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Le 5110 poesie in esclusiva dell'argomento "Morte"
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 | In una atmosfera tempestosa
in un giorno di ordinaria routine
la realtà affonda le sue radici
fin negli Inferi
Lei è lì
sotto il Ponte
ad aspettare
ad
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Non passate di qui
se non volete sentire
il vento della notte
che gela il sangue
La strada è deserta
e solo qualche anima
è rimasta ad aspettare
il gioco delle ombre
Non disturbate la sera
con i vostri fuochi
perché la tenebra vive
oltre le
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Ora che sono malato
ho la morte qui al mio fianco
la nera Signora vestita di lutto
mi accarezza e vela ogni cosa
Ora che i giorni sono al tramonto
il sole è stanco di brillare
e la notte con le sue ombre lunghe
non mi vuol lasciare andare
“Io
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Morirò all’improvviso
senza il tempo di un addio
respirerò il tramonto
e poi guarderò le stelle
Il soffitto nero
della mia stanza vuota
non sentirà l’oblio del silenzio
e il petto batterà dolore
Morirò in un giorno
con la maledizione sulle
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 | Sradicato ai congiunti
e alla natia terra,
posto nella valle silente
con inaudita violenza,
immolato martirio di sofferenza,
approda sull’ara innocente.
Gelido giaci, avvolto nel sudario
intriso di rosse lacrime e preghiere,
un pianto fa eco
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Lampi oscuri e poi tenebre:
i brividi a vent’anni quando eventi
efferati sfrattarono gli effluvi
da immacolate menti.
Gli sguardi raggelati, rifulgente
sulla pelle il sudore
e lo stupore nei pigli approdati
allo sfascio ferente.
A denti
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Parte di me,
più non sarà visibile
a nessuno.
Neppure ai figli miei.
Tienila stretta madre,
ovunque sia finito
il tuo viaggio.
Tienila stretta questa parte,
ché dal tuo abbraccio,
forse,
mi ritornerà più viva,
anche,
se non sarà
visibile a
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Nessuno più mi conosce
ma questa città sarà la mia tomba
e qualche ombra
si accorgerà del silenzio
Vasti spazi sulla strada
si chiuderanno senza un saluto
e le foglie cadranno
quando l’autunno batterà l’ora
Della morte imminente
di tutte le
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Se lo porta via
la scopa spietata
ultimo giorno di gloria
e poi svanire per sempre
solo la foto più bella
a ricordare una vita
un senso di eterno
di nuovo sparito
per l’estremo saluto
si sono riuniti
si guardan attenti
nel ricordo sbiadito
e
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Un fiume fertile,
a volte secco,
a volte in piena,
sei stata.
Un fiume vitale,
dove tutti scorrevamo.
E senza accorgercene,
siamo
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e, improvvisamente tu,
apparisti come gazzella in savana,
gabbiano tra le onde del mare,
libellula tra i prati in fiore, e
improvvisamente tu,
ti innamorasti di me facendomi divenire
il tuo peluche, il tuo zerbino, il tuo sogno futuro,
ed io
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Mi parli dalla penombra,
sempre vigile,
attendendo dietro l’invisibile ristoro.
Sei là, dal pulpito della luce,
effondi il silenzio acuto
che pervade l’anima.
