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Le 32764 poesie in esclusiva dell'argomento "Introspezione"
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Si veste luna col velo da sposa
tuoni e tempeste si scagliano in cielo
parto e lontano osservo ogni cosa,
mi tocco le mani mi mordo la lingua.
Prima che faccio ritorno la paura mi
entra nel cuore, tu mi dai tristi presagi,
tremi e le gambe sono
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Leggimi dentro, fa pure
Sovverti la visione
scatena le ire
Investici delle tue gioie
Per quanto già era debole vedo
al ritorno dal viaggio
Ritorno non c’è!
Lascio la presa
La tua volontà sia fatta
La porta dove i respiri nascono
è vera
e
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Volevo una cosa diversa
Luci accese e grandi corridoi
Volevo abiti larghi
scarpe giganti
di modo ché potessi fare spazio a me stessa
Volevo le ciglia sempre a posto
pettinate a circondare i miei occhi
Volevo vedere la mia vecchiaia
accanto alla
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| India |
18/01/2018 22:46| 780 |
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Ho cercato in tutti i modi di salvarti
di salvarmi
e ti ho afferrato anche dai capelli
per non farti sprofondare
nell’assurdo teorema del tempo
degli anni e degli inganni.
Con forza volevo trascinarti
al di là del fiume
dove muoiono gli amanti
i
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Cerco l’istante perso
quello che vorrei riacchiappare
fermatosi sui capelli
sui bordi di un cancello chiuso
Freme
Sobbalza
Chiede
Istanti ibridi maturati negli anni
Avvezzi ad essere lasciati da parte
senza palpito
ma che corrono curiosi
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Sarò
la mia rosa di Gerico
e l’inverno che costruisce corazze
già intuisce la pioggia
che spargerà i miei semi
al vento.
Fiorirò
impetuosa e
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Si spezzano i pensieri in sogni
e nostalgia piange.
In questo silenzio verde
muta voce ascolto
e lacrima piove tra steli d’erba
che danzano allo spirar del vento
Ed allo sguardo
fra onde di seta e velluto
il colore s’accende
ed il silenzio
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Mi accorsi di amarla sul serio
su quella spiaggia all’imbrunir
priva di sole e sale,
udii un campanello d’allarme
in un attimo di bieca introspezione
nel mio cuor solitario
che amor non vuole.
Con un senso di inquietudine,
guardavo oltre
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Qualcun’altro
ha parlato di me
con le mie mani.
Per mezzo di quello
che sono
tu sarai
i miei gesti
sono il vento
che muove la tua fronte.
Nei solchi
e nelle impronte
il tuo giaciglio
per riempire
la mia vuota presa
che manca del tuo
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Come un albero arido
me ne sto a osservare l’orizzonte
con un pianto di rugiada
l’inverno passa e passa il gelo.
Ho scritto pagine di dolore
al buio della notte dentro lampi agitati
pensieri tristi passati
caduti in torrenti
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Si ha fretta
come se si volesse accelerare
e trascorrere in un abbrivio
il lento abbeverare da ogni istante
poi fame
dall’unificazione dei principi
le forze come costanti universali
ancora e più ancora
per tutto ciò che forse ci manca
per tutto
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Quanto vorrei poter incamerare tutto quanto circonda
avere un angolino nella testa
dove poter attingere ogni volta qualsiasi informazione
dicevano un tempo solo impegno e tutto prenderà forma
ma il mondo si evolve
non l’avevano messo in conto
quel
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Il vento della sera
mi ha portato via
e non ho la luce
dei giorni trascorsi
Solo nel buio
vago come un’ombra
nessun rimpianto
nessuna tomba
Il cielo della notte
mi ha rinchiuso
in una gabbia nera
senza più stelle
Solo e con la
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Correva il treno dei pensieri,
regionale che ferma in tutte le stazioni
mentre accorrevano viaggiatori vecchi e nuovi
a spingere speranze e delusioni:
è inutile che chiedi,
qui solo posti in piedi...
Affacciato al finestrino della vita io
lì,
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Per molto tempo persa
mi sono rinnegata
non parlo più con me stessa.
Nell’ombra resto affranta
mi giro e mi sento accarezzata
persa ma adulata
da questa vita matta.
