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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
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Le 32784 poesie in esclusiva dell'argomento "Introspezione"
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 | Tarda, la paura del giorno
in questa lunga notte,
e sento, il dilatarsi dei muri
e un cielo, azzurro
che mi cade addosso
unico rimorso, è il sogno dei gerani
sole cocente, di ieri
e ora,
labbra socchiuse m'ignorano a sera
e mi
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 | Quante parole nei tuoi passi
ove schiumosa
l'onda s'adagiava
sotto un perlaceo cielo
il vivere nel tuo candore.
T'avrei voluto così
spensierata,
e t'incontravo nella tua corsa
come le nostre parole,
le nostre promesse.
T'avrei
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Mi ritrovavo
a combattere fra le righe
distruggendo quei pochi sogni
che il cielo mi aveva lasciato
Piano piano
come una piccola goccia
che erode lentamente la carne
ed il respiro della terra
Rugiada di sangue
l'alba svanita in uno
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Breve è il giorno, mentre a guardare
m'accingo queste mani su cui
il tempo ha lasciato la sua impronta.
La mia anima è là
impigliata su quel filo teso
tra l'inumano irreale ed il tempo dei sogni.
Entrambi sono stati duri
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 | Non conterò più
i giorni della mia vita:
starò in attesa
dello scrutar d’anima
sul mio cuore,
non passerò più
gl’istanti a venire
a misurare il tempo,
perché l’anima
aspira sempre alla
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| Le parole nelle parole
ti camminano accanto
ti prendono per mano
sperando abbia un destino
il tempo contato che vivono
in attesa di una promessa
o un sorriso anche solo negato
Ed è silenzio nei silenzi
delle passioni cadute
sono poesie
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 | Pesa l’attesa dell’ignoto
in altalena tra i pensieri
e l’ozio che ti spinge
alla deriva, in egual
misura pesa,
l’anima deserta,
un campo saccheggiato,
senza un ramo fiorito
o una foglia,
pare morta
ma respira
dietro i tramonti
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 | Gomitoli d’ira le mie speranze
rincorse tra le nebbie sottili
nei muschi a riposo di castagni spogliati.
Attraverso una cruna di un giorno comune,
dove tamburella un piccolo picchio
sul larice, all’ombra del pascolo oscuro:
è lì che muoiono
nelle
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ho attraversato foreste di roghi
ad occhi chiusi
trattenendo il fiato
ritrovandomi di lacrime
e crepe
sotto falsi sorrisi
mentre il Tempo correva
e a coprire il mio fianco
un solo compagno
deforme
che uccido ogni giorno
dentro gabbie di
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Decidono certe volte
di prendere il sopravvento,
contaminano l’attesa delle cose belle
o l’osservazione degli alberi ingialliti.
Capita quasi che io sparisca
per lasciar loro lo spazio che occupavo,
velocemente fluiscono erodendo,
scalzano la
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Crine di cavallo
artigli smussati
scivolano su corde di fieno
parlando di melodie
suoni da muovere
amanti impauriti
emozioni immobili da tempo
evocando lacrime
di passioni rare nel dare
presenti nel togliere
purificando momenti
già
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Ombra dell’ombre, regina, oh tu, Notte;
ombre dell’ombre regina, oh tu! È un Sogno!
E la civetta l’udito mio ascolta,
che si lamenta in canti funerari,
e l’ululato del lupo del bosco
che il mio animo impietrisce in tanta angoscia,
donde io
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Non vedo l'orizzonte oltre le scarpe
che squadra il mio cielo di memorie.
Parlo con le cose senza idee
cammino nel buio di candela
e cerco immagini di mondo
fra colori impossibili di vita.
Ascolto il rumore di me stessa
che raccoglie acque e
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Ogni anno
in questo mese
dove si ricordano Santi e Morti
tu te ne vai ancora
se non fosse per quella lacrima
che ancora ti cerca
sembreresti morto davvero
e non comprendo
il perché di quel sogno
dove t'aspetto e dove tu
da troppo
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Il mio essere
ostrica e perla
il dorso incollato alla roccia
lo schiaffo delle onde
e le ginocchia raccolte
a proteggere il viso.
All’ unisono
il lamento e il canto
la carezza e l’urlo del cuore.
