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Le 32753 poesie in esclusiva dell'argomento "Introspezione"
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Così reagisce l’animo umano
a un fenomeno improvviso
imponderabile
luttuoso
Il sangue si raggela
gli occhi si sbarrano
i colori svaniscono
la mente si annebbia
Solo con un grande urlo
il dolore prorompe
ci annienta
e poi lentamente
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Quando bui momenti durano giorni
che non v’è sole a far risplendere i pensieri
e non v’è più dritta via per i desideri
Quando l’anima è un deserto e fuori
precluso è l’orizzonte e non v’è giardino
oltre i cancelli né infinità del mare oltre gli
leggi

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Sorpresa e attonita
la menzogna restò
scendendo alla stazione
più comoda,
mentre pioggia e vento
inzuppavano il suo manto
e il
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 | Se io fossi un poeta scriverei
belle rime e metafore,
in metrica stretta
e ritmica perfetta.
Vi farei sognare
sirene del mare
venti profumati
tramonti dorati.
Vi farei vedere
cieli incredibili
stelle invisibili
amori impossibili.
Sarei il
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| Vite sommerse all’ombra di formicai giganti
lasciano i pensieri al cielo grigio dell’inverno.
Fra i giorni corrono ubriache le ore laboriose
e anche il tempo dimentica il loro nome.
Pesano i pensieri bruni sulle spalle esili
di chi ogni giorno gioca
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Come un cristallo,
non ha luce,
non ha sole nel cuore,
non ha luna negli angoli,
è una cometa dimenticata
nella galassia buia di una Gigante
e risucchiata dalla sua Nova.
E – ti penso – a volte
tra la pelle bianca del cielo
e il ruvido
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Non mi accorgo
del tempo che passa
i giorni sono tutti uguali
e la luce è una tortura
Non mi sento
di arrivare a sera
ma stringo i denti
per respirare il cielo scuro
Quando le nuvole
occupano l’orizzonte
e la pioggia è una speranza
per
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Nella confusione il mio stare, non esserci.
Allo stesso tempo io non ci sto,
perché le cose mi fanno male
e non resisto al dolore
che provo ogni giorno per me.
Vorrei un prato
pieno di fiori colorati,
il vento che li muove tutti assieme.
Mi
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Ad un passo da me
il dolore stretto tra le mani.
Pioggia di sguardi senza lacrime!
Un
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Puntiforme all’inizio
dilaga effondendo amari sentori
il respiro senti mancar
sotto i piedi lo vorresti schiacciar
Maledetto seme che si è insinuato
vorresti non averlo mai incontrato
la paura lo ha ingigantito
come una piovra ti ha
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Tuonano i Tropici
distanti qualche sogno più in là,
come tuona questa casa
di regolari malumori.
Chissà che suono ha un tuono
sotto un albero di papaya.
Soffiano i deserti del Medio Oriente,
distanti qualche guerra più in là,
come soffia questo
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Il est l’heure de s’éveiller,
l’heure de se dénuder,
l’heure de tendre l’oreille,
pour guetter le vent qui soupire;
il est l’heure de
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Oh fanciullin Principe o Regina
dell’Eden poeta e dei boccioli
in fiore viva primavera
parole su parole e scriver poema.
Salir e discender fra prati e valli di margherite
castelli di sabbia, fata turchina e mela stregata,
universo ove curiosità e
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Incredulo mi osserva
il tempo rantolando
dentro i miei pensieri
con gocce di nostalgia
e fragile sconforto.
L’ombra del tuo sorriso
gironzola tra bande
di nuvole
e la tua dolce carezza
ricama su di me
drappelli di parole
nel ritmo
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Non posso pensare
senza avere un dolore
nel petto
la polvere che vola
Nel vento
è l’effetto di sogni
passati via
con il vuoto dei giorni
Non posso aspettare
di cogliere
boccioli di buio
fra i rovi del mio cuore
Nel tramonto
c’è il
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È il tempo che per noi decide...
Il tempo e il vento della vita.
