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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
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Le 32780 poesie in esclusiva dell'argomento "Introspezione"
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Ho dimenticato troppe poesie
che camminavano per strada
aspettavano d’essere scritte
e sporcate in tante parole
nemmeno tanto recitate
C’erano attimi d’amore
mai compreso
strappato e ricucito
come il bianco
di una corsia d’ospedale
E c’erano
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intarsi di damasco
troppi pensieri appesi al cielo
un lenzuolo turchino
pugnalato da lucenti lame
ricordi riposti
in cassetti alla naftalina
bisbigliano emozioni
sul volto della luna
decoupage di stelle
decorano sguardi nomadi
speranze in
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E basterebbe aprirla senza avviso
forzando mente e cuore col coraggio
di chi andando cieco all’arrembaggio
si sveglia con un grido all’improvviso
sgomento e col presentimento intriso
si adagia pur scoprendosi un ostaggio
del tempo paludato da
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Arriva
Senza chiedermi
permesso alcuno
questa sottile distrazione,
come polvere
a passare
sotto l'uscio
d'una porta.
Non vorrei
abbandonarmi
all'assordante oblio,
che in catene mi
riporta al sordido
richiamo dei sensi
e non
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 | C'è un posto
disperso nella notte
dove ritrovo me stesso
e sono luce, acqua e tramonto
C'è un posto
o forse una fessura
dove infilo l'occhio
e non ho paura
dove tutto è possibile
ed io sono invisibile
sono ombra che
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| Un richiamo oltre il muro
infinito e sconosciuto
proprio ora
che non posso più toccarti
nemmeno gli occhi
e le formiche e le stelle
passano insieme
sfiorano la mente
Tutta la musica del mondo
è geometria più
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| Un biglietto per la luna
sola andata
pochi spiccioli di tempo
tenga il resto
vile il mio pensare frena
e si rilancia
altalena cigolante
ma l'agire mai lo segue.
Già m'invita
una maniglia luccicante
"cerca qui non v'è altro
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 | Strano il mio fantastico cammino
che svirgola nei sogni del mattino
lasciati dietro i vetri di una porta
e il resto poco vale e poco importa.
Strane nei miei occhi queste notti
con le tue corse al vento che scimmiotti
credendoti tra l'altro
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Non aprite quella porta
che di sogni è ben fornita!
Li ho rubati dalla vita
cento notti e mille ancora
mille e cento fino ad ora
li raccolgo ogni mattino
dal mio caldo bianco lino
e li celo interiormente
nel gran parco della mente.
Non
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Ruota
obbediente
il Mondo
attorno all'Uomo
come fosse il suo centro ideale.
Stella polare
di mondi senza fine
arbitro
del proprio destino
ed erede del tutto
o
patetica vittima
di un inganno meccanico
posto in essere
dai suoi passi
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 | Furono tante le barchette di carta colorata,
gli alberi delle favole
e i ninnoli che scendevano dai fili d'oro al soffitto,
insieme alla neve bianca di Natale.
Gli occhi pungevano lacrime di gioia
fra i canti che scaldavano i sogni
al fuoco del
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Bevo in palmo di mano desideri
nascosti in sogni scomposti, catturo
istanti di notti silenti, colmandole
di dolci note, in melodie nascenti.
Cammino lungo fianchi scoscesi di
pensieri sospesi, rimasti incagliati
su orli di realtà
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Pensiero
chiuso nella mestizia dell’io
viaggia nella nebbia
e vento impetuoso,
vaga all'ombra del muto silenzio
seguendo da lungi
porta dei sogni.
Buio della notte luna nasconde
dietro muraglia di plumbee nubi,
ma, stelle amiche e
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Paradossale o da metropolitana storia,
sei negli occhi di una volpe,
nelle gesta d'una faina.
Sei bricconcella negli atti d'un fanciullo,
sei pur contrariamente molteplice
e da sgomento, nelle pupille vezzose,
(squinternate di malvagia
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Troppi passi d’intorno
- danze o preludio di voli -
m’escludono
Scrive sulla mia pelle il sole
io sono altrove a specchiarmi
nella pozza di pioggia ai miei piedi
Troppe gonne l’aria solleva
e gambe muove che le rallegrano
Ho visione delle tue
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E’ colorata in rosso giallo e nero
più piccola non c’è ma t’apre il cielo
e ti conduce nel suo mondo acceso
dai sogni del tuo tempo te compreso.