Ruvida poesia
vivere e morire
quanto
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Astri raminghi stanotte e
Si dispera l'oscuro
senza le sue stelle:
desiderare è
soffrire l'assenza.
Sei emerso dal mare
e con te sorge ciò
che non ho vissuto
La tua voce come
un canto di sirene e
Immagino già:
Mi
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Era una notte di neve
di quelle che non possono aver altro colore
perché c'è solo il bianco e c'è solo il silenzio
a scolorir le ore.
Ed io da dietro i vetri
li vidi come un sogno, come un'illusione
i carri dei circensi
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Lento scorrere di passi
sopra un cuore devastato,
non più lacrime che sfiorano il viso
né dolore scoppiettante in petto.
Solo sospiri muti...
e il giorno si fa
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 | Sconvolto da stabilità
irradio
vitale energia letale,
equilibrio precario
di nucleari effusioni
in sospeso collasso.
Resiliente
in immobile moto infinito
nutro entropia.
Esaurito l'alimento,
all'acme del caos
di metamorfica
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| DaviD |
01/11/2015 09:13 | 3943 |
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Snodarmi, se riesco
così che non si spenga
il mio cielo.
È un’anima dolce la mia.
Accoglierò le carezze del
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Cigolanti pensieri
nella mente rarefatta
fluttuano lasciando cadere
un ricordo di te.
Incatenata
per un lungo istante
ad un funesto e ombroso fato
avverto ora un freddo di niente
e un gelo di paura.
Sulla schiena
mi scivola un brivido
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Quando il raggio della luna morente
penetra il freddo marmo del sepolcro,
sia per tacito e voglioso disgusto
l'abbandono dell'anima ridesta.
Di sanguisughe nutrito il chiarore
e sanguigno il vortice della pena;
l'incubo lancinante si
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Del resto non ti offro niente
tranne il mio orecchio
che è pieno di scritture
vedi:
per poco invisibile amore
di
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 | Come le foglie in autunno
sbattute qua e là dal vento
sollevate a volte, imprigionate altre
così sono io, così mi sento...
Come dentro a un mulinello
che non si ferma mai
giro, giro, senza meta, e il mondo
mi appare più
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Cenere d'ombra
spalma malessere,
infido morso
di compatta agonia
Abiura il respiro
in umbratile refolo
nell'esangue battito
d'eupnoico sibilo
Morde dentro
papille scadute
d'inappetenti labbra
incolori, insapori
E più non so
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nascono nel tempo della noia
chiacchiere ai quattro venti
senza gioia
risplendono di ori come le
foglie d'autunno
e come esse cadono
pensieri vuoti
turbano le menti
nascono dal niente
nel nulla spariscono
all'alba dei desideri
si
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E' musica del tempo andato
che ora ascolto pensando a te.
Nell'ombra del cuore
in silenzio l'avevo lasciata
con i rimpianti dentro di me.
E' musica dolce di un tempo bambino
la sinfonia dei ricordi che sento.
Tra la malinconia del primo
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Il futuro mancato ti guarda dai tetti
tra camini spenti e parole perse
nel coraggio diluito e stanco
d’inseguire Quixote e il suo ronzino
Tra i rami ormai nudi e foglie a terra
sento la canzone dell’Autunno
finire dietro l’ angolo delle vie
fatte
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Spazio aperto da acuti angoli, vie umide
di rugiada mattutina, sdrucciolevoli,
come convulsi pensieri anneriti – apatia –
da incomprensibile fuliggine, intanto
timido sole s’affaccia, sul mio mondo.
Una nenia interiore m’accompagna, come
poetico
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di ghiaccio
questo pensiero solitario
che perfora e trafigge
peggio d'un pugnale
sventrati i concetti
precipita la notte
sui viali smarriti della mente
mentre oscuro vaticinio
predice rovina
e dei giorni
rimane solo il peso
trascinato da
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La carta rigida e macchiata
da immagini consunte,
è vela di ricordi restituiti alla notte
sussurri lenti di un andare indolente;
in assenza di vento,
aleggiano spezzoni di sequenza finale:
crepuscolari inganni per giardini promessi;
son
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32784 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 9721 al n° 9750.
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