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♦ Pierfrancesco Roberti | |
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Morte
Le 6887 poesie pubblicate sull'argomento 'Morte' Poesie sulla morte |
Tra gli ulivi secolari
e terra riarsa dal sole
di un giorno fatale,
l’abbraccio mortale
Un sibilo sinistro
lungo le rotaie
che scorrono veloci
poi l’impatto tremendo.
Tra contorte lamiere
acuti lamenti
s’innalzano al cielo,
poi più
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Non senti il vento che giunge da lontano?
Soffia tra ortiche e fichi d’india, alita!
Spazza via tragici eventi e dubbi lancinanti,
sgretola pensieri malvagi e rabbie represse.
Non odi la dama nera che avanza piano?
Passo dopo passo s’avvicina,
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 | Quell'uomo
in quella bara sfigurato
perché non può parlare e raccontare
cos'è accaduto
in quel
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Mista a fanghiglia che emerge
dal fondo del perenne moto d’un fiume
se ne sta assopita la mente
ancorata e coperta di schiume.
Non c’è giorno in questa notte
dall’odore d’incenso mortale
galleggiano le alghe putrefatte
e non c’è
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 | Il volto della gente
quando crolla il sole.
Il calco dell'intemperia
madido, straniante
tuona e cancella il vecchio
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| Sogno o incubo?
Entrambi, a volte,
scavano profondi solchi nelle anime dolenti,
note di violino senza corde
e senza
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| Acre l'odore del grano tagliato
Grida scroscianti di bimbe
rallegrano l'aria di canti perduti.
Morbido il telo di seta
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So che ritornerai
quando il vento nero
accarezzerà la terra
e sarò stanco di credere
Alla luce delle stelle
troppo lontane
per consolare la sera
a chi non ama più nulla
Ascolterò
il canto dei corvi
prima che
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Avrei maledetto
i tuoi sogni di cristallo
se solo avessi saputo
se solo avessi creduto
Nel male
o nelle antiche tracce
del dolore taciuto
e nascosto alla luce
Delle lune
che confondevano le sere
o quel che restava
del nostro vano
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 | Ho tanto freddo...
forse durerà per sempre
il mondo che si sgretola in giuramenti brutali
il terrore caldo e
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Si sente piano, poi sempre più forte,
é nuvola che oscura, é nuvola che fa paura
arriva,
come sabbia del deserto
portata dalla pioggia che viene da lontano...
Si chiama treno che s'incontra con un treno
o cintura che detona
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Sia, il mio
solo il pensiero di viole
un vento gentile su fili d’erba bruciati.
Che nulla domani
riconduca al rancore
al fuoco che brucia
dove il niente ricrea.
Sia l’uomo
il padre e il figlio
lo spirito guida
dove c’è, che non sai più
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Avevo il mondo in pugno ed ero un re
Un re senza una lira né un castello
e per corona un piccolo cappello
quel che portavi tu, tesoro amato.
.
L’avevi tra i tuoi riccioli ribelli
-Mio Dio, sfiorare ancora i tuoi capelli!-
Svegliatemi dal
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Sono qui, in attesa d'un qualcosa,
che accada non so che,
la notte è fresca come una rosa
ma ha l'odore della
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Stretti nell'accumulo d'un respiro
si scioglie ogni carezza,
sull'eco sfibrato di un urlo.
Illogici bagliori
tra i filari d'ulivo... sbranano il silenzio,
un rapido sorso di un abbraccio
sedimenta nei più intimi pensieri,
implode
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Cosa sarebbe successo
se avessi provato
se avessi pronunciato
qualche respiro in più
Io non so
se il sole avrebbe pianto
gocce di tristezza
al posto della pioggia
Forse le nuvole
avrebbero accarezzato
un cielo sempre nero
e non sarei
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 | Non avrò nulla da dire
secco di vita il corpo
verso la fatidica polvere.
Fino all'ultimo parlo
anche solo a reagire
e reputatemi sciocco.
Dell'infinito a fronte
parole sgocciolo
a levarmi la sete.
E sia infine il deserto
mi
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| Non è una semplice gatta,
anche se cattura topi
e concede fusa a pochi
o col pesce esce matta.
Non è una semplice
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Emmanuele,
Dio con noi.
Non potevi sperare
in un nome migliore,
più benedetto.
Un nome
che ti avrebbe
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Il tuo corpo è ricoperto di foglie morte,
seppellita accanto all'albero che ci ha visto amanti...
e sei
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La luna riemerge dal fondo del lago
e veglia il mio oscuro silenzio
in quest’algida notte d’aprile
che avanza col passo violento.
Il cuore si arrende al tormento
nell’asfittico abbraccio delle pareti
così nude d’antichi ricordi
così pregne di
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Passo dopo passo
preparo le ombre
per il passaggio
dalla sera alla notte
Non so se il ricamo
sarà sangue su pelle
ma respiro le trame
di qualche ferita
Una strega che canta
culla le mie nuvole
e le lacrime nere
sono ancora
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Serrai gli spazi e apersi la veduta:
di lampi di caterve risplendei.
Senza epoca passai ogni insegnamento;
allor cercai
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All'improvviso un gelido iniquo vento
cinge e chiude il libro della tua storia,
passioni, speranze e paure
sublimano nella notte della materia.
Una tremante ed insicura mano
amorevole e commossa
luminosamente dischiude
le pagine dei
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Le illusioni
sono un vento morto
la luce fioca
del mattino lontano
Dove i ricordi
sono ormai finiti
per divenire nebbia
densa come il timore
La realtà
confonde i sogni
specialmente di notte
quando le nubi mentono
Ed ingannano il
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Da culla a bara
questo è il transfer,
inevitabile biglietto
di sola andata.
Vivi come morto
tra schegge di dolore
e odio in crescita.
Decresce l'incanto
nel quotidiano esistere.
Gli ori ti rendono opaco
e il lusso ti ha
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La ruota fischia
alle armi bianche,
calpestate decadono
in sordina mischia
Fratello di leva
angelo della
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Eccola che arriva,
a piedi nudi
con la sua lunga falce.
Non guarda negli occhi,
osserva i piedi e ti annusa
Ti azzanna senza pena
e le pene porta via
nel suo tascapane bianco.
Lascia coperto il tuo specchio d'oro,
catturerebbe l'anima
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Il cielo
non ti aveva chiamato
ma tu amavi
il gioco delle ombre
Quello spazio
sottile
fra la notte e il cuore
dove il respiro
Resta sospeso
per un attimo infinito
per poi tornare
a danzare il mattino
E forse
era il tuo ultimo bacio
a
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Di oche selvatiche
non si placheranno i mattini
né, quelle rotte d’acqua
sotto la maestria del vento.
I dipinti
sull’orizzonte orfano
reclamano quegli sguardi, poi versi
ricamati sul bianco.
Chi parlerà del mare con il mare
di quella fame
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6887 poesie pubblicate sull'argomento Morte.
In questa pagina dal n° 1771 al n° 1800.
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