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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
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Le 32763 poesie in esclusiva dell'argomento "Introspezione"
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 | Nel vento del mattino
i pensieri risalgono fulminei
nella mia mente,
intorno a me c’è silenzio
che sa di rimpianto.
Molti alberi sono già spogli
altri donano gli ultimi frutti.
Parole
che vorrei pronunciare
ma non dico
premono con amarezza
nel
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 | Nei sommessi uragani
mi culla un silenzio antico
tra le pieghe della notte.
M’appare nitido il richiamo
suadente l’eco della solitudine,
ai bordi di marciapiedi interrati,
dove immergo i miei passi
confusi del giorno.
E nel vuoto che
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Ricordati di vivere, anima mia,
prima che buia arrivi la sera
e le radici della tua esistenza
si perdano nel nulla.
Ricordati di vivere,
anima mia.
non perderti nell’oblio
dentro un sibilo fastidioso che non ti da pace.
C’è luce oltre
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Anche se avrei voluto
salire in cima,
nonostante le mie mani piccole,
sono davanti a un mare
che mi volta le spalle.
Anche se avrei bisogno
di un bacio di consolazione,
nonostante mi cibi di ego in scatola,
sono la radice
di un albero poco
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Segni.
Velatamente appaiono sul tuo viso.
Moltiplicati dal tempo modificano la loro forma,
si allungano,
divengono più profondi.
Nello specchio della vita li osservi e ti danno memoria di ciò che è stato.
A volte,
riflettono gioia
spesso,
sono
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O scrivo o muoio
e nell’attesa improvviso universi di domani
una pietra, una stella, un corpo liscio
un immobilizzare di niente
come
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Intorno alla Tua Divina follia
al tuo Zero
ruotano tutte le numerazioni
Dei emergono dai Tuoi raggi
e operano nel vuoto la Tua volontà
Tu Specchio delle tue brame di conoscerti
rivelato in ogni cosa
in ogni gesto o parola
in ogni fiorire e
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Divisa come pane
sono assenza di niente fra l’oggi e il domani
sono svanita memoria di sorrisi nel bianco
e la mente è assenza di ceruleo cielo.
Sordo si sente il richiamo della polvere
e resta pallido quel viso senza luce.
Mi sono scordata di
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Sia schiuso d’infinito un chiarore,
all’alba c’avanza, la notte.
È fremito tutt’intorno,
dal cinguettar di fronde nell’occhi e nei cuori,
all’esondar d’amori
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 | I ricordi della giornata
affiorano,
mentre lentamente la coscienza
va a depositarsi sul fondo.
Aspetto
che i suoni si assopiscano,
restano solo i respiri,
lenti e cadenzati.
Le parole si ingarbugliano coi sogni
in questa dolce
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Credo in cose invisibili, fuori dal comune.
Scrivo di loro senza neppure sapere che esistano.
Credo nel linguaggio del vento tra i rami spogli, credo ai messaggi nelle nuvole,
al loro passaggio verso isole lontane.
Credo nell’acqua e nei suoi
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Adagiato tra pensieri
si culla il pathos di un momento
nascosto nei ricordi
di un’anima che sospira.
Nell’alba del mattino
si fa strada
a cavallo di bianche nubi
tra cinguettii felici.
Placido poi sorvola l’orizzonte
nei silenzi
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Piangerai sulle fragilità,
sarai pioggia che lava il dolore
come sole
asciugherà l’amore
con le tue lacrime;
Andrai verso il vuoto
che vorresti
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Sono troppo stanco
per inventare parole
o per contare sillabe
prima che sia sera
Allora resto solo
con le mie ombre
e mi affido al gelo
di questo cupo inverno
Prima che sia tardi
per piangere un sogno
o accarezzare un velo
con la seta fra i
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Nessuna orma
sulla neve fresca
che ricopre
l’arido suolo,
nessun sentore
di caldi fiati
o vapori di vita
né memorie
perse nel vento
che sferza
il gelido silenzio
e fugge via,
resta soltanto
l’eterno vuoto
il non
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Ho la vergogna dentro
l’ho incrociata
questa sera
Ho la vergogna sentita
non era mai uscita
Ho la vergogna semplice
di una sera d’inverno
nella sua lorda
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Mi dimentico spesso
nei pensieri di qualcuno
lascio sempre qualcosa
che non so di avere
e qualcosa prendo,
come se fosse mio
non sono un ladro,
sono un piccolo
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 | Vanno,
nel gelo della sabbia
vicini eppur distanti
poggiati su bastoni
la zattera dei ricordi
naufragata nel cuore
pieno di livido silenzio,
muto di solitudine.