Piccoli gesti
piccoli respiri intrisi
solitudini celati
di giorni al
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I momenti finiscono,
recite che non trovano alcun
racconto,
si perdono nella filosofia dell’accontentarsi...
l’anima riposa in questa casa
fatta di pietre smussate con l’amore...
vive sono rimaste,
anche se i nostri corpi hanno perso
la
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Rubo un istante al tempo,
in ogni giorno e luogo di mia impronta,
lo tengo caro, completo la persona,
è un attimo privato, slegato e onesto;
appaiono sincere le immagini riflesse,
con esse mi travesto, non parlano del male,
dell’oscurità tanto
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| Pagu |
16/01/2018 18:10 | 1646 |
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 | Catene bianche
mi legano i polsi,
invischiati
in questo molle pomeriggio
sonnolento.
Non aspetto il momento di andare
perché stanca è la mia voce,
pesante la mia fronte.
Arenata.
Mi abbandono e mi lascio trasportare
a pelo d’acqua,
su
leggi

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Come quando
mi cingo la testa di alloro
e m’ improvviso regina del verbo
del verso e del verde.
Come quando
mi dondolo in limiti
che non riesco ad annegare,
eppure m’impegno solinga.
Di cielo e di stelle
di sole e di mare
di ieri e di
leggi
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Ho perso l’ultimo pezzo di cuore
l’ho sputato sull’asfalto
la gente non lo vede
e lo calpesta come il fango
ed era il mare.
Ho perso l’ultimo treno
l’ultima carrozza si è staccata
dal binario che portava all’infinito
ed era il mio veliero.
Ho
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Sono nato con un piccolo difetto
amo gli altri, più di me stesso
e poiché difficile è trovarne una ragione
vivo questa esperienza con caparbia decisione...
Mi metto a disposizione di altri
anche quando non son richiesti i miei servigi...
è più forte
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 | Avere vent’anni.
Corrono nel tempo senza sosta
taciti pensieri dentro me
spaziano senza limiti
portati dal vento.
Nell’osservare vedi in cielo
il volo d’un seme
mosso da una brezza leggera
e questo alimenta in me la voglia di evadere.
E’ una
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| Fugaci al vento dei cuori,
s’odono i respiri e l’affanni,
giammai complici.
Rubiamo l’ore i minuti e l’attimi,
perché nulla È, senza d’amor patire.
Estua
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| Ho camminato tanto
in riva al mare,
scegliendo con cura
le pietre da portare.
Ho conservato quelle
levigate dal sale,
vetri arrotondati
dove riflette il sole.
Ho scelto quelle strane,
quelle che nessuno vuol portare,
quelle che pesano
come
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| Tutti si affannano
a percuoterlo
scarico delle ombre
di qualsiasi rabbia;
aspetti quasi il momento
di piegare la tua vittima
al rituale di sottomissione
cui non può fuggire
e lui ti aiuta
a fuggire ancora
dalle tue repressioni
dalla tua
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Cerco un modo di dire
di capire io stesso per primo
e fare intendere agli altri
a colui che mi ascolta
quel che io ho vissuto,
ciò che gli occhi hanno visto
e nel profondo del cuore
ho provato e sentito.
La lentezza dell’elefante
la sua enorme
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 | Ricordami che non mi potrai cambiare,
ricordami di stare sereno
e di tornare al mare, quando posso
ricordami del volo dei gabbiani
e della tua veste al vento
ricordami dei tuoi capelli, delle tue mani
ricordami il mio pianto, a volte
leggi

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Ho visto dei piccioni
poggiati sul tetto di una casa.
Qualcuno si butta giù
in cerca di qualcosa
qualcuno rimane, nel sole.
Seduto al mio
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Con la tua testardaggine
sicuramente troverai la strada giusta dove approdare
quel lembo di terra capace di neutralizzare ogni pensiero
cattiverie amorevoli
avranno il loro punto di ritrovo ove apprendere quisquilie
talmente potenti da far
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Incapace è il suono delle parole
arrivare al cuore delle mani
Siamo gli uomini stanchi
di correre in una nota conosciuta
e solo inventata dal ricordo
dell’amore caduto, fuggito via
dai giorni buoni per una poesia
che si scrive sola, senza
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L’ardua impresa fu tenersi nel mezzo
all’estremo più distante sovrapposti pensieri
Orme leggere nel perimetro d’impronte più gravi
e il confine sfiorato – dirottati- verso approdi celeri e allegri
All’altro estremo attiguo il piede prossimo a
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32764 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 5731 al n° 5760.
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