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♦ Pierfrancesco Roberti | |
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Aprile 2026 |
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Le 32757 poesie in esclusiva dell'argomento "Introspezione"
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 | Appoggiata alle porte della notte per udire
il tuo fruscio che dà freschezza
nella mente, dentro il cuore per amore.
Lungo il fiato che trattiene il mio sospiro
ti respiro e di te sempre ancor m’ inebrio.
Il tuo vento sulla pelle e dentro me
è la
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| Luci tremule attirano lo sguardo
Guardiane delle porte della notte,
portale magico,
traghettano i pensieri lontano
verso nuovi percorsi
Vita parallela nasce
e si consolida con sorriso increspato
cancellando i volti deformati dal dolore,
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| Si avvicina quel dì
in cui il Mistero si manifesta.
Resta oscuro
al cuore indurito
dal male reso incallito.
Vigilia di un novello futuro.
L’animo mio geme
alla vista di tanto dolore.
Auspica un maggiore fervore
nel cercare la stella
che ci porti
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La sera di ogni altro passante
non sono fermo...
Presso tutti gli androni si infrangono
le raffiche e i "sali!":
pulviscolo di soglia.
Cerco
follie in questo
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Ti chiameranno bestia
le sporche tue mani
non riuscirono a fermarsi
hanno avvelenato l’aria
di quella piccola bambola
Vita piangi
tu per lei
Non c’è bandiera
sui confini bruciati
la stella nera
esplose in un boato
lasciando lo spazio
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 | Non so se sia la luna a far da scudo
o il canto della notte al suo apparire
in questi istanti adatti a reperire
le voci e le promesse del re nudo.
Al tuo silenzio il mio penare accludo
col tempo che continua a rifluire
dentro i ricordi bestie da
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| Il serpente non sa volare
Ha sepolto le sue ali
Nei pensieri della notte
Tra il solco e l’imbrunire
Proprio dove vede il suo avvenire
Sei pronta per partire?
Per planare negli abissi
Nelle parole che non dissi
Per paura o per zittire
Le
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| Mi scuso con chi non ho dato scampo
e che in silenzio si è seduto stanco
sul margine di una via creduta infinita
mentre invece c’è sempre un limite, anche alla vita.
Avrei voluto vedervi felici della mia presenza
ma a quanto sembra manca
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Il cuore,
telaio del bene...
certosino tesse trame per non
lasciarti andare via
Stringe il fiato per non sciupare
il filo assai prezioso,
intrecciato da lucciole che brillano
di nostalgia.
Giunti al parco ci sedemmo
in panchine
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Non è la notte che mi fa paura
ma quella maledetta sua ossessione
di donna prorompente e la fusione
del buio col silenzio che perdura
e frusta per l’usura
la noto dimenarsi e la ragione
si barcamena dietro l’illusione
del merlo che si dà
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Con quali occhi
se non ho più occhi
come posso raccontarvi dei graffi
come posso guardare da questo lucernario
il mondo che sembra un formicaio
tanti insetti in cerca della propria merda
eppure nell’aria ancora si respira aria
eppure la gente
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 | Il mio abbandono qui
tra un tavolino e un divano
totalmente nuda
nel buio rovesciato dei pensieri.
C’è gente che disfa le nuvole
dove io disegno l’ombra
tra un girotondo di rami piegati a neve.
D’altra parte non parlo
e le luci, sfavillano
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| Cinquanta anni fa, quando correvo
dietro al mio primo amore immaginario,
la verità io certo non sapevo:
pensavo fosse un fatto straordinario.
Di realizzare il sogno io credevo
di mia vita, colmando assai il divario
fra ciò ch’ero e ciò che mi
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Certi giorni, finiscono all’improvviso
s’oscura l’aria e poi gli spazi
mi sento solo coi miei passi
a contare anche gli istanti
i momenti di terrore,
quando cala la sera
senza l’ombra di un peccato.
Dicembre senza neve
dove resta il vento
a
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Sono il re della mia cancrena
il sangue rappreso
versato su una roccia
ancora da incidere nel dolore
Sono il re del mio buio
denso fra le pareti
dove il silenzio impera
in un eterno errare della marea
Non avrò mai pace
se non quando il vento
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Vorrei andarmene in quel dì
quando le carrozzine una ad una
prenderanno la via del cielo
correranno per raggiungere quel luogo
ove ancora una volta brinderanno all’insaputa di tutti
pazzi siete pazzi direbbero in molti
non sapendo quanto loro
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Vorrei correre senza fermarmi
attraverso il castello dei sogni,
per trovar, finalmente, una strada
che profumi di fede e speranza.
