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Sociale
Le 12250 poesie pubblicate sull'argomento 'Sociale' Poesie sociali |
Tra l'evoluzione e la creazione
si pone goliardico
il Prodigioso Spaghetto Volante,
Dio di un mondo ubriaco di Grog.
In
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La miseria gira
a pochi centimetri da terra
con occhi vuoti
vacui
in cerca di anime da disperare
volano corpi
nei
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 | Presenze intrappolate
in volti di vetro
adagiate nel velluto
di lamette da barba
Allineate
in un cieco dolore
urla silenziose
che coprono il sentiero
Sono porte sconosciute
di annichiliti pensieri
universalmente sacri
nel canto dei
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| afasia di parole
stropicciata di suoni
carezza di versi
d'occhi innamorati
silenzio d'un disegno
dipinto d'una
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Putrefatto ardore
in saldo
fuori stagione
outlet dell'anima
per saltimbanchi strabici
e su sedie a rotelle
acrobati in pensione
diversamente disabili
matasse di neuroni
a metà prezzo
al mercatino delle pulci
idiozia
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 | Sbocciata primavera,
sipario aperto
di un meraviglioso passaggio.
Ingrato compito
di occasionale testimone,
nell'udir
lo squallido ciarlare.
Perché deprimere
la ricchezza del nuovo,
che rigoglioso appare?
C'è garbo e
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| Rutta la motozappa
davanti al suo pilota
abiti a galleria del vento
e berretto a reliquia
Tutt’uno manubrio e ossa
vibrano a sobbalzi
mescolano terra
pappa del tempo nudo
Ruota l’erba
intorno a giostra di ferro
spolpata alle radici
muore
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Diversamente uguali
il cielo ci contempla dagli albori
emblemi delle imperfezioni
simili
solo nei tratti
contenitori d'unici universi
munifici nell'Ego
- divina iniquità sovrana -
si macina difetti
crudeli
indulgenti di sè
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Sento
la musica degli occhi
si dimentica l'erogeno, si prende il numero
puntuale altalena
nel cuore intatto
Quasi fosse l'ora teatrale
la sequenza dei solchi
in contrappunto
Pandora l'agitazione; la goccia chiusa,
potrei nuotarci
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Tassa su vecchie dentiere
masticano male
e nello stomaco i cibi
creano inquinanti flautolenze
Tasse sui sorrisi
innescano ilarità
distraendo da problemi fatui
annientabili in sacrifici
Tasse sui grugni
infondono pessimismi
zavorra
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 | Che silenzio,
intorno a me, quanto buio
negli occhi miei. Così mi sento,
pensando a te, cara amica mia.
Un sordo indefinito allungatosi
nel tempo.
Soffrivi,
leggera in un campo di grano,
volavi in un frammento solitario.
Ti
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| L' avevo perso
distratto da montagne di cambiali
portate in sconto della perfida incoscienza
mi ero attardato a guardare
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| Cercai di spiegarle un equivoco
ma lo definì errore senza perdono
allora innocente m’affannai a chiarire
e nell’affanno sbagliai veramente
e più cercai di rimediare e più apparvi
bugiardo ai suoi occhi che mi sommarono
nel
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 | Dietro le sbarre
guardi la vita che scorre
ma lei non guarda te
dietro le sbarre
la coscienza si fa preghiera
l'anima è stesa ad asciugare
insieme al bucato
non te lo immaginavi
il cielo a quadri
e l'aria razionata
e la notte senza
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| Siringhe infette giacciono sul selciato
esprimendo ognuna un passato da brivido
corrono festosi piccoli marmocchi
intorno a quel totem saturo di colori
estremi s’incrociano
a ricordare un presente ove non perdersi
cercando passioni dove
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| Istituto Nazionale Pirati Sociali
Salvadanaio porcello
a ciechi, monchi, zoppi, sordi
in metamorfosi
falchi, piovre, lepri, volpi
Sciacallo ente
aureole avvoltoi
claudicante il segno
respiri in dileguo
il fine
Monopolio
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 | Mi chiamano Cacao,
come un bimbo tra le foglie
e le piante,
una foresta che piange.
