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Riflessioni
Le 53654 poesie pubblicate sull'argomento 'Riflessioni' Poesie di riflessione |
Ascolto piano le voci
entrare in contatto
con questo mio silenzio
che mi parla di tutti voi
e ogni cosa acquista valore
così come padronanza
d’ogni mio pensiero,
e l’anima mia, ora
raggiunge vette dentro me
che credevo d’aver perduto
dietro
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Nella stretta della mano
già albeggia il vuoto del palmo
come un setaccio d’argento
che non trattiene l’oro ma il tempo.
Ogni polmone è vela rubata
e deve al vento la rotta
la pupilla che beve il sole
è uno specchio che accende la
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E domani inizierà un nuovo mese
sperando che la festa che tra poco arriverà
possa portare la pace
scriverla pronunciarla pensarla
parrebbe la cosa più facile del mondo
metterla in pratica però diventa alquanto difficile
guardandoci attorno
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Un palloncino rosso
ha festeggiato a lungo
volando a zig zag
poi schiavo del caso
s’è afflosciato come
un grande
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Poi, volai giù
Nella prima acerba mattina
salii felice sulla crina
proprio davanti a casa mia,
non so cosa mi smosse
forse quella stupida utopia
di voler cambiare le nuvole basse
che meste, oscuravano il cielo
con il loro bigio velo.
Era
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Cielo, fumo nero di esplosioni,
sabbia gialla, calcinacci in volo
a spazzar di vita le illusioni.
Dall’alto un piede scaccia formiche
disperse al nulla: tana non hanno,
gridano aiuto a genti amiche.
Siamo con voi risponde il pianeta;
pioggia di
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Non chiedo parole
che spieghino l’amore
come segno inciso nella pietra.
Per me è un varco
tra i rovi del giorno
una fessura d’aria
che non promette salvezza.
A volte è solo questo
il mio passo accanto al tuo
senza rumore
senza
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Se bastasse il silenzio a rammendare
lo strappo del destino, questo assedio
senza mare - solo corsie d’asfalto
e luce
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Sotto volte ornate di metalli lucenti
hai alzato coppe colme d’orgoglio
e il suono dei calici ha coperto
il silenzio della verità.
Hai chiamato divinità ciò che brilla
ciò che pesa, ciò che si consuma nel tempo
argento che non respira
oro che non
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Forse non ne saremo capaci
e dove ora giace
il nostro possibilismo
d’ogni reazione avversa
se ne contesta il passo
creduto logico andare
senza però considerare
l’altrui pensiero...
Ama il prossimo tuo
poiché è te stesso
Questa è la giusta
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Soli come foglie nel vento, nasciamo
frammenti di luce in un cielo sconosciuto.
Tra corpi e voci camminiamo
ma nessuno può portare il nostro passo
nessuno può respirare i nostri pensieri.
Eppure, in questa marea di volti
il cuore trova il suo
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Vanno in fila i santoni
verso l’oblio della sera
e nulla nascondono di sé,
in cerca vanno di quel credo
che ora sfugge alla ragione
del loro cammino...
la neve di novembre
ora scende copiosa
sui sentieri pieni di arbusti
oramai disseccati
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Il mondo irrompe come vento d’ombra,
senza bussare alla fragile porta;
negli occhi altrui si accende un chiarore
che porta in sé la notte e la sua scorta.
Le voci scorrono come acqua scura,
cariche d’eco, di cenere e guerra;
restano certi silenzi
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Andremo a morire tutti su un orto, con i piedi dritti e il capo storto
Andremo a morire come il messia, senza ladroni senza Maria
Arriveremo su in Paradiso con la speranza di un sorriso
siamo passati dal Purgatorio tanti all’inferno, un
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 | Perché non strappi, anima mia,
quella benda imbevuta del sangue
delle tue vecchie croci?
è un sudario che puzza
di fango e memoria,
mentre il peccato quel cane
che morde il fianco ancora
ferisce il centro esatto
del tuo battito.
Tergi quel
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Mi dico grazie per l’ora di veglia,
mentre il mondo correva via lesto,
dietro sorrisi di gesso e di fango
celando un mare che esplode nel gesto.