Eppure non sento che il bisbiglio sonnolento,
la parola che si trascina
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Ti ricordo
fra le nubi di un giorno
mentre la pioggia piangeva
piano come foglia d’autunno
Ti ripenso
quando le stelle morivano
e restavamo in silenzio
per non disturbare la notte
Nessuna parola
è stata dimenticata
e forse il tramonto è più
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Nuvole nere sopra il mondo
un forte temporale sta arrivando
tuoni e lampi sta portando
e la paura invade fino in fondo
Nessuno lo potrà fermare
la pace dell’anima è finita
affannosa ricerca nella vita
di qualcosa che ci può salvare
Niente ci
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Era il tempo della pioggia
e le nuvole scure
nascondevano uno sguardo
sulla sera già finita
Fra le stelle sbiadite
che dipingevano un velo
di tristezza
per le cose che non tornano
Per i gesti mai fatti
e per le parole mai dette
perché
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Prenditi
tutto il tempo che vuoi
e poi vola via
con le tue ali di farfalla
La stanza è già bianca
di lenzuola pulite
e il mattino è stanco
di soffrire nella pioggia
Riposati
e soffia via il dolore
fra i colori sbiaditi
dell’ultimo
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Non credo in niente
ed il mattino è solo luce
che porta dolore
fra le promesse del giorno
Non sento nulla
che non sia la mia pelle
dove il vento soffia
le nuvole del tramonto
E solo la notte
chiuderà questo sguardo
con le stelle del
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Per un momento il tempo si fermò
e, in quell’intervallo
il ballo della memoria
diventò eco, riecheggiando
nell’intreccio del
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Tienimi con te
oltre le colline c’è il dolore
nei campi di morte
dove l’erba non ha un nome
Pronuncia le parole
che servono per accarezzare
e strappa l’anima
ancora vicina al cuore
In questo petto
batterà l’ultimo tramonto
e non ci sarà
un
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Tu ardito ponte,
che congiungevi ad arte
nella città, del rio le sponde
col tuo mirabile artefatto
ed al cielo univi e al fato
le innumerevoli facce
di miriadi e miriadi
di automobilisti attenti, contenti
di percorrere così in fretta
le tue alte
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Per tutta la notte
sentirò la goccia che scende
lentamente
come il destino del mondo
Per tutte le ore
intrise di buio e timore
avrò gli occhi aperti
contando le nuvole nere
Qui dove un soffitto scuro
incombe tetro
e denso delle mie
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È già finita
e non mi sono accorto
che scendeva la sera
ed il sole svaniva
C’è già la luna
che accarezza i miei segreti
e nasconde le ombre
della notte che incombe
È tempo di chiudere
gli occhi per un lungo sonno
e nessuna aurora
mi può
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Sarebbe stato bello
alzarsi
e poter respirare la luce
del mattino
Quando la terra
ha ancora ricordo della notte
appena abbandonata
dalle ultime stelle
Sarebbe stato diverso
comprenderti
e averti accanto per più anni
anche nelle sere
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 | Sta lì
da tanto
il passato
e non si sposta;
il sole che ricava gli angoli
strepitando del rosso
rincalza,
monito all’immobilità,
argina i grigi,
sipari grotteschi,
vuoto che si rimargina.
Se la morte avesse una voce
porterebbe in grembo la
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| Dolore
che distacca
che fiacca.
Mentre tutto
va avanti
allontanato
dagli amori
dei viventi guaritori.
Accontento la frustrazione
illudendo
non
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Due scarpe sul ponte...
come due parole sul filo
attorno al dito della mente,
attorno alle sopracciglia marcate
del pensiero e del silenzio,
le ciglia nere.
Due scarpe sul ponte...
un peso che ha bisogno
di piedi scalzi,
di mani libere,
di
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In una notte afosa ma diletta
Ade arriva in sella ad una motoretta
ed a centro strada una carogna giace
di un piccolo e innocente animale
che accorgendosi della sua fine
ha stretto gl’occhi fino alla fine.
Ed or tant’assai mi dispiace
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E sei passata
come i fiori di primavera
che prima di appassire
liberano il loro profumo
fra i respiri di un cielo
che non dimentica
i colori del tramonto d’estate
quando l’orizzonte muore
E sei volata via
come gli aironi di passaggio
con
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Era una notte buia
ed io respiravo
le ultime note del velo
sceso per negare il sole
Solo un alito di vento
soffiava via la polvere
e mi perdevo
fra le tenebre profonde
Era una luna pallida
l’argento si perdeva
fra le nubi all’orizzonte
in
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Una manciata di attimi
e non c’eri più.
Mi sono voltata per guardare l’orizzonte
e tu sei corso verso l’arcobaleno,
dove non ho potuto raggiungerti.
Sei parso lontano.
I tuoi occhi impari socchiusi,
in estasi,
alla ricerca di una luce
leggi

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Non capisco perