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Le 32776 poesie in esclusiva dell'argomento "Introspezione"
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Peccato dei linguisti come me
è quello di conoscere il valore
soltanto di parola scritta o orale,
e non delle altre forme di linguaggio:
i gesti che rafforzano il messaggio,
i sorrisi che ad esso danno sale,
quegli occhi che vi aggiungono
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Cammino avvolto in uno scialle gitano,
estasi d'un cuore sul filo di un rasoio...
dove la follia e la ribellione litigano
squarciandosi la voce dentro notti senza sonno.
E bevo, in un duende infernale,
calici di vino amaro che non colmano la
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Quest'affanno
me lo sono appuntato sull'anima
ibernato come grigio stornello
nella prima pagina di un pentagramma
abitato da note slabbrate
Si stria l'aria nel suo lungo fare
mi scivola molle sulla pelle
una scheggia di scrittura
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Mi capita di essere triste
e fuori mostrarmi leggero
quella gaiezza fingendo
delle battute da giovane.
E' effetto del roder degli anni
che fanno
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E ora io odo: èsule un canto degli stormi,
e il cinguettàr dei rami, e dai dintorni
il ciel solleticàr dell’ale andanti
pe’ i nembi di adamanti.
E urlando con il cuore, io dico tàcito:
Addio! ròndine dal mio
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Respira piano, fratello!
ascolta la Sera.
Il vuoto ghiacciato dentro
e tra le mani quel fuoco chiaro
che non può bastare
Non piangi, e abbassi lo sguardo
-così accecante, la vita!-
Respira piano! Il cuore
frenetico, con il suo
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Vivo sotto ponti
di nuvole bianche,
so che sopra passa
la nuova felicità.
Mi siedo e non cammino
per paura di distrarmi,
so che molto presto
verrà la pioggia forte.
Io sarò investito
da un fiume di
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 | Inclini al contatto
avvampano
in visioni instabili
e si muovono
trozzando in gola
rimpianto e salvezza...
e com'erano
quei ricordi intrepidi
che si ergevano felici
sulle pianure intrise
di pestilenziali apatie
e dischiudono
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| Oh settembrina sera! E qui odo io i tuoi
primi ciel di tue òïdi: e ùrlano i buoi,
che nelle letàrgiche stalle dòrmono,
e che quietamente si prepàrano
all’ùltima fatìca per i campi;
e forse lungi
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| La fitta nebbia del mio non fare
si oppone inevitabilmente ai deboli raggi
di una voglia di vivere.
Sogno disarmato i modi che so possibili
di uno strano compromesso.
E guardo rassegnato
il fatale spegnersi
di luci variopinte ed
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Volgi lo sguardo altrove
e i pensieri al loro migrare
si disperdono come nuvole
Vorrei raccogliermi,
come l'acqua, nelle pozze dei giorni
ma questa poesia mi uccide - e rinasce -
ogni volta dalla terra,
dal silenzio che in sè
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L’inevitabile era successo,
l’anima aveva finalmente capitolato
alle insistenti pesanti richieste
del languido corpo.
L’istinto aveva appena prevalso
sulla ragione dello spirito,
l’essere era euforico,
almeno per quel surreale attimo,
per
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Cerco parole,
a formulare pensieri,
ancora oggi assenti
-come ieri-.
Lontano è il tempo
del cielo narratore,
del profumo ristoratore,
dell’inchino del fiore.
Della magia del vento.
La mente è piatta,
non c’è quel tumulto
ad animare il
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Stamane con il cielo
ho fissato un suggello
urlando il mio nome, con forza.
Per farlo sentire al mio io, spezzettato,
da pensieri terremotati
per ingiustizie e ferite.
Esisto, mi sfioro, mi guardo
in un riflesso sconosciuto,
sgualcito dalle
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A volte verrebbe proprio voglia di buttare via tutto
quando dai peso a quell’abbandono
che vibra senza lasciare scampo
sono solo attimi che spesso uccidono
lasciando segni indelebili
il domani lo sai sarà roseo
perché rovinare il
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La verità
è un segugio affamato...
Insonne cammino
rigurgita fiato.
Convenevoli anfratti
si rifugiano stanchi
e spigoli inerti
assillano e sfamano...
