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Morte
Le 6908 poesie pubblicate sull'argomento 'Morte' Poesie sulla morte |
 | "Ancor presente
vaneggio
soffocata
da quel respiro
che vorrebbe volare
ma ancorata a te,
mi incatena e
preme dentro
il cuor che freme
e resiste.
Nulla è chiaro...
lontano il suono,
oltre al mattino
di un giorno che
invade timido.
Tra gli
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 | Nelle Parole
c'è chi nasce
c'è chi trova
c'è chi ne fa
degna sepoltura
o luce sorda
[C'è chi di Parole nutre]
Il mio peccato verbale
o il mio solo dannato incanto
è il ferire e non donare
Ed Amico
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| EnzoL |
16/06/2013 19:33 | 1750 |
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Tra odor di fiori, lacrime e preghiere,
s'alza un brusio leggero e irrispettoso,
trema la fiamma su di un candeliere
m'ancor nessuno rispetta il tuo riposo.
Come un sovrano, al centro della stanza,
giaci lì immobile, senza più
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 | Mi stringe il cuore
la malinconia,
vorrei parlarti mamma
vorrei dirti quanto
e tutto quello
che ora sento forte:
grande rimorso
m'attanaglia dentro
e m'attraversa tutta
innanzi alla tua foto.
Chissà se mai
ora perdonerai
in preda
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| Salvezza e Dannazione,
Riscatto e Perdizione,
con queste facce ti presenti,
e rasenti,
O Madama Morte,
le idee contorte
della mente mia;
Talvolta mi conforta
il pensier d'andare via
lontano, ricominciar da zero,
abbandonarmi al tuo grembo
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notte malata
l'ultima nera eclisse
giurata ad un Dio (D)
Sarà l'ultima luna prima dell'estate,
l'orizzonte ormai malato di vendetta
ed i respiri marci sulla terra fredda
a far da lento passaggio al cielo inerte
Sarà il volo
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prima di sera
il fiato spento ai giorni
d'ultimo inverno (D)
Prima dell'alba il cuore si fermerà
e non sarà il giorno a cullare notte
né tutte le risposte mai date al mare
ed al vento che sognava le carezze
Sarà
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Paura che cresce
timore di non rivedere il giorno
e di rimanere per sempre nell’assenza di tutto.
Volare è un sogno
un desiderio profondo
ma il terrore di non svegliarsi lo rende un incubo.
Un dì tutto finirà
il cielo
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Pensiero recondito
assai sovente torni
innanzi alla mente mia,
provo ad ascoltare
il concetto tuo oscuro;
gli altri
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 | Fioriva il pesco
nel sorriso di una valle
ogni volta, nel tuo volto
e germogliava un fiore in racconti senza spine
ma il tempo, il vaso ...
senza un campo aperto
seme solitario, senza terra né concime
vaga, nel sole di un tramonto
un sogno
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luna d'argento
è il veleno delle albe
tremate a morte (D)
Non è questa luna d'argento
ad avvelenare le mie notti stanche
ed anche il respiro delle stelle
trema un istante fra le albe
Non è il sospiro delle terre ignote
o
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E ricominciare
vedere come si muore
provando magari
a morire meglio
la prossima volta
o programmare
il grande bis
per
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Come lieve brezza che da ponente
spira, piano accarezzi fiori, sassi
e spine. Cogli dai rovi solo i
dolci frutti, gettando via l’amaro
dei giorni tuoi più brutti. Sì serena
e senza inganno alcuno, ti porti là,
dove leggiadra
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 | La pâleur du jour naissant
infiltre mes paupières closes.
Dans mon lit,
à ras des draps fatigués
par des plis nombreux,
je m'étire...
et mes doigts cherchent
en vain
le rêve qui m’a
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A mezzanotte sibila
la Luna, e ‘l ciel s’affanna,
l’empie civette assalgono
i vel color di panna
dell’orbe nubi, e spiccano
dagli alti rami ‘l vol;
e gli astri stanno ceruli
sovra le querce in sonno,
biancheggian d’oro e platino,
e dolci e
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 | Occhi infranti nei silenzi assordanti,
nei volti impauriti
di fantasmi ormai stanchi.