Lo chiamano inverno,
umidità che scende dal cielo,
e i canti delle donne
che massaggiano la pelle al sole,
offrendo da mani vergini
il masato, che tu
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| Sono vecchia e malandata
senza voce e mal pagata
sono ancor sotto padrone
non andrò mai più in pensione
sono un giovane diplomato
bello biondo e disoccupato
sulle spalle gravo ancora
di una madre che lavora
Sto governo un po’
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| India |
14/04/2012 10:04 | 2185 |
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| Treni stirano la schiena
offerta dal diavolo
a emigranti forzati
che contano costole di ferro
Stipate anime
in fila per collocazione
mentre occhi bevono
letargiche pianure
Alle fermate
pagano sgomenti
dazio al cerchio giusto
a
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La vecchiaia culla
i vagiti della nostalgia
stringendo l’infanzia al petto.
Piange il rimpianto
nel confessare alla storia
l’innocenza di un tempo
che la colpa vorrebbe correggere
anziché ricordare.
Avvilite lacrime s’immergono
nello
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Tanti colori
dentro gli astucci dei loro cuori.
Facce rotonde
a sigillar giornate feconde.
I loro gesti,
le loro movenze,
hanno il profumo di intense essenze.
Colombe bianche
dentro favole antiche,
vola leggera la loro psiche.
E l'ombra
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Barcolla stonato a lato del mondo
in mano un sacchetto di cose mancate
si lascia cadere abbracciando l'asfalto
lo sente
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Mielose poesie da oratorio
inquinano giustizia ai lamenti
-Oggi a trovare un imboscato Statale
ci vuole fior d'investigatore o la finanza,
tutti rubano e chi non può farlo
smanioso aspetta il suo tempo
ma i ladri seri sono prima
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Armonici filari
di ulivi e vigneti
fanno da sfondo
a case aggruppate
in una conca quasi accennata
Luogo di Templari e Vassalli
vestigia di Cavalieri di Malta
onora Maruggio storia
Guizzi di luci lontane
trafiggono il vicino mare
lambito da
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Carne, carne, solo carne
vermi, vermi, vermi
discarica di ormoni
-Brutta copia di mogli
cassaforte di sproloqui
orologio ad ansimi
portafoglio di vizi
diario dei Giuda
sagoma d’additi
Bibbia dei doppi sensi
tagliola di gomiti allusivi
lago di
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Stimato, preso a nobile esempio
per una vita a timbrare il cartellino
e indisturbato, orgoglioso me ne andavo
-Ora qui sotto questa lapide
ricoperta di vischio, muschio, calcare
tra pulci, zecche, tarli, funghi
e il canto di un cuculo
non mi
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Vorrei, orrei, rrei, rei, ei, inesplicabile!
Del mio sotterraneo ardire
vorrei fago e (tanto) citarmi...
seppellirmi
sepolcrarmi
tumularmi nei miei ossimori viventi
nei cataclismi imminenti
nelle gonadi riflettenti
nelle vagine ossidanti...
deus
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Lascio, passi veloci,
tra polvere e morte,
come gazzella
un incavo di marcio legno
raggiungo.
Tra sconosciuti seguaci
pigiata mi trovo,
poco il respiro che a stento,
riesco a praticare.
Va, lo sguardo ingordo
di salvezza oltre
quel nero
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Anche il Ponentino
s’è dovuto fermare
davanti a ‘sto spettacolo,
troppo bello è Lungotevere.
Squarci di luce,
il sole indugia ancora
tra gli scorci,
quadri d’autore sono.
Scorre lenta l’acqua,
turbina sotto i ponti,
vestigia
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Sappiate, se fate del bene
chi lo riceverà, vi emarginerà
se un giorno la sorte lo porterà agli allori
perché gli ricordate la polvere
-Ora qui giaccio sotto disadorna lapide
tra l’indifferenza di coloro
a quali non
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12250 poesie pubblicate sull'argomento Sociale.
In questa pagina dal n° 6421 al n° 6450.
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