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Le 32764 poesie in esclusiva dell'argomento "Introspezione"
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L’ardua impresa fu tenersi nel mezzo
all’estremo più distante sovrapposti pensieri
Orme leggere nel perimetro d’impronte più gravi
e il confine sfiorato – dirottati- verso approdi celeri e allegri
All’altro estremo attiguo il piede prossimo a
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Finirò di guardare il mondo
da questo balcone a strapiombo
sarà forse lontano giorno
o tra meno di un secondo
Avvolto da una vita
che sempre più m’attorciglia
osservo con blasfemi occhi
incastonati in rami di ciglia
Dove siamo finiti amici
in
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Dolori antichi che albeggiano
memoria, che tornano a farsi sentire
come volessero rivivere e morire, tornare,
cuori di pietra che non sanno più soffrire
Lo sguardo spento che si perde negli istanti
lontani veglia quegli attimi antichi che
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Quando s’intravede l’albero del ricordo
la memoria fa affiorare i pensieri
accantonati nella soffitta del tempo.
Immagini frammentate si ricompongono
come in un mosaico.
Allusioni materiali, al tranquillo scorrere
del tempo, alimentano desideri
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Forse non ci sarà più il tempo
di raccogliere il grano nel campo
o sorseggiare l’orzo quando è caldo
Sentire il caffè che gorgoglia sul fuoco
l’odore del pane tagliato di fresco
o il friggiolar delle uova nella padella
Quando al mattino apro la
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Angoli di buio, distratti da un’anima
che galleggia su piani di memoria,
cominciò così la mia vita...
Ora che molto ho visto
e altro ho vissuto
nel lento svolgere del tempo
vivo al centro del mio essere
uomo del presente
e rifuggo quegli angoli
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Giunto alla verità dei tanti giochi,
irti di trabocchetti, (è solo vita),
annuso l’aria a raccattare i pochi
nudi momenti di una storia antica,
nata e vissuta dentro a un labirinto,
in mezzo al quale, una stradina amica,
ben m’insegnava, e già
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I tuoi viaggi
deboli e lievi
risuonano
alla musica del mare
ti fai largo
fra le tempeste
aggrappandoti alle stelle
e alle conchiglie luminose
i tuoi versi riscaquano
quella sabbia vecchia e saggia
in cui abbandoniamo
lacrime e amori.
Ma
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Da bambino sognavo
mentre con la matita
sul banco tracciavo
linee senza senso
scavando un buco
come se fosse lì
il mio destino.
Il maestro urlava
e le sue mani erano tenaglie
sulle mie orecchie già a farfalla.
La domenica scappavo
dalle
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Vertigini,
quando la testa se ne va di qua e di là,
tocco il cielo con un dito
spicco il volo.
Distolgo il cuore per un po’.
Ansia, passione,
il tormento nell’anima
Il cuore scheggiato, ne perdo pezzetti,
scucito e ricucito
come i bottoni
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Ti ho amato
allo sguardo della sera
e camminato i tuoi passi
legati ai miei e al silenzio
che tra noi è sceso
come scende il silenzio gelido
dell’inverno angusto e freddo
Anche le stagioni della vita
scorrono nella corrente
di un tempo
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Giocatore occulto assedia,
strizza di disprezzo, influenza l’ alba .
L’arancio rossastro macchia e unge lingua.
Da dove arriva scortese?
Perché cammina questo tempo
accanendosi al levar del sole?
Giammai chiamato!
Giammai cercato questo
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Eccovi servito
su un piatto d’argento il contorno
e voi tutti a divorare
l’irrequieta dedizione al banchetto della vita
per quel senso costante
che segue il corso
e, confidando nel sollecito
per non sfiduciare, per non avvilire.
Soltanto per
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Sarò l’impeto dei tuoi pensieri
radicati e semplici in affanno
sarò l’alba e il tramonto
ove lievi i sensi dei tuoi inganni riposano.
Sarò io
anima confusa e gemella
nel naturale dissolversi dei giorni
lì sempre resterò inerme.
I vini
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Ho visto
i tuoi pensieri arruffati,
nascosti dal berretto
dell’apparenza.
Li hai legati e relegati
dove il sole stenta a battere.
Mi han detto che la pioggia,
è insistente, penetrante
e persuasiva,
fa nascere fiori
dove la terra cova,
teneri
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Ti perdi
nella sua danza racchiusa
ammaliatrice e chioccia
nel disegno dei suoi capelli
raccolti in una treccia finita
che raccoglie trecce infinite.
