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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
Poesie pubblicate: 365’183Autori attivi: 7’451
Gli ultimi 5 iscritti: Donato Caione - Benedetto - Petorto loca - Leonardo Latini - alberello95 |
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Sociale
Le 12245 poesie pubblicate sull'argomento 'Sociale' Poesie sociali |
il pagliaccio canta la sua canzone
e pensa che si può fare
pensa che può dare se stesso
per la sua melodia
un filo senza memoria
un corpo da tessere
ad ogni crollo di tensione
lo beffeggia senza ansia
e timore di quello
che la
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Frenesia di dita su tasti
di ghiaccio
a ricercare vita virtuale
tampone al vuoto dell'anima.
Un soffio di labbra
una carezza di voce
lo sguardo sul
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Fumo e polvere
macina e sollievi
rughe divorate
fronti a sassi levigati
anime dissolte
mattoni monchi
infilzati a ferri
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Quella sera d’Ottobre
procedeva normale
rilassato in poltrona
sfogliavo il giornale
mentre immagini varie
prive ancor di colore
scorrevano grigie
su di un televisore
La Valle del Piave,
da sempre un incanto,
le sue cime brillanti
che mi
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Le urla si fecero cenere
e l’aria si tinse di piombo.
Disperato quel grido implorava
il giunger della fine del
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Binari di morte
vite spezzate dalla Xenofobia, all’alba della follia
che scorreva lungo le strade
attraversando il vento.
Cuori abbattuti
con violenza e terrore
come teneri arbusti
al passaggio d’un ciclone.
Voci senza età come nenie di
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Un urlo che s'ode
nel tempo sconfinato,
odor di purezza
nel fuoco dal male appiccato
che brucia ancora
il mondo e la coscienza...
Osa la mano scriver due versi
per voi spiriti profanati
da demoni terreni.
A raccontar le vostre pene
la
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Oltre il filo spinato
uomini
tolti della loro dignità
allineati, tremanti ed impauriti,
resi al silenzio e alla fame
da demoni assassini.
Oltre il filo spinato
numeri
marcati sulla pelle,
pigiami a righe
e sul petto le stelle.
Oltre
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Quel tempo che non ha confini
al momento giusto, sempre torna,
chiave magica della vita
non sono le parole, ancor oggi,
a ogni ora, destano un mistero,
tra di loro, assiso la strada cercherò,
vivrò ritto e in bilico sulle
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Shoah tempo di genocidio
quando si distrussero di Ebrei
intere famiglie
anziani, giovani
uomini, donne, piccini,
triste evento che generò
nei cuori della gente
amarezza, sofferenza e odio.
L 'olocausto, però, non si ebbe
solo in
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ricordo i tuoi occhi rubati nel bianco della neve
polvere di ossa schiacciate d'un sole cadente
frastuono d'un esercito nudo di ombre di stelle
piccoli figli che marciate d'un buio di gravide ciminiere
cadaveri ambulanti di storie distrutte d'un
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Sono stata ad Auschwitz stanotte.
Fantasmi d'ombre mi venivano incontro
a svelare drammi passati,
fardelli di vite in dissolvimento.
Le loro angosce a emblema di croce
mi trapassavano l'anima irruenti
come lama acuminata.
Deserta
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Odora l’aria e profuma di terra,
è quasi l’alba,
lontana c’è sempre rumore di guerra.
Un passo e non piove più,
un altro e nulla più.
Uno, due, tre, mentre ci contano
posso vedere
oltre la nebbia solo alberi
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Gai pensieri riposano
mentre le stelle giocano
i lustri, un tugurio
di suoni si cela nella via.
Il mare culla quell'onda
sospesa dall'ignuda sponda
che accende focolaio
lontano che perfida
coscienza l'han portato in
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A doppio filo disegnarono i confini
seminando destini sul crinale del vento
sbocciaron paure con occhi e due gambe
ed ali spezzate nel centro dell’anima.
