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♦ Pierfrancesco Roberti | |
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Le 32780 poesie in esclusiva dell'argomento "Introspezione"
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E’ tardi ormai per creare
ubriachi gli occhi cercano riposo
dispiace non appollaiarsi
onde innalzare il canto
frutto di un giorno speciale
aspettando l’angelo
vettovaglie stanno a guardare
soffocano in quel bitume
occhiolino non
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Si schiude il fiore
e mostra il nobile inganno
...tutto è menzogna e violenza...
come chi arresosi canta la propria
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Fiorenti valli
ch’incoronate il mio fuggito sogno
disperdetevi in Amore
che seppur sia di spada perito
con forza mi trafigga
D’aulenti fiori
coronate il mio indomito Io
ché benefizio ne tragga
anco in penose miserie
che struggono l’avido
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Chi non conosce tristezza
non conosce felicità,
solo latta,
venduta come fosse oro
ed indossata come gioiello.
Chi non ha visto tempeste,
uragani,
guerre,
non gioirà mai vedendo natura sgorgare
dai crateri delle granate,
e vita
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Sempre di notte il sole sorge
tra le note del blues e i silenzi,
scolorano i falò dentro un cerchio
dove posano le fatiche del dì
E’ luce che gli occhi disorienta...
l’anima, uno zaffiro, risplende
Le albe nascenti nel buio d’una
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cristalli d’acqua
trafiggono lingue di vulcano
silenzi cupi
stroncati da parole a catena
raccolgo sprazzi d’euforia
su corolle di calendule
brillano pensieri
rubati all’inferno
ho imparato a pregare
senza stare in ginocchio
davanti ad un
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 | Ci sono momenti che...
Avvolto nella carta stagnola
divento un bacio di cioccolata.
Mi immergo nella crema di mandorla
e nuoto nel succo di ciliegie.
Dentro di me un pianoforte suona una dolce musica.
Vado indietro nel tempo restando ancorato al
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| Sopraffatto
dai colpi spietati dell’Entropia
recedo
stremato
verso le radici profonde
del mio essere.
Possente
come un tronco millenario
trasmuto in linfa vitale
il limo di morte
di infinite forme dimenticate.
Avverto
attorno a me
la
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 | Andavo lungo il viale specchiato.
Dietro di me annegava in una pozzanghera
il rosso fuoco di un amore negato
Sotto l'ombrello rosso nascondevo la delusione
Le lacrime chiuse in gola si spandevano
in ragnatele di nebbia avvolgente
Alberi
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 | Lascio l’entrar de’ sogni
avvolger l’anima, i bisogni
rientrano nel cuore ad uno ad uno
e del parlar indarno rimane voce
al piccolo albero sospeso
al verbo della luce.
Apro la porta de gli occhi
luce di sole al cielo intatto
sia de’ suoi
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 | Assaporo questa notte d'aprile
dopo il giorno di tiepido sole
non c'è luna in cielo brillante
le peonie vanno a sbocciare.
Da una rosa si leva il bocciolo
preparandosi per il mattino
a diffondere all'aria il profumo
concertando con il
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Fuori
dentro
in bilico
tra i sentieri impervi
che custodisce l'anima
per non vederli calpestati
come sogni di latta
Tra le pianure
che non deludono
perché nulla celano
tra spazio
e tempo
infiniti
solo un mantra
che
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 | Quand tout dort
et que l'oubli
semble planer
sur tous les êtres
et que le son mélancolique
de l'horloge
me compte
impitoyablement
à quelle heure
je suis de ma vie...
qu'elle est grave et solennelle
cette voix
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Non attendo
più il sole
a rischiarar l'anima in pena
né il rosa
delle nubi appena giorno.
Odo arrivare
i suoni del mattino
ma non armonico
mi pare il risveglio.