Danzano questa melodia straziante
e funebre
di un coro che, silente, s'avvicina,
ormai la morte
ah lor non dice nulla,
imprigionati come pegno
di un
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un'altra vita
che dimentichi stelle
e rive nere (D)
Erano stelle di un'altra vita,
tenebre che la ragione non ricorda
se non per errore quando il sangue
gela le vene sulle corde tese
Erano ferite di cuore ucciso,
putride aperture della carne
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 | I tuoi raggi ardenti
risplendono d'una vivida luce,
ammiro il tuo fuoco lontano.
Tu nasci d'attrazione fatale
tra polvere e gas
diventi una massa infuocata,
t'è concessa longevità
più dell'umano,
goditi la tua
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vittime al cielo
che il vento non riposa
nel suo ricordo (D)
Sono le vittime del cielo nero
e se la luce trema uno spiraglio
le potrai sentire sussurrare
una memoria o forse un gioco
Un livido temuto a tarda notte
e un desiderio di quelli
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quel mio silenzio
stretto fra i desideri
di stelle nere (D)
Fosse almeno servito il mio tacere
ed il respiro negato alle parole vuote
che nascondevo forse per delitto
o per giustizia breve di un rimpianto
Sarebbe nato un ricordo ad ore,
uno di
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 | Babbo lo chiamava
su” brabaraxinu”
per i suoi capelli rossi,
a due mesi
sei volato via.
la bimba che ti teneva in braccio
scrisse una poesia:
Ti cercavo,
t’ho trovato.
Or riposi nel silenzio,
nel riposo immortalato,
il profumo
della tua
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 | Mi hai insegnato
a parlare,
a camminare,
a sorridere
a gioire
a soffrire,
ad amare.
Ho imparato
a parlare,
a
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pallide stelle
queste immonde promesse
al cuore stanco (D)
Respiro il veleno a tarda notte
e nuvole di malva mista a seta,
la mia creta è il fango della luna
celata ai sussurri degli Dei
Mastico foglie di bruna prugna
acido che
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Dall’alto e inquieto pòggiolo,
presso l’altera piazza,
stretto tra l’aspra edera
sull’intarsiata tazza,
geme e si lagna candido
di giglio un mesto fior;
stringe soffrente i petali
tersi di pioggia etesia,
leva alle nubi un palpito
della
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Lentamente
la tua immagine
si allontanava,
mentre attraversavi
quel corridoio,
trascinando la tua asta
di flebili
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Sembra stanca la realtà
barcolla, ansima,
crolla faccia a terra,
ma rantola ancora.
La malvagità indomabile
la cattura e ferisce
la debole coscienza,
e morde avida.
Nasce un odio vivido,
qual zelante dittatore
la tortura
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Un fiore é appassito,
d'un tratto a maggio.
Mani vizze lo sfiorano ancora,
incredule.
Lacrime lente si mischiano ai suoi petali
senza più colore.
Composto e muto un cuore stanco si gonfia di dolore.
Cuore di mamma in pena
per il suo
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albe a tacere
per l'errore di notti
spese nel vento (D)
L'alba che tu dicevi
non era in guerra coi tramonti
e forse era distratta
da tutti i tuoi petali di rosa
Era solo un vento magico
che ti ha portata via
solo per un attimo fra le
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 | Gl'anni son volati via, con ali germinate s'una vetta incolta.
Anni vani, privi di radici, sulla terra rinnegata della perdizione.
Anni senza gemme, disconosciti.
Anni infanti, ma già deceduti.
Un colpo di spugna e via...
Nemmeno il suono
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veleno nero
fra i riflessi zaffiro
del tuo respiro (D)
Scure penne di pavone sul tuo collo
e la pietra del destino viola acceso
a proteggere gli inganni e le vendette
dei tuoi giorni resi ciechi dal perdono
D'oro scuro il lamento dei
leggi

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6908 poesie pubblicate sull'argomento Morte.
In questa pagina dal n° 3151 al n° 3180.
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