Vagarono proni in un sospiro di passi
schiacciati dal peso dell’odio inumano
stridii
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Si cosparse di polvere l’aria.
Le ceneri disegnarono
un incolore arcobaleno.
La falce sfregiò
il volto della
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era freddo
gli alberi fitti e alti
come soldati nella boscaglia
parevano nascondersi
all'urlo della mitraglia
il suolo duro il nero fogliame
le scarpe rotte la bianca neve
senza nome
il battito di un cuore
un numero sul braccio
era freddo
la
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Cartoline d’un tempo richiamano lo sterminio
dal fumo nella caligine sbiadite dall’orrore
lento viaggiava sui binari appesantito dal dolore
al passo di ferrate ruote stridenti... il genocidio
S'issa in cielo il vapore, lo sbuffante getto,
lo
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 | Lo sapevano loro
di essere assassini
fingendo altro
ai nuovi arrivi
Lo sapevano loro
fratelli degli uccisi
che la fine rimandavano
surrogando gli aguzzini.
Era il segreto orrendo
gridato dai fumi
notturni dal camino.
Era sterminio di
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Ricordo che poche frasi, solo il buio mi è ancora familiare
con il suo lento brusio di passi strascicati sul selciato
e lacrime mute che scorrevano
lungo le guance scarnite dalla fame.
Rammento bene invece quell'imperioso ordine
- lui no!
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Muro dove gli occhi
si fermano,
resta il profumo
di un acido vino.
Lavi le mani
alla prima fontana
togli il lordume,
ma sull'anima le macchie
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 | Io con la notte gioco
sperando che il suo turno duri poco
a guardie e ladri
come bambino e a volte a moscacieca.
Lei si nasconde e vola
nei suoi misteri azzurri e mi consola
coi sogni più leggiadri
seguendo il mio destino e non
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Cara mamma più non ti penare
non è poi colpa tua
se nei loro brutti gesti
mettono la cattiveria loro
magari
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Con lo spirito di condividere, aiutare e donare
sarà sempre e solo questo il nostro da fare
che con lo stesso
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Caddero foglie dai verdi rami,
il sole spense i suoi colori,
sui binari della morte.
Correva il treno maledetto e
sbarre a rinchiuder visi afflitti...
Ignara sorte vi strinse braccia al collo,
mani legate a divenir pugno chiuso.
La valigia
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Rumor del treno
accompagnava lungo viaggio,
vento di tramontana respiri stringeva,
sguardo basito di donne e bambini,
han visto la neve dai finestrini.
Paura aleggiava nel buio cruento,
avvolgeva battiti e tristi sorrisi,
s’udivano parole, una
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Ma di chi è ora la notte, che invade
quella che marca stretta la mente
che ti fa diventare anche impertinente
da lasciarti andare come non mai, d'ade
Ma chi più la notte respira
ormai è la notte che ti rapina
ti rende schiavo
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La notte non è l’amaro sapore
della malinconia
l’ombra lunga dell’inverno
che nasconde il sorriso del sole
non è nebbia che sale
dal bosco
e chiude il cuore
in brividi d’ansia.
La notte è tacita amica
dei ricordi
il
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| Marial |
24/01/2016 21:39| 1969|  |
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 | Una lieve brezza estiva
accarezza lo stormire delle foglie
mentre il tramonto
sparge le sue ombre sulla sera.
Sento il frinire dei grilli
il fruscio di soffici piume
e nell'ultimo valzer di un’ape
che voglia non ha
di fare ritorno
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| Julie |
24/01/2016 19:06| 1731|  |
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Sguardi spenti dall'acume del dolore,
sorrisi come smorfie su volti stanchi,
passi lenti per il peso della vita,
parole senza un senso, per chi non può capire,
un'anima nel vortice profondo
non può veder brillare quella stella nel
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12245 poesie pubblicate sull'argomento Sociale.
In questa pagina dal n° 2911 al n° 2940.
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