Intanto...
la notte scivola via
e le figure delle
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accartocciata l'anima
il corpo si arrende e tutto
diventa facile
difficile è capire perchè
la vita non si ferma
la giostra gira sempre
insospettati frammenti di luce
accecano il buio
diradano le tenebre
per poi coprire con un velo
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C’è questo mio cercarmi inutilmente
questa non voglia di essere nell’aria
o nelle cose di sempre, mai come ora
vorrei sedere accanto al fiume e non vederlo andare
così, come si guarda senza gli occhi della mente
lo spazio creato
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Se il mio infinito a quel mare somiglia
vagamente, dove “ il naufragar m’è dolce “,
non saprò mai... mentre m’asfissia talvolta
il colle verdeggiante, ad ogni moto dell’anima
- quasi fosse un dirupo -
Triste il mento guarda il
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Del fascino più antico spontanea è l'attrazione,
vola libero l'amore quando il mondo crea magia,
eppur sembra assai strano per un uomo qual io sono,
così piccolo e legato a tanti vincoli e sotterfugi.
Infinito m'appare il
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| Pagu |
19/04/2016 13:44 | 1801 |
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Mi avvicino al cielo
come un uccello senza piume
come un poliedro senza sfaccettature
E come posso sciogliere il nodo
che mi lega alla desinenza
ai colori di quest'alba
senza ragione e appartenenza
Vivo
perché vivere mi è
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L'istinto è quello,
bestiale,
nulla da fare
rosse scarlatte, luci ad insinuare
la mente, dai fiori d'arancio
a quelli d'arancio.
Ora, sembrano doglie represse
ora, son solo voglie,
sceglie, comunque,
distante dal cuore e poi,
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Ho bocca per tutti
e cuore per uno
se essere respiro
è umile dovere
ma il piacere
è di novità sapore
al confine
glabro d'ossigeno...
vuoi mettere il sottile
indicibile calore
di chi colora l'anima di porpora
e
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Parla il silenzio
quando l’anima cade dentro un precipizio
ed affolla la mente come un popolo
che si disperde dentro una piazza.
Urla il silenzio
scava solchi profondi in fondo al cuore
mentre il dolore si perde
dentro i perché.
Ti abbraccia
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E sentire, nell'inclinazione della luce,
amorfe sillabe di nubi, movimenti
di quel dolore,
arcana radice, infinita,
d'esistenza.
Soli, in questo spazio,
legati, di gravità vane,
figli di un'altra terra, noi
segni di un'altra
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Stetti ad ascoltare,
ogni rumore faceva tremare il cuore
e feroce assaliva i miei sentimenti,
tumulti dell’anima.
Io pendolai stranito,
dentro e fuori, fuori e dentro oscillavo,
avanti e indietro, osservando i mutamenti,
sorriso e
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L'ego si divide
da una parte vacuità e nerezza
dall'altra un'orgia di colori
si riflette danzando nello specchio
metà volto nella luce
metà coperto dall'ombra
ed il mio cuore
è nello stesso stato
come una luna
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| Sabyr |
18/04/2016 16:26 | 963 |
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Scovo un batterio ostinato
nella metastasi giornaliera
sono medico della mia depressione
coi calcagni stringo
quasi cavalcassi una nuvola
la città è ignara
che la pioggia sta aspettando
io da un hotel
vedo il lume assopirsi
sorrisi
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Son qui
e aspetto anima mia
fra brulle terre
e pensieri sognati
addormenta il mio sgomento
e lascia libera la via.
E se per te
rinasco poesia che sia eco
di letizia e d'albe nuove
e di viali rosati dal sole.
E che resti del buio
solo un
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E' lieve la notte,
quando spegne il tumultuoso travaglio dell'Io
nel suo peregrinaggio verso se stesso.
Le lotte,
lungo i suoi labirinti di lacrime smarrite,
di cose perdute e ritrovate,
di ricordi mai spenti...
E l'anima spogliandosi, adagio,
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Hai fretta di correre via
e dare ad altri il tempo
clessidra sempre piena di utopia
e barca a vela controvento.
Negl'occhi, tempeste di mare
ma lupi poi, non si diventa
si cerca di non naufragare
in questa vita che a volte spaventa.
Alza il
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Parole estorte
dal ricatto perbenista
della gentilezza astratta,
come morte
da una mente nichilista
spirano
con volontà coatta;
e fu cattivo dopo
il silenzio cerebrale,
quello del gesto abrogativo
che ribalta all'uopo
l'uomo in
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Perché non riuscire a dare la precedenza
a quel vincolo che seppur distante
riesce ad entrare nei pori ad oltranza
brucia la carne
un falò unico
talmente importante da rabbrividire
sconcerto per quell’intoppo
dispiacere si adagia su quella
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32780 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 8791 al n° 8820.
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