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Le 6873 poesie in esclusiva dell'argomento "Fantasia"
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 | m'esco da me stesso contesto io lo detesto vesto distratto un momento c'è uno strappo che spasso il contrasto
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| Quanto Dea bendata ha decretato
migliore timoniere non cambia rotta
ch’è vano al destino frapporre lotta
ch’ogni andamento è già preordinato.
Confuso tra la gente, imbambolato,
febbricitante per la presa cotta
repentina
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 | Favola triste la mia vita...
mille e mille volte ho dato
scegliendo un cuore ingenuo,
giullare che salta e ride
e dà, dà senza chiedere;
ora è stanchezza
che batte e duole nel petto,
malattia che stride.
Vorrei una
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| Nel silenzio che precede la burrasca
Getto reti per la preda ancora ignara.
Quando il primo vento piano soffia
Nel capanno attendo con pazienza.
Mentre affilo le mie grinfie lentamente
Colgo l’ombra che si sposta in fondo al cielo.
La pazienza,
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| In questo mese di festeggiamenti
è in subbuglio l’intero villaggio
che i viciniori e gente di passaggio
di notte e giorno restano presenti.
In questi giorni tanti avvenimenti
quanti non sono nell’intero anno
che tanti forestier vengono e
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| Ricordo sempre i dolci giorni a Camelot
e Ginevra che mi chiedeva storie
Ginevra con le sua gambe bianche
Ginevra del pianto
e dell'amore.
I cavalieri a giocare
e il re a dispensare
la sua giustizia finta
buona per i nobili
lurida per i
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| Di fervide preghiere son dieci giorni
e già è il ventesimo dell’agostano
e dentro il petto ho singulto strano
per quanti andirivieni tutt’indarni.
Pur soffocata da tormenti interni
è mamma Tina* al pregar nostrano
che con le
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| Non affannarti oltre a pensier vani,
riposa almeno un giorno, resta
da mamma, che pria che chiuda festa
da Dio grazia terrai a larghe mani.
Ante pensieri nobili e sani
per quanti ne mulinano pel testa
pur’anzi a circostanza manifesta
ripete,
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Gongolano le case
che di risa giocose
s'empiono
e sorridono pareti
che si animano
di variopinti cartoni...
Fremono impazienti
cavallucci a dondolo
che spingono correndo
incontro ai sogni fanciulli...
Rullano tamburini
di soldatini di
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| Vivì |
18/11/2011 08:21 | 4545 |
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Delendrum ha un cappello a falde larghe
un viso rosso sulle guance
e un naso assai sporgente.
Ahi Delendrum delle mille foglie
delle navi che non navigano
delle strade senza ponti.
Delendrum sputa sulla foto del buffone
ha due denti finti in
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Ci ritroviamo, poscia, all’oratorio
e non tentennamenti e infingimenti
espongo mali di cuor martellanti
per voglia di trovare Beltà e desiderio.
Sono tre anni ch’opriamo in dintorni
e mai vista per queste o vie dei monti
L’immagine che
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 | Digiuno
d'impressioni
In un
nirvana
e freddo
Stizzo che s'allaccio
a qualcosa di robusto
Due lacrime
dal colore denso
su un brivido
che s'espande da dentro piano
e rapisce le mie emozioni
Mi frulla la testa
in un attimo
si
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 | c'è un altro substrato dimensionale
il terzo
per chi vuol tenere spente le emozioni
arrovellarsi nel pensare se
il bicchiere è mezzo vuoto
il bicchiere è mezzo pieno
io apro il rubinetto
bevo dalla canna
e me ne frego del
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| Avessi ancora il vizio del fumo
o magari un cane
la notte potrei uscire
a morde l'anidride sotto gli alberi.
