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Le 32767 poesie in esclusiva dell'argomento "Introspezione"
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Son frammenti di dolore,
sofferenze mai sopite.
Son ferite un dì dell’anima
nella soma trasformate.
Ma per te è patologia
all'esame di routine
quel che il cuore m'aggredisce
E fai ipotesi nefaste
nella tua lingua cattedrata
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Fuori da ogni schema... da rasentar disordine
Il pensiero mi sostiene geme l’anima... odi?
Stanca di parole carente di respiri e battiti
Questo muro freddo è baluardo
contro artifici e divampar d’incendi
Tremo dentro attese turbolente
mi areno in
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vorrei stringermi alle tue parole
che continuano a parlarmi
in un giardino segreto
custodito in un angolo
di pensieri clandestini
senza nubi e senza vento
m'agito dentro uno strano tormento
che si nutre di tua assenza
così
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 | Chiedilo alla luna
perché solo di notte il cuore fa pace con la mente
mentre le stelle illuminandosi una ad una
s’appressano come i pensieri nonostante io sia assente
La notte col suo fascino magico
spinge l’anima ad urlare
ammantata da un
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 | Ferma dentro fruscii di illusioni,
respirai- ancora- cifre d'aria malsana.
Riprendendomi la luce,
dalla mia voce triste, imparai ancora a stare in piedi
nei canti nascosti dentro i miei occhi.
Ritornai libera di lasciare tutti quegli scrosci poco
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| Ed io che d’infinito ognor mi nutro,
raccolgo all’alba gocce di rugiada
quali perle d’inestimabil prezzo,
ch’or bianche e or nere paion al mio sguardo.
Son lacrime di gioia e di dolore,
racchiuse nello scrigno mio dorato,
dove la mente mia
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A volte mi tormenta
di fronte ad un bivio
l'indecisione della scelta
e la fretta di arrivare.
A volte mi chiedo
quanto a lungo dovrò volare
un tempo tanto grande
quanto il rischio di precipitare.
A volte mi chiedo
in che punto
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questo sole
d'improvviso grigio
oscura quadri alle pareti
svanendo i colori
vola via
col vento della nostalgia
ogni cura e magia
che di tepore cinge
e assesta ogni malcapitato macigno
donandogli della piuma
leggiadria
sei andato
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Inconsolabile
resta il ramo, spoglio
d'autunno malato
accoglie, la prima neve
scrivo versi notturni
figli di un silenzio
illuminati dai lampioni
e qualche sparuta stella
si spegne la candela
piegata su se stessa
in un suo silenzio
lentamente
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Preziosi giorni e minuti
passano.
Non curano né dolore né affanno.
Occhi senza riposo, che
non riescono a possedere
la vasta trama
e distinguere gl'innumerevoli fili
impigliati tra loro.
Il meriggio è trincea delle ore
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Con la mia mente mi voglio allietare
senza timori di stare a sbagliare,
amo il disio che ho da pensare,
quel che mi garba lo lascio passare...
chiudo le porte alle interrogazioni
senza che faccian venirmi un complesso,
sempre obbedendo alle mie
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 | Dove sei seme dell'io vivo...
lasciato nel biancore di un tempo
senza tempo
ti cerco...
vivo nel cercare
quel che hai donato
nel tempo effimero
rubato alla corsa del vento
insinuato nel nostro abbraccio
che strappato ha
il mio petalo
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| Vorrei il mondo addosso,
vivere d'amore e di gioia,
senza che viver il mondo
in questo modo,
diventasse un paradosso.
Vorrei esser fiduciosa nel
futuro e nel prossimo,
senza provar delusioni,
per aver dato la mano
a chi vive d'egoismo,
come
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 | Forti le tue invocazioni
a crear tempeste,
finché impetuosi i venti
giungono e gli uragani.
E’ una lotta impari,
ma or che
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| Quando vado a sopire i tagli
mi dedico a morir soltanto
e intanto m'agito ed agisco
d'istinto primordiale come
il fiore estinto, cresce dentro
l'ombra ed esce dalla parete.
Dopo la parata della banda.
Io cado come pesce nella rete.
L'anima
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I momenti più veri,
sono quando ti scrivo.
