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Sociale
Le 12250 poesie pubblicate sull'argomento 'Sociale' Poesie sociali |
Un telo
non bianco
uno nero
copre lentamente la dignità umana
incurante
strafottente.
Nero
nero per evitar che
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Presagi repentini di ore oscure
a revocare equilibri e accordi
che egemonie insidiose rendono vani.
Hanno chiuso l'occhi speranze fattesi mute,
segnano voli in tempestoso vento
fra rami d'ombra.
Fa da controcanto il respiro degli oppressi
che
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In questi assolati meriggi d'estate
mi pesa il tuo silenzio
stordito di cicale.
E affanno in questa inedia
di un tempo
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Il vecchio cameriere
sovverte la matematica
prestigia spartizioni di mance
avaro come Giuda
magnaccia di sorrisi
ognuno
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 | Ho ascoltato di cenci
dietro carni ancora crude
Ho ascoltato di loro
scivolando nei profondi
Dove
placide le lagune
da considerazioni vacue
e disumane alterazioni
E ho ascoltato.
Ho ascoltato dove
Non v'è il vero Peccato
ma
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| EnzoL |
01/09/2013 19:35 | 1889 |
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| Arcobaleno
ponte di sogni
o sella del diavolo
su porro maligno
Miraggi d’incanti
a poeti
ognuno Caronte
ad
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| Bagliori di dolore
sulle ali delle aquile,
nelle cime arroventate dalle fiamme
il respiro dell'acqua è fatto scuro.
Nei salti di un vento impietoso
il malessere di mani assassine
porta via frammenti di vita
fra le urla di foreste
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 | È sempre stato mite il disgraziato,
chissà qual lampo gli offuscò la testa
quando la donna ch’era la sua vita
con un suo amico ei trovò avvinghiata.
Già soffre perché troppo egli l’amava
è il
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 | Un passo dopo l'altro si sperdono
come chiazze intimorite, pian piano
in mezzo al buio senza far rumore
le orme sparpagliate di chi non sa
più sperare
Ognuno si porta dentro un ricordo
una tristezza vaga di giorni lontani
nel nulla
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| Il sole prepara le valigie
arrotola panni sporchi
e lento s’incammina
verso nuovi calvari da asciugare
Per rendere il
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| Sentimento
cercò lo spirito in cammino
tra pieghe di memoria.
Non vele gonfie di vento
nello sguardo rivolto al
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| Sta il pensionato in fila alle poste
fa il furbo
va dove la gente è meno
sta il pensionato
a pagare il bollettino
passa avanti
litiga e inveisce
il povero impiegato
abbozza e annuisce.
Sta la giovane ragazza
sull'asse attrezzato
mi
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| “Le ferie le ho passate tutte al mare,
son ritornata stanca e un po’ confusa,
stamane sono andata a lavorare ...,
...ma la
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Mina l'attesa il pensiero sopito
troppe volte disatteso e illuso
dal vociar di eclatante parola,
che grassa di estenuante retorica
si squaglia come neve al sole
e ci lascia sgomenti alla deriva.
Il popolo sempre più ostaggio
degli umori
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Labiali
interpretati
rubati
a figure,
mistero
copia incolla
in anime trasparenti
dorso di specchio
a se stesse
e
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Dispero
mentre cammino
su tappeti di biancospino.
La mano
non trova la porta.
Nel mare
il deserto.
È una
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Spalle ricurve,
il viso offro
alle ginocchia sbucciate,
adorno di barba e rughe
di fetido odore
piagate.
Invisibili coscienze
sfilano,
invisibile io
rimango
tra occhi di pietra
che nelle mie vesti
vedon solo fango.
Fedele il
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Esausta dal pianto la mia pena
dorme supina nelle tue mani
mentre la ninna nanna della voce
culla il delirio dell’esistenza
_ la bestia _ (affamata sulla terra)
dov’è il mare adesso?
dimmi, dov’è il sole che sutura le ferite
se gli urli lo
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 | Ho avuto un sogno
che non riesco ancor a decifrare
tutto era buio intorno a me
e se pur di poca luce avessi
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| Angeli acceccati dall'odio
scaturiti nel tempo della rabbia
come strali scagliati nella furia
ad offuscare gli occhi dei bambini.
i lampi e le fiamme
di questa tempesta ignobile,
in queste ore di ansia distruttiva
zittiscono il petto delle
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| Lo stato protegge allevati statali
sostengono fedeli l’apparato
sono figli integrati in famiglia
mentre altri cani
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 | Dissipate croci s’ergono
nel quadrato di terra
ove il corpo riposa
lontano dalla sua casa.
Sventola sotto la carezza
del vento una bandiera... la tua
a ricordar la terra natia
in questo paese non tuo.
Ti hanno conosciuto nel viso
giovane
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In terre lontane
lontani ricordi
riecheggiano ancora
le voci ai racconti
che uomini in gloria
di fama e valore
avean
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Un nero manto avvolge la preda.
Si accaniscono contro l’ipocrisia,
lungi dalla morale. Con cooperazione
coattiva distruggono il tessuto: larve
esistenziali, brandelli di pelle, in ossa
decalcificate. Non resta niente, nemmeno
l’ombra dello spirito,
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Coaguli di parole in rime
Come petali di rose rosse
Poeti in capriole sintattiche
Che destino nascose beffardo
Son solo
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 | Ti porgo la mano fratello,
seduta a te accanto ascolto e assorbo.
Raccontami della tua terra
che ancora e sempre in cuor ti vive,
degli affetti lasciati in un villaggio sperso
fra eucalipti e guerre.
Di quelle spose e madri alle quali
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S'io fossi un omo, no che nol direi!
io lo terrei per me, ché più conviene;
la vita mia vivrei con far dimesso ...
e forse sarei vile, lo confesso!
Il proclamarlo può crear problemi,
ed io mai ebbi tempra dell’eroe;
motteggi
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I cieli di Giacomo
si aprono sugli occhi del ricordo
e sono azzurri
come i suoi mari
come le sue montagne
contornate di
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Sull’ arenile
conchiglie bianche e castelli di sabbia
grida di gioia ad ogni spruzzo d’acqua
di bambini dorati dal
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 | Specchi spezzati, sulla riva del mare,
non vedere questo é l'imperativo
Il corpo ha fagocitato la mente,
i
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12250 poesie pubblicate sull'argomento Sociale.
In questa pagina dal n° 5221 al n° 5250.
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