E scorri, le tue mani
senti le onde senza freno
rinnovano le cime
senza sforzi senza
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 | Mi hanno morso
le memorie
i sogni
le albe.
Ed io mi sono riempita
le stanze di oblio.
Ah tutte le cose che ho conosciuto...
non hanno mai potuto smuovere le arterie di giorni vivi.
Ho inghiottito certi fiumi di gesso
sepolti sotto onde
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 | Semplice profondo,
dubito generi solo silenzio.
Prude pendolare tra cielo e abisso.
Riga riempie volo
corsa libera cielo,
l’azzurro potente occhi
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Specchio d’un cièl sì scialbo son miei ócchi
che dentro i nùvoli arditi, i quai piàngono,
l’Anima or qui mi scrùtano. E se il fàr
del giorno non mi spaventa, e se il mesto
aspetto delle nebbie non mi duole,
i Sogni della Notte, però,
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Guardo il mare
è tutto un tormento
la mente scivola su bianche creste.
Onde feroci, intrecci confusi,
gocce salate sui visi
di chi il mare non teme.
Parla anche il vento
per chi sa ascoltare.
Sussurri segreti
tra il cielo un po’ basso
e
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Da tempo aspetto il mio momento
quando sarò io a vincere contro il tempo
che ora mi vede sempre più solo
ai confini del giorno.
Vorrei vincere almeno una volta soltanto
anche se la solitudine rema contro
nonostante i miei sforzi per restare a
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Di quale emozione sei figlio,
mentre tutto cade e si disintegra,
dentro un’alba piatta del fuori tempo.
Ogni giorno controllo le mie speranze,
le allevo come figli o come destinazioni,
anime dello stesso sangue, distinti e uniti.
Ripasso le tue
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| Pagu |
09/01/2018 06:32 | 3870 |
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Nei bassifondi
della Vita
incautamente s’attarda
innocente
delicata creatura
che rasentando della perdizione il confine
di
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Di cento cose scritte non ho più memoria
ora ho percezioni lente che avanzano graffiando l’aria
visioni fioche tra ritorti rami
all’ombra d’un dolore che al setaccio affiora
come fine ghiaia e posa cadendo sulla pietra smunta
ora la parola è un
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Come svanì fugace ormai ogni festa!
Quanto corre la Vita, e non si placa!
Quali timori sussurra la sera!...
Oh angoscia perenne!
Così, tàcito io sto a questa silente
steppa di nebbia e pioggerella; e guardo
l’orizzonte intristito dalle nuvole
che
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E’ questo sale
che mi dai da bere
giorno dopo giorno
mentre dimentico il cielo.
Rannicchiata
nel mio grigio d’albore
e di decadenza
non sono più capace
di creare mondi paralleli.
Nessuna discesa a mare,
solamente pochi gradini
per i miei
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 | C’è un sogno del silenzio
un mondo nel mondo
l’inconfessato margine
di ogni follia o pazza gioia
io vivo attraverso il passaggio
la veglia e la coscienza
io vivo in quel respiro
che non smette di cadere
appeso agli occhi chiusi
al silenzio delle
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 | E calpestai le pietre
che valicasti un giorno,
quando di gioventù
il tuo corpo parlava.
Fu un giorno un letto verde
quando fu allora amore,
e profumava d’erba
e melodie d’intorno.
Una strada in pianura
di ricchezza e di amori,
di grandi
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Dove sei, mia ultima rosa dell’Estate,
cui sovente il pensièr in Sogno volgo?
Dov’è il tuo freddo cèspite
che puro si conserva a’ Primavera?...
Dove le spine tue?...
Sei tu rimasta forse a udìr sì muta
la lamentèvole ode d’un cantore
errante per
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 | Di gioia pura
un tempo ero fatta.
Ancor non conoscevo
spine e sorridevano
i miei occhi.
Meravigliosa per me
era la vita
e correvo a perdifiato
in campi
di margherite
vestiti.
Giunse la notte
all’improvviso
e quel sorriso
si spense
come
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Qualsiasi paesaggio io sia
non cerco i viali delle grandi città
propensa ai sassolini dei villaggi
sconfino tra i sentieri più sperduti.
Ho anche perso, isolato smarrito
quel senso aggregante di sociale
indossando sempre più
una pelle al sapor di
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32764 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 5761 al n° 5790.
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