Quando sento il tuo vento
e la tua lontana voce
io ti scrivo, io ti vivo
s'alza la polvere dei giorni
se ne va nell'aria
e ti vedo, limpida partire
sciogliere i tuoi nodi
le tue mani
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Aquile
che seguono il sole,
affannate,
pur sapendo di non avere bussole,
ma sperano
in un vento
che aiuti il loro moto
senza sosta,
assetato di vita.
Foglie
che cadono morte,
con il colore della resa,
ma splendono comunque
della luce
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All'inizio fu solo ricerca dentro me
nel mio cuore, nella mia mente.
Poi fu un ricordo, che indelebile
si posò sull'anima
a rendere tutto più semplice.
Sulle pareti del mio cammino
era raffigurato il tempo
quel tempo che sfuggevole
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 | Intreccio le reti dei miei naufragi
mentre ritorno nelle parole di vecchie strade.
E mi lascio fotografare il viso per non contrastare
la rivelazione finale della mia solitudine.
Io ho scelto di non avere volti nuovi.
Di rimanere distante dalle linee
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 | Sciabordio dell’onda in sordina
s’avvicenda al vocio di petulanti bagnanti
e cala un silenzio irreale.
Sarà il profumo del mare
che libera i sogni
sarà la pelle umida di sale
ma i ricordi corrono ...
galoppo di cavalli
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| Storie del tempo catturano emozioni,
turbinio d'un tramonto estivo
trasfigura volto di donna.
Si smorza la luce degli occhi,
s'affievoliscono i colori
quando pensieri
rincorrono irraggiungibili
chimere.
Gocce di gioia toccano l'anima,
urla
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| Sognare,
guardando le nuvole.
La breve ansietà sui fogli del cielo,
l'allegria di un merlo
fra alberi e soli immensi
divagare, sentire
è scritta lì la vita che non vedi
oltre ogni dove il tempo futuro sparire.
Vedo le mie
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È tutto chiuso in me:
l'attesa e lo sconforto
l'addio
Sono io il piano su cui si accendono baci
s'incendiano ricordi
rovi alimentati da pensieri
fiori di cactus
Sono io l'inverno e l'estate
le parole e il silenzio
il giorno
la luce
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Dal nulla mi si crea...
il mio sentito concetto,
scorre silente e sulfurea
a colmare anfore aspetto.
Vidi l’aurora frenare bagliori
in un clamore privo di colore,
distinsi una favola tra gli allori
di quel pianista nel suo fragore.
Scorre a
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Ti accorgi di essere gelosa
quando gli occhi planano su quei batuffoli
istantaneamente volgi lo sguardo altrove non vuoi soffrire
quella felicità è stata negata
mai più potrai viverla
il tuo io rifiuta non vuole affliggersi ancora
altri si
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Sono giorni senza vita,
una vita
che sembra dileguarsi,
dai tempi d'oro
che lentamente vagheggiano
nelle
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S’effonde
nell’aria
un voluttuoso sospiro.
Così
la terra bruciata dal sole
accoglie la vita
che dal cielo discende.
Come un campo
abbandonato e riarso
pregusto
dei sogni
il precipitare leggero.
Al mio richiamo
candide nuvole
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Stasera
la solita poesia
non ho altro da offrirvi
se non questi ignobili versi
la noia e la mia afasia.
Stasera
solite parole
rinfuse lettere già scritte
mentre stringo il niente
e appoggio le suole sulle nuvole.
Stasera
è una di
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Ogni volta che i miei passi tornano indietro
accartocciata nel fango geme una foglia
e un guizzo di luce scompare tra le nubi
Cade una stilla dal cielo e dai miei occhi
scivola e si perde - tra i ginocchi si perde -
e non trova la pozza... tremula
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Nel capitombolo, nel baratro d'un meschino
contributo doloroso, m'erodo il core
in centinaia di migliaia di particelle assai negative.
Do voce all'unisono del bruto reale,
per creare un'altra, futura esistenza.
Do fiato alle trombe
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E guardo verso il mare
dove cede l'azzurro
un silenzio d'acqua
che in me dimora
un altro sguardo
sfiora, nel ricordo
volo di gabbiani,
vele e bianche sfere
nelle notti di veglia
ogni cosa mi fu vera
ogni vita distante
la vissi in un
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32767 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 6181 al n° 6210.
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