Sto nuotando in un mare in tempesta,
con il vento che frena le braccia
ed il corpo stremato si piega
sotto il
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Nascondo il cuore nelle ombre
e il silenzio è la ragione
il dolore il mio rifugio
fra le nuvole del mondo
Difendo il petto dal disagio
il deserto è nel ricordo
il travaglio il solo viaggio
fra le lune del rimpianto
Non ho altro che amore
la
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Devi correre sì
le cose da fare non sono poche
non puoi fermarti il risultato sarebbe deleterio
datti una mossa esigi sempre di più
il tuo DNA lo permette
ed allora non lasciarti attrarre
da piccolezze che niente hanno in comune
non fare come
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Voglio vivere
senza avere tentazioni,
senza fare trasgressioni,
senza rompere i “marroni”
a chi vive accanto a me.
Voglio ridere
alle prossime elezioni
quando tanti sapientoni
fanno l’anticipazioni ...
non imbroccano alcunché.
Vorrei
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A parte il cuore
e le mani deboli,
le vene e il resto,
solo la voce
resta potente
e imprime a un foglio
parole vere
senza
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E ti vengo a cercare
perché ho tanto da chiederti.
Perché vorrei capire
come vanno le cose.
In tanti si affannano
a spiegarti,
ma tu sei inspiegabile
a chi si avvicina
con cuore duro.
Cerco di mostrarmi a te
con dolcezza di cuore,
ma non riesco
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Cadi, cado
rialzati, mi rialzo
-dove il muschio è
ancora verde
dove l’eco di una voce
si fa distante
dove ancora trema
la mia pena
dove tutto mi sfugge
perché nulla è punto fermo
-il moto delle cose
smuove le montagne-
forse
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Con gli occhi umidi mi sorprendo
che non c’è limite all’inganno.
Come un cigno bianco
sulle acque del lago,
silenzioso, attendo.
Le nubi arginano il sole
e i primi fiocchi di neve
iniziano a cadere.
Notti senza luna e senza stelle,
aprono varchi
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Quanto è finto e irreale
ciò che crediamo sia la nostra verità,
il mondo che ci costruiamo intorno
a misura dei nostri limiti,
le parvenze sono paraventi deboli
davanti alle notti insonni,
alle gioie fittizie che finiscono,
al risveglio da
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Sogno verrai dal
mare ed avrai il suo colore
e come il mare sarai profondo
ed avrai orizzonti per poter volare.
Sarai il sogno fra ambiti sogni,
avrai parole e parole dettate dal cuore,
sarai nostalgia e stupore di malinconia,
nave carica
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Com’era dolce quel gelato
gusti particolari si lasciavano spilluzzicare
con il pensiero che svolazzava
agli anni della maggiore età
un desiderio atteso nel tempo
esaudito all’età della pensione
e con quale compagnia
non si può proprio chiedere di
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Nello stesso modo
sembra camminar nei giorni
del tempo che passa
e ripercorrer pensieri
pesati solo nei sogni.
Vuote le stanze che abito
sfumature opache
tinte pastello
emozioni tatuate sulla pelle
costate gratuita indifferenza.
Firenze
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Livide si stagliano
grevi e ridondanti
certe giornate amare
ed ìlare si espande
come un non- sense
la notte prematura.
A volte,
il nero è più nero della pece
e non v’è un briciolo di pace
nel cuor che frusto giace
Pure, ogni tanto
a debita
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le radici affondano in terra melmosa
che scendendo divien vieppiù solida
fino a divenire inoppugnabile roccia
i rami
agitati da un vento umido
smuovono linfe e sali
e crescendo sfiorano il cielo
e talvolta degli angeli avvertono il coro
come
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Ti ritrovi a vivere
quel soffio di vento
ch’attraversandoti lascia la scia.
Sei li
dentro un infinito evanescente,
dentro una vita fugace
e non t’accorgi di quanto l’esistenza fragile sia.
Sei,
un filo che vaga nello spazio,
un guscio corporeo
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32757 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 4291 al n° 4320.
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