Lascia sul ciglio i fiori belli
e si danna per le erbacce
E’ così che presto vien la sera
Vorresti si illuminasse a giorno
quell’aria che finalmente si respira,
placato appena... il
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Non parole
Sol ora ascolto infinite verità
in quel vuoto
dentro
che ti annulla ti vince
E quell’amaro in bocca
che d’inutilità empie i pensieri
ti duole
Nell’assoluto nulla ti perdi
ti disconosci
l’anima tentenna
nell’immenso
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Bevo la pioggia del giorno,
accecata dai fulmini.
Mi consegno al brusio di un singhiozzo,
soffocato in gola.
Ho le tasche colme di solitudine
quando un pugno mi getta al suolo.
Sento la zolla dell’inconscio
graffiarmi le costole.
Mi rialzo
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Si smarriscono le parole,
come semi in cerca di fertilità
nel vasto deserto dell’anima.
E sono nuvola passeggera,
rigurgito di un cielo sospeso
che cerca il suo polo, l’equilibrio,
il punto esatto per ancorare le poche certezze.
Un attimo, un
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Pazientemente in me saldo rimango,
stagno in immoto languendo raffermo,
soprassedendo perduro al mio rango
stando in attesa a indugiare a star fermo,
temporeggiando rimando nel tempo...
tergiversando tentenno ed ondeggio,
dondolo e ondeggio e
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Non mi serve alcuna banda
di bravissimi orchestrali,
basta il suono di un violino
pei miei gusti personali.
Perché il suono del violino
ha uno charme incantatore,
la sua musica è sottile
e mi penetra nel cuore.
Sembra proprio un’altra vita
in
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Questa sera non è buona
per i ricordi antichi
né per sentire
il vento che soffia
Questa sera non è dolce
e ha le ombre lunghe
per tradire le attese
e le paure trascinate via
Qualche volta ho deluso
le mie stesse promesse
e non ho più
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Sui vetri appannati
dall’aria ascendente
veniva sospinta
una pioggia battente,
un rivolo d’acqua
nasceva casuale
dalle gocce rigonfie
di quel temporale
Fogli di carta
inviolati e puliti
attendono solo
d’esser riempiti,
frasi di
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Dardi del sole rincorrono l’onda
sfidano l’acqua in danze amorose
accendono colori in una giornata qualunque.
Osservo dal molo
mi rapisce il salato della spuma sul viso
fredda realtà del mare d’inverno.
Sono fortezza eppure si fragile
per mille
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Affonda un navigante
senza remi,
ed io sono i suoi piedi che toccano il fondo.
Cade un corridore zoppo,
ed io sono il sangue della sua ferita.
Vola un vecchio gabbiano,
che ha planato su cieli migliori,
ed io sono i suoi occhi
ormai rassegnati ai
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Stai tranquilla
continuerò a pensarti
senza dire nulla
vivrò nella mia ombra
E se avrò voglia
di pronunciare parole
scriverò nel cielo
non aprirò le labbra
Il silenzio sarà
il compagno delle sere
passate a distrarre
sguardi sulle
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Adesso dormi,
finché non sarà giorno,
non servono parole
per le passate stagioni,
per le illusioni,
che nell’ombra attendono
nuovi sentieri di luce.
Poi ti parlerò dei miei silenzi,
dei sogni ricorrenti,
delle melodie dei miei violini,
che
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Disincanto,
sopra un mosaico di cielo da ricomporre.
Trattini nell’intermezzo di sbuffi bianchi
di aeriforme opaco.
Un tuffo nel blu,
scivolando su scale vaporose
che riflettono l’arcobaleno del giorno.
Si assottiglia la lente del tempo
che
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Chiedo venia e mi addoloro...
passo addietro alla mia schiena
pronto a uscir fuori dal coro,
retrocedo in retroscena
con il capo rivoltato,
chiedo
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Fonemi ed ancora fonemi
lame sulle labbra.
Il pegno è la grande verità
la fragilità di una moneta fuori corso
ed ancora il dubbio
che giorno dopo giorno m’assale,
dibattendosi
tra i pesi dell’anima e la ragione.
Starò alla finestra per
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Tristezza, portami lontano
prendimi per mano e nel sonno
voglio navigarti di notte
camminare tra i morti
aprire la mia bocca oscura
tristezza ora è il tempo
delle luci che calano
e delle barche ombre nel mare
e si sente ancora delle
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32753 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 3961 al n° 3990.
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