Minuscola ti apre un regno immenso
pulsante di segreti in ogni senso
miracoli legati
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 | Una storia d'amore
non è mai una qualunque
una storia d'amore
mai è uguale ad un'altra
ne' la porta dei sogni
sfocia sempre all'uscita.
Una storia d'amore
può parlare se ha cuore
se di notte riempie con le stille il
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Seppur sì glauco quel mio sguardo intento,
sì lungi arriva e cotanto mira...
cos'è che sprona, cos'è che ispira
na' sonnolenta, bighellona mente?
Nebuloso divien ciò che mi circonda
allorquando entro in onirico
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| Vivì |
23/04/2016 11:04| 1749|  |
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Se cambio la mia vita la cambio adesso
non voglio più sentire vuote lagnanze
e sparute parvenze di alterne speranze.
Muto e insipiente è il volver del tempo
in questa vita avulsa e simulata
ove identica è alternanza e pallida la
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 | E non fu vento a varcare l’azzurro
di un sogno
a carpire il cuore ad un fulgido tramonto
a destare i miei occhi
nei vividi colori d’un miraggio.
Un fremito percorre l’anima
nella nostalgia di giorni sfocati
in rituali dimenticati
ma la
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Sagoma in controluce
sola, tra tante, distinguo.
Fissa in movimento
par che si muova,
par che si fermi:
le tante pian piano si spengono,
inghiottite da miasmi di realtà;
alcuna si arresta, fa per tornare indietro
e, scuotendo la testa, si
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Avevo deposto il mio cuore
dentro un'urna di ghiaccio senza
guardare tramonti e albe di sole.
Avevo gettato le chiavi in un
luogo segreto, e più non vedevo
lo scorrere delle stagioni.
Come tronco di albero che non
metteva germogli,
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Il giorno mi corre incontro
ed io scappo per sentieri sconosciuti
passando
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 | Ruberò un tramonto una di queste sere
e lo lancerò nel vento oltre le frontiere
al di là d’ogni vera sensazione di vita
a sconfinare dentro l’irrealtà infinita
non aspetterò che giunga buio tenebroso
aprirò
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 | Aprila e sogna
ascolta i cieli pronti al sovvenire
e mandami la notte per scoprire
i voli e le tue ali incastonate
tra il trillo del mattino e le sue fate.
Aprila e osa
saltare dalle nuvole a cappella
sui prati mascherati e la tua stella
che
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Ehi... sono il sogno
rammenti?
Quello che hai smarrito
lungo la via
per la fretta dell'insulso vivere.
Aspetta... fermati un istante
ho tanto da offrirti.
No, non sono un mercante di fiera
non vendo quisquilie, ricchezze
né altro
ma
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I sogni sono il pane quotidiano
e non mi sembra strano
che portino un po’ di incontinenza
legata all’ingerenza
che fa notare come l’illusione
sia il feto dedicato alla ragione.
I sogni sono vivi e distaccati
e qualche volta odiati
nascosti nel
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Quest’attimo che passa è aria
che sento respiro vivo
annuso tocco
- visibile ed invisibile -
dove lascio il contagio
d’una carezza
e nel vuoto verso
nuove sensazioni
Una foglia chiede venia al tempo,
gela nel divenire delle stagioni
il
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Ancòr morbosa, e alfìn, la mia ansia è giunta,
la malattia di un tossìr che mi è sèmplice
Tempo di ritmo cadenzato e oscuro
per una Notte che sovviene lenta, e
che più lenta trascorre,
e va via.
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In quest’ora di isole strane
dove nessuno mi attende
condivido placando il torace strappato
riavvolta nei gesti precisi
tra i germogli dubbiosi, paure infantili.
Dove tu sei l’oro ed io solo pensiero
amaro domani.
Mi sporgo su un cielo
che
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E’ tardi ormai per creare
ubriachi gli occhi cercano riposo
dispiace non appollaiarsi
onde innalzare il canto
frutto di un giorno speciale
aspettando l’angelo
vettovaglie stanno a guardare
soffocano in quel bitume
occhiolino non
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32780 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 8761 al n° 8790.
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