È uno spazio distorto
sospinto e contorto.
La verità
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Gocce di solitudine
sigillate in barattoli di vetro
Solo un fruscio serpeggia nella mente
mentre l’anima
incisa dai pensieri
stilla realtà minate
Cancellati i sogni, dissolte le speranze
anestetizzato ogni desiderio
vivere in un mondo
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D'un tratto mi tingo di broncio
lungo questo mio sentiero impervio,
brecciame spigoloso
sotto i miei piedi nudi.
Attendo arcobaleni di transito
mentre smarrisco l'essenziale
nello spasmo del particolare,
approssimativa alquanto.
Forse sono
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Guarda ipocrita spettatore
nulla è astratto
ho sparso l'anima
nella danza tribale.
Guarda il mio dolore
guarda le urla
non chiamarli schizzi.
È la mia anima
è la tua anima.
Ogni chilo di vernice
danza con la morte
nel mio
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Entrano da porte anguste
le ore spese a dimenticarti
come se il cuore non sapesse
più ricordare parole d'amore
conosciute con te in quel tempo
dove i fiori erano i tuoi occhi
da annusare e accarezzare
dove ogni parola sussurata
aveva un
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 | Un dolore muto
osserva Castore e Polluce,
senza invito la malinconia
si è presentata con il suo dono.
Nelle mani un cuore gonfio di cupezza,
due stelle si sorridono da sempre,
una è trascinata avvolta da illusione
un giorno
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Quando sorrido
e il mondo è il flauto dolce che risponde,
quando racconto, e il tempo resta una piega negli abbracci
quando poi fuggo
nei silenzi inascoltati, incompresi
- di quelle reti ricche in mare
poco resta.
Mi vieto viaggi, annullo ogni
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 | Quando tace il vento
e mormora l'onda
quando oltre il buio intenso
il mio sguardo affonda
lo scintillar degli astri
nell'infinito spazio
rimbomba nelle vene,
mi obbliga al silenzio
Il viver quotidiano
le ansie, le paure
si spengono un
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Guardiano di stelle,
pensi a suoi riccioli d’oro
sospiri osservando
l’immensa galassia.
Ascolti il cigolio
delle ruote di un carro,
copri di foglie
d’amori sognati,
i capelli dorati
col turbinio del vento;
Venere brilla e ti
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Ogni volta
dopo la luna
è un altro sé,
una storia capovolta,
vago spettro subliminale
sugli altri
complici nell'alterità,
cava ombra carnale
di un'altra verità;
parentetico prospetto
sul limitare
di una simbiosi
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Permane quel desiderio
uovo di Pasqua andato a male
non si dà per vinto
alberi si snodano
salici piangenti
fanno il loro effetto
tutto si colora inutilmente
passi felpati
onde niente sciupare
è grande l’orizzonte
là dove il respiro si è
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Così,
al passar del tempo,
anche i sogni si stancano
e come la vita, ci tradiscono.
La fantasia appassisce
e vola più bassa,
radente al suolo,
là dove le cose muoiono
e più non si vedono,
sotto questo
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M’appresso visitar solingo,
chi
luce non vedrà più mai,
vago angosciato,
affondo pensieroso il passo fiacco
nelle strette vie
tra poggioli lisi da perenne piogge
e scolorito sole.
Svolazzano arcobaleni
di lenzuola profumate,
addietro mi
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Soffrir d’un desio strano,
perverso cuore... oggi, tu
proponi un tempo assai passato
ove ringhiavano emozioni.
Quanto ne la miseria
s’era felici... e oggi
nell’agiatezza piango
e trucco di belletto
il grigio d’una vita
alla rinfusa
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Gli ùltimi àttimi, è il cielo di settembre,
della perduta Estate! E or regna Autunno,
la peste che distrugge; è un'orma di Unno.
Per le campagne io contemplo che càdono
i primi ossami delle foglie gialle,
e dalle
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Non sono angeli
le ombre
in una notte fumosa,
un tuono,
annuncia tempesta,
il vento trascina
il figlio di una vita defunta.
Nel mare agitato
le onde son lava
tormentano il sonno
con sinistro presagio
una piccola barca
cerca
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32776 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 8011 al n° 8040.
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