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Natura
Le 11442 poesie pubblicate sull'argomento 'Natura' Poesie sulla natura |
Ancora un'alba, una luce di sempre
s'effonde
ed infonde lo Spirito
per soddisfare questa sete d'anima
fra i grovigli ed i rovi
le pietre ed i sassi
a volte grezzi, a volte levigati
dal'irruenza delle acque fluviali.
Come pianto
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m'affaccio
al rurale terrazzo,
fra tenaci trame
d'edera,
mentre il sole si stinge
ed un vespro paonazzo
adombra degli
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Acerbi sussulti
spezzano il bigio
barlume
affranto si spegne.
L’ebbrezza m’inonda
di un rosato effluvio
e un sogno nuovo mi giunge
di freschi olezzi
Venere esala
essenze di gemme
con il soffio d’Aprile
che spira nettare
e foglie:
-
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Cerchi di luce,
o forse d'energia,
circondano le stelle,
mattoni e calce d'universi;
stringhe di magìa,
materia e nuclei inversi,
cerchi di luce
tra un uomo e la sua pelle...
Rimbombano nei secoli
e tra luoghi sparsi
turbini di
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Gronda di frutti la mia terra nera
complice è l’aria che la circonda
ove specchi d’acqua lei abbonda
orché il fuoco vampa lei feconda
Il roseo mandorlo che al sol brillare
si tuffa l’onda e grigia funesta pare
il sole riavvolto
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A vista d’ occhio spersi filari
dai germogli ridestati
promessa di vita.
Vite che si rinnova
saranno rossi
o bianchi
ma sinceri
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 | Dalla fitta nuvolaglia con guizzo di lampo tra
scaglie d'azzurro m'appari, nudo gigante di
pietra della valle custode silente e superbo.
Nel primo chiarore del giorno dal tuo trono
regale saluti il paese, pietrisco di case
addormentate.
Il
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il brutto tempo si sta guastando*
*
non era affatto triste un attimo fa
sfilavano croci di donne
in divisa da vedova
amanti mutilate
da sguardi di ombrelli
da così in alto non riconosco
l'aroma maligno
che scivola nelle pozze
e
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 | Dimmi di me
al tempo del ritorno:
narra la stella
che dondola la vigna
tra i grappoli dorati
della seconda luna:
cruna questa natura,
passaggio stretto
e greco di falerno:
passa il dolore,
nell'uva che matura,
fertilizza le
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| Albo qual linfa di primula dolce
e bello e sparso d’azzurro di mare
giace al mio guardo quel ciel che versare
tenta ai bei fiori la pioggia d’april.
Nembi dipinti da mani d’oscuro
e ignudi e scarni di queto ornamento
stridon nell’aure d’impuro
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 | Stasera,
odo, sui rami d'Aprile,
cantare i cuculi.
E cantano e cantano,
lieti.
-Perché cantate?
Mi domando.
-Cantiamo, perché
tutto fa parte di un Disegno,
intrecciato
sui rami d'Argento
della vita,
che tu non vedi.
Non
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Arrivo in questa città natia
la osservo e scopro meraviglie
la mia città
la soleggiata signora che s'affaccia
sul mare Adriatico come una sirena di Andersen!
La osservo e la saluto nel cuore
cara Sirena regalami i tuoi sogni
dammi
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Farfalla per errore
O scherzo del destino
Girando su te stessa
Come pala del mulino
Farfalla crocifissa
Sull'albero maestro
Le ali che del vento
Seguono l'assurdo estro
Farfalla dall'intento
Più macabro e contorto
Nascondi ballerine
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Odo la voce della montagna
pur essere silente
domina possente
su verdi vallate
su case e gente.
M'incammino
al richiamo
tra boccioli, arbusti
e sorgenti
ammiro splendori.
Passo dopo passo
attraverso
fitte boscaglie,
m'inerpo tra
rocce
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Se il Sole impavido mi farà da viatico per il mio destino
gli costruirò un santuario per adorarlo.
Nell’incensato umore della Domenica lo coltiverò come una rosa.
