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Sociale
Le 12243 poesie pubblicate sull'argomento 'Sociale' Poesie sociali |
Un tempo trasportati
in altri continenti in navi,
ammassati,
venduti come schiavi.
Nella loro patria
colonizzati
sfruttati,
dei loro beni li abbiamo
privati.
Ora sono sospinti
nel nostro bel paese,
ma respinti
nelle loro
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Gli ombrelli
a volte si credono aquiloni
forzano una mano
e vanno col vento
poi questo traditore rallenta
e finiscono
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 | Sotto un cielo
che non lascia scampo,
sigillato a piombo all’orizzonte,
nell’acquerello di vaghi pensieri
intingo la punta
del mio sentire
e ne resto troppo
intrisa e fradicia
come spugna immersa
in rosoli profumati,
che la mano incauta di un
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| Vita di primavera
campi e mucche, vera frontiera
ai rionali amici pomeridiano appoggio
giochi, risate, tante parole
e
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| baluginio d’albe su vuoti
orizzonti - sale
la luce sui nomi perduti
filo spinato
taglia la memoria
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Occhi assetati di vendetta
strapparono a madri e mogli
innocenti anime
rastrellando fra le loro mura
Questo
per ripagare un torto
a lor parere subito
Conta fu fatta a 1 a 10
Poi... ad ognuno
un colpo alla tempia
335 anime
335
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Non parlerò della primavera
con il vento nero alla porta
ed il silenzio che culla
una sera senza luna
Non dirò agli uccelli
di cantare nella calda luce
quando sulle strade
c’è ancora il gelo dell’inverno
E le ombre nascondono
il dolore delle
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Giochi virtuali
violenti, cruenti
ti senti eroe
e sei prigioniero.
Le mani,
muovi a scatti
il cervello è tutto
un bip bip
un vortice lento
ti prende
t’accompagna
tra lampi ...colori
rumore a martello
uccidi ... distruggi
eroe,
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Chiassosa
passò per le vie del piccolo
paese,
in un giorno di festa.
Sorpresi tutti ascoltarono,
tromboni, piattelli, tamburi
diffondere una musica
gioiosa.
Anche noi eravamo lì,
bambini attenti,
a socchiudere gli occhi
per vivere il
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| Loydan |
21/03/2018 13:11 | 1190 |
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Vanno in fila indiana
immagini crude
di bimbi dispersi fra le macerie.
Vanno cercando qualcuno o qualcosa
che più non
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È lì che mi troverai,
nelle mie parole
nella tua memoria.
Loro ti racconteranno
dei battiti accelerati del mio cuore
della paura che mi assaliva
quando sentivo bussare alla porta
della paura che mi imprigionò l’anima
quando venni
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E non credete Voi
che ognuno
abbia il diritto di esprimersi
come vuole
nella seppur vana scrupolosità
che nutre la
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La morte gioca a dadi
con le mosche
e la carne litiga
con le ossa
Danzano i Kalashnikov,
bersagliano le note
di una
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Si è voltato anche in ombre
il cielo indeciso di marzo.
Distratti da stratocumuli
lasciati ad inerzie politiche,
conditi d’ansie
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Recorro
días inciertos,
cotidianidad no pedida
dentro de un turbulento
y fraudulento tiempo.
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GIORNI INCERTI
.
Percorro
giorni incerti,
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Di nascosto al calar del sole
passando sotto gli occhi di carnefici senza mestiere
con un grande sacco sulle spalle
mi avvicino a te, che sei la mia meta.
Non ho cibo da donarti, altri regali ho in serbo per te
che sarai l’uomo o la donna di
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Ardono fioche
le fiamme perpetue
fra le brine fredde
di questo mesto inverno
nel transitar dell’anima
tra le fitte
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Scusami, ma non sono così intelligente
o almeno non come è diffusa opinione
sono caduta credendo di colpire
solo chi in malo modo si comporta
invece tanta è la distruzione da me creata
- ti giuro, anche io vedendo tutto ciò, sono morta –
Scusami
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Realtà vissute nell’indifferenza
di chi comanda e deve interloquire
fra poveri che chiedono assistenza
per un ausilio che possa fluire...
intenti nel disinteressamento
di vite bisognose di un aiuto
di qual si voglia sia... un alimento
che venga
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False spoglie mi dà il male
siccome folle l’aspetto.
Nel bisogno di te
non lasciar la mia mano...
leggero è il passo
claudicante e stanco
Non lasciarmi ad apettar l’arrivo tuo
d’una finestra nell’incavo.
Nella tristezza immersa
rughe di
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si è al punto che
ogni giorno
è uno in più a dar scacco alla morte
-finché ci siamo- la candida
filosofia dell’anziano
il consueto giro pomeridiano
per godere un po’ di sole
non si muove foglia
ma voglia il cielo
risparmiargli una
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Cadono come fiocchi di neve,
candidi e tremanti
si dissolvono
allo sfioro della terra,
corpicini senz’anima
con l’orrore
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E poi partire per un solitario vagare,
tra mondi di cartone e lune vuote
il ritorno é sempre stato d’aria e sale
odori di tabacco sfuso e reti per le
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Da ferite da lesione
fin sul dentro suo assediato...
miserabile accattone
dato in pasto e saccheggiato
fiaccamente in suo declino
nel suo fatuo opporsi inerme...
disarmato corpicino
spento, grigio, scialbo, germe
sussistente suo in digiuno
da
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Non ho vestito mai i colori della gioia
i drappeggi rossi e oro della seta
che accennano alle curve del domani.
Indosso un basco militare
un’uniforme a chiazze verdi e ocra
con tasche troppo grandi e vuote
in cui affondo mani di bambina.
Mio padre
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Farina dei poveri
scende dal cielo
mandata dal Diavolo
Si lamentano i panificatori
fatica l’inferno
a cuocere il
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Su di me non ho che ferite
quasi mai confessate, e così poco guarite
dai tormenti dell’anima.
La prima arrivò a pochi anni
quando correndo nell’aiuola del giardino
miseramente caddi su vasi di ciclamino.
La seconda invece nello slargo davanti a
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 | Leggera nel giorno placido
vola cattiva semenza
e millantando qualità
scalza il grano;
siede ineffabile
sulla sedia del regista
colui che ignora
l’indirizzo del teatro
e unica recita
è la finta indipendenza,
onore tra ladri
di nominante e
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Ti ho vista giocare fra le macerie
di quella che prima era la tua casa;
ti ho visto cercare fra le mura crollate
una piccola bambola di stracci e cera
e mentre frugavi attenta a non ferirti
ho scorto la tua mano stringere ancora
quella della tua
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Tanta gente
non ha nulla da perdere e da trovare
la sera esce e non sa dove andare
guarda vetrine piangere miserie
ed è
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12243 poesie pubblicate sull'argomento Sociale.
In questa pagina dal n° 1501 al n° 1530.
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