Separazione infinita
ghiaccio implacabile;
basterebbe alzar gli occhi
a
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Si sente da lontano, l’ascesa della luce
come un fremito nel mondo, come una pace
è l’alba, che mi arriva nel silenzio
Sale la marea dalla profonda notte
mi avvolge il cuore, si posa
come un fiore stanco, una rosa
il nome tuo, scritto sopra il
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Vorrei saper scrivere
una poesia nuova che liscia i desideri
e accompagna il pensiero.
Una poesia che mi racconti
come sono i tuoi occhi quando mi pensi
che dica i tuoi baci sinceri.
Una poesia vorrei saper scrivere
che spenga la pioggia
e sorrida
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 | Braccia al ciel che s’aprono
natural miracolo sovviene
al canto di un pettirosso
Così librandomi
da pregiudizi e tormenti
solitudine allontano
nel silenzio di un dì volando
E gongolando sui rami
al crepuscolo morente
dolcemente mi
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| il deserto che porto
fiorisca il tuo futuro,
d’altri
mia musica lenta sfuma
l’alba che aspettava gelò il sogno
era sole amaro
e albero e fronde di mistero
a germinare straniere corolle
legno porta e bara
gli animali infetti confetti sui
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Accavalla marosi il libeccio
sulla spiaggia deserta.
Guardo la ringhiera scrostata
intrisa di amati inverni e di mani
aggrappate a trattenere distacchi
quando ancora non hai imparato
a lasciare andare...
e farti tutt’uno con l’erosione
che
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Mi ha fatto male
fare i gradini uno alla volta
mentre le nuvole piangevano
la pioggia del ricordo
Il dolore dei morsi
ancora incisi sulla pelle
e la terra che sapeva
del nostro antico sogno
Tutto è tranquillo
dicevano mentre il tempo
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Resto a guardare
fra un passo e il seguente
proiezione di pensieri
che affollano la mente
silenzio assordante
disordinate idee
che si susseguono vorticosamente
quasi a cercare luce
quasi a cercare aria
per inalare quel respiro vitale
prima di
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L’alba del nuovo giorno
accende il ciel di radiose
sfumature.
Coni d’ombra svaniranno
al sorgere di lucenti cristalli.
Non più paura d’andar via,
non più sofferenza,
ogni carezzo, ogni sguardo
è alito di gioia.
Vivere la vita è
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Duemiladiciannove e poi, chissà,
Duemilaventi, Duemilaventuno:
passano gli anni con velocità
sempre più forte, e ciò che per ognuno
è ora intero anno, nell’età
verde era solo un giorno, ché ciascuno
lo colmava di tante novità
simili a cose viste
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Sarebbe stato semplice
amare il mattino
e non vagare nella notte
prima che sorgessero le stelle
L’alba doveva tremare di vita
e il ritorno
non avrebbe consumato la luce
di un intero giorno
Avrei avuto il tempo
di piegare le mie cose
e
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Canta la sconosciuta
una lingua che ricordo
senza saperla
e non parleremo mai
nel freddo tra gli ubriachi
Il tavolo tondo fa compagnia
all’accendino solo
Il fuoco in potenza brilla liquido
nella pratica plastica vicino alla pietra focaia
I
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Finì tutto dalla notte all’alba di sconcerto
nell’ombra del mio pianto
senza un commiato di parole.
Te ne andasti nella pioggia fredda di maggio,
mio re,
nell’addio commosso delle viole.
E con te,
verso libero d’amore,
nei passi tristi
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Silenzio, non dire nulla,
ascolta il bisbiglio dell’acqua
nelle discese della vita
odo l’armonia della poesia
passa il fiume nel suo lungo viaggio
Silenziosa, ascolto il rituale scroscio su sassi
(uno ne ho nel petto)
il tempo ha formato una
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32763 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 5521 al n° 5550.
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