Lo senti l'odore della città
quando è notte
e ti morde la vena
quell'odore
e ti spacca il cervello,
perché sai
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 | E furono
arcobaleni
tra selciato
e nuvole
Il nero piumaggio dei gufi
le croci esoteriche
il gelo che offende
fili d'erba all'alba
L'estenuante via calpestata
il miele e lo zucchero filato
e poi ancora più a nord e poi ad
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 | non c'è vento di bonaccia
in questa notte pallida
lo sciabordìo dello scoglio
insegue la risacca
a riva infrange l'onda
il canto s'ode appena
sfiorar la luna lieve
brezza di mare
scuote la chioma
in cristalli di sale
smuove la
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Sul filo agonico del parallelo
stravolgo le regole della follia
urlo di pianto e rido di stizza
una carezza potrebbe bastare
M'avvolgo nella trama della notte
sgranata come marmo sul selciato
sono rimasta incollata di spalle
all'amaca dondolata dalle
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s'alternano nella mente fantasie ballerine
che confondono il tempo
in un ritmo lento
di tanto in tanto riposano
chine su di un pensiero opaco
racchiuso tra tende
dai disegni damascati
tinti di porpora e oro
-s'abbandona la luce nei colori
che
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Bieche incombono
le paventate ombre
che minacciose
oscurano
gli ameni sprazzi rosati
col convogliar di frotte
d'uggiose nuvole
su cieli altrimenti limpidi
Malombre
che s'insediano nell'animo
e col rintuzzar d'artigli
ghermiscono le vuote
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| Vivì |
15/11/2011 07:37 | 3776 |
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Non m'ero accorto di loro presenza!
Stamane le ho viste, schiuse le imposte,
perché la nebbia, calata la notte,
le faceva brillar, ch'eran al sole nascoste.
Chissà per quanto i geniali architetti
hanno tessuto per fare tali
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 | A pizzichi e mozzichi
straparli e berci
e pastorizzi l’anima,
manco fossi di fuoco;
ed invece è gelo
e se t’incazzi
è perché pretendi
e giochi a ruzza col cuore,
ora sì ora no ora forse
e invece è mai
o
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Folgorata fui!
Mi trovai imbavagliata
in incubo surreale.
Mangiar pesante
la sera, fa sognare
di tutto un po'.
*
Ombre cinesi
dietro al paravento.
Ombre giganti
si menavan tra lor
e per il naso, altri
...rei confessi
di logica compressa
un
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 | Sono esagerazione
dilato turbamenti e trepidazione
Mi sposto al limite estremo fino
a spigermi nel vero contrario
Esplodo da dentro e mi dissolvo
questa è la mia via
che ripercorro nella mia vita
Sempre a fiutare
il giusto e
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 | Ed è l'amalgamo nel cosmo
fra l'etere ed il mare.
Mi ritrovo a volare
e nel contempo a nuotare.
Sono un pesce con le ali
che ingoia aria ed acqua
com'ossigeno vitale
che il cuore sfiora
e d'alba e tramonto lo nutre.
Svincolo le stelle
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| Al tocco della mezza sono alla pieve
e inginocchiata al banco ch’è davanti
con due novizie pur’esse imploranti,
a voce alta ma dal tono lieve:
E’ benedetto chi a Tua fonte beve,
concedi o Dio a umili e regnanti
attingere le acque di Tue
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Chiudendo il cancello camposantato
il becchino sospira sollievi d'altri cieli.
Lui,
così funesto nell'esalar salme,
addormenta la notte con grazia pregnante
svirgola ansie trasognate
veleggia,
abilefebico,
verso la morgue occombente.
Sa
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Roventi il sole, quest’oggi, diffonde
luminosi raggi che tutta terra
scalda e coce al par che arda serra
e, dell’azzurro mar, tepida l’ onde.
Ma di Beltà da lunghe chiome bionde,
per quanto pel villaggio cerca e corra
e quanto dico, in
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 | Sento profumo di cuore
e m'accorgo che l'istinto mio vaga da se'
e volge il viso suo,
dimentico dei punti cardinali,
verso colui che suona la Vita e l'Amore
senza memoria di ritmo,
se non il battito del suo cuore.
Egli dirige già
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| L'enfasi annebbia
tremori inconcludenti;
c'è un vile sul cortile:
giace e sta,
titubante di gelosia,
non si stacca da quei rovi.
Mi racconta di tragedie,
senechiane nella sua testa,
non conosce alcun dio
e pialla ogni respiro.
Racconta
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| Migrano falene
come fatine bianche nella notte
Sciamano al giorno
socchiudendo ciglia
nell'intrecciato meridiano
Leggenda
è viaggio nella notte
tra piccole flotte
dentro i porti
Oh Rosa bella
s'io fossi Saffo
t'avrei adorato il
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Aleggiano
parole che adornano
come aster
vellutati su prati
pagine che desolate
imbiancano vacanti.
Volteggiano
tali a silfidi graziose
da fervor di mente
fantasticate
e con tramestio tumultuoso
impressionate.
Splendono
in connubio
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| Vivì |
10/11/2011 07:33 | 3839 |
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6873 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 3931 al n° 3960.
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