Si spegne in un tramonto ma si accende in una nuova alba.
L’amore
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leggero, con passo lieve
soffia il primaverile vento,
con refoli dolci
avvolge e bacia
accarezza e festeggia
l'essere umano,
amorevolmente
scuote le tenere fronde,
i prati con erba
novella,
con palpito ardente
accarezza il rinato
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Luce di faro
batte ad intermittenza
seguendo
il lento segnale del cuore:
tanta luce
quanta oscurità.
Scia di deboli punte
rincuora la vista
e vascelli di fantasia
collidono le navi di passaggio.
Striscia scura
di setoso mare
fa
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Or dorme, distesa,
smossa, dall'acqua.
Le bolle, s' aprono,
con scoppio leggero,
e lieve spumare.
Nere manciate,
ne escono fuori.
Sapore,
di ventre profondo.
Dura,
corteccia di suolo.
La terra,
distesa, riposa,
e pare,
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Non è così dolce Venezia quando il vento squassa le onde.
Prepotente il mare v'irrompe e il libeccio impietoso ne
sferza le mura.
Soffre Venezia le sue piaghe murate che il sale le ha inferto.
Il viso sconvolto, le vesti strappate,
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Il grano mietuto,
è stato trebbiato.
Tagliata la canapa,
nel macero è posta.
Colta è la pannocchia
di giallo granturco
che, poi, macinata,
diverrà polenta.
Come son tristi
i campi deserti!
Per accoglier nuovi semi
a
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 | Torna nel tuo nido sotto la
mia grondaia, piccola rondine.
Ti aspetto, come ad ogni
primavera.
E' triste il nido vuoto, senza
quel tuo dolce pigolare che fa
pensare al risveglio dell'amore.
Il freddo inonda ancora questa casa
ma ti
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 | Velate nubi in transito
bacio lieve alla madre terra,
vento promiscuo a dissipare
carovane ombrose in lento scorrere.
Caldo tepor a prender corpo
invitante nel primo meriggio,
desiderio di campagna in bisesta primavera,
che ha appena schiuso la
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 | Ricordi che la mente picchiettano,
un mare profumato dove cogliere
rossi papaveri,
alte piantine indorate dal sole
smosse dai soffi caldi del vento
danzano come sinuose odalische.
Disteso, una cannuccia di paglia
Tra i
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Con un soffio delle mie labbra
lascio che vada
leggero petalo nell'aria tersa
Sciolti ora sono i campi di neve
e le
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E si atteggiano maliarde invitandoci alla suntuosa festa degli odori
regalandoci anche la vista ornata di mille colori
e poi i sapori
a farci far pace con la vita e condurci ubriachi nel luculliano pasto dei piaceri sensoriali
tutta questa
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Ricordo
quella luce cristallina di Settembre,
che mi coglieva
stupita,
incantata,
tra riflessi rosa, e azzurri, in un orizzonte infinito.
Ricordo
quelle case bianche, in lontananza,
e il posto
da me tanto amato,
dove
le barche tornano a
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Prendimi,
o primavera,
a volteggiare
nell'aria pregna di profumo di zagare.
Prendimi,
con te verrò e
a pennellate tingerò
rossi tramonti
in lembi di cielo.
Prendimi,
a risvegliare altre primavere e
nuove albe dorate.
Dalle tue
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*
Tutto un profumo
emana
dai giacinti selvaggi e pieni
al pallore delle iris
mezze azzurre
alle ondulate cappuccine
dal calice a coppa
che s'affacciano timide
sulla pergola
achillee millefoglie
prorompono
sorridendo al cielo
fervono in
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S’innalzano nel cielo,
col mantello fiorito,
nelle prime giornate
limpide e solari,
gli alberi di gemme
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 | Nulla hanno potuto
le lame gelate
contro le contorte
membra del glicine.
Hanno seguito le curve
le impervie vie
avvinte alla nostalgia
di
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11442 poesie pubblicate sull'argomento Natura.
In questa pagina dal n° 6451 al n° 6480.
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