Ho imparato l’abbraccio alla carne,
quando la notte si fa più profonda
e il cuore vibra di corde
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Danza nel buio oh silente hotaru
alla ricerca degli affetti perduti
destinati a viver in quei ponti
che allacciano la vita al dopo
ondeggia ora come lucciola nei prati
dove animi speranzosi incarnano
quel simbolo di una resistenza
agli oblii
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Raccontare è sciogliere l’anima
come cera viva sotto il respiro del tempo
è lasciare che le parole fioriscano
come petali sospesi su acque immortali.
È un telaio invisibile
dove fili di luce e memoria si intrecciano
tra rive lontane di cuori
che
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C’è chi tira di qua chi tira di là
non sai più come comportare
è un bel problema sì
metti in moto tutti i tuoi neuroni
chissà un aiuto potrebbe arrivare
prima di lasciare le briglie
e magari fare una brutta figura
sino ad oggi niente ha mai
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Non cercarmi nel marmo o nel trofeo,
io sono fango che la pioggia bagna
mentre il mondo si chiude in mausoleo,
e sopra i monti l’odio si accompagna.
E in questo fango sento tutto il peso
di madri, con le unghie ormai spezzate,
che scavano la
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Il perdono è una porta senza chiave,
che apre dall’interno, piano, al buio;
è vento che dissolve antiche lave
e spezza il nodo cieco del rancore.
Ci muoviamo tra spine di memoria,
inermi al peso d’ombre non risolte;
l’errore ha mille volti nella
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Quando tutto insieme accade
diventa come una doccia fredda
difficile da gestire
calma e tranquillità dovrebbe essere predominante
onde non dare di balta
non sempre però questo è realizzabile
gestire la cosa diventa impossibile
seppure
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Avanti sulla ruota
mulino del pensiero
acqua che muove e svuota
la macina e il suo nocchiero
toccare le parole
che muovono silenzi
al buio o in pieno sole
un pensiero li evidenzi
sorvolano le menti
te li ritrovi accanto
smuovono
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È un mare chiuso e torbido il rancore,
che sbatte scogli contro il petto nudo,
un ghiaccio che matura nel vigore
di chi dell’odio si fa lancia e scudo.
Ma il male inflitto, quel veleno amaro,
non si dilegua se lo tieni stretto;
diventa un
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Impossibilitato a trovare una soluzione
ti estranei da situazioni che invece vorrebbero aiutare
troppo l’orgoglio che influisce
benché tu sappia benissimo quanto possa nuocere
non appoggiarsi ad un minimo di sapienza
onde incorrere a momenti per i
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 | Milano si sveglia tra luce e sogno
In Galleria scorrono vene di vetro e argento,
ogni passo sui sampietrini scandisce un rintocco,
la folla scivola rapida, un brivido di vento
che sferza la fretta e ne scioglie il blocco.
Il Braciere è spento, la
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| Nacqui in una casa di periferia
quella alla fine della strada,
quando accadde mio padre già non c’era
lui aveva preso la via della galera
e la mamma di controvoglia
accettò di accudirmi da sola
Ci spostammo poi
con mamma in un altro
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| “Non chiederci” ...
la parola che supera distanze
e fa ponti tra terre e continenti,
la parola per far vivere eventi
aldilà di barriere e lontananze.
Ma cosa può oggi un poeta
davanti ad un tempo sconvolgente
per dare voce nuova al triste
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 | Quando vieni a me
Sei come una fiammata
che brucia dentro
e insieme porta sollievo.
Ti accolgo con fibrillazione,
con la luce che fa brillare gli occhi
a un amante.
Quando giunge il tempo
di lasciarti andare
lo faccio con tenerezza,
sapendo
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Non si accorgono subito di mancare,
le cose.
Restano appese ai gesti minimi
la tazza che scegli senza pensarci,
la sedia che eviti con il ginocchio,
il lato del letto che non rifai.
All’inizio è solo una distrazione,
una svista
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53654 poesie pubblicate sull'argomento Riflessioni.
In questa pagina dal n° 1 al n° 30.
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