
Respiri che
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Lento è il passo
nel silenzio che sussurra
lo scricchiolio
del legno
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Se passerai ancora da queste nuvole
ricordati di lucidare la polvere
che hai depositato sui mobili
il vento non tornerà per molti anni
Ed io sono stanco di costruire giorni
per poi finire nell’autunno delle sere
senza più un tramonto da
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Qualcuno ha deposto dei fiori
dove sei caduto
e le nuvole piangono
gocce d’autunno
Qualcuno ha visto
l’erba cadere dai sassi
sulla strada maledetta
dove i sogni vengono a morire
E le ombre non viste
si sciolgono lentamente
prima del
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Penso quando la scesero urtando le porte
quale spalla o piede la violò ancora e infine
dentro quale casa un bambino ebbe paura:
ora ogni volta che salgo a piedi perlustro i muri
mi faccio il segno della croce ad ogni ballatoio
ed esce qualcuno
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L’odore delle prime foglie morte
ha un cuore nudo di pioggia.
Io respiro questo autunno
nel suo abbraccio umido.
Mentre le giornate si accorciano
come la mia allegria.
Ricordo sai, il vento che ti soffiò via.
La sua crudeltà nel
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| Sabyr |
11/10/2018 23:02| 836 |
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Giungerà, cupa sul sentiero
la notte, ad avvolger
di una falce di Luna, il velato riflesso
e di me non resteranno che brandelli.
Ma tra le segrete alchimie, il
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6908 poesie pubblicate sull'argomento Morte.
In questa pagina dal n° 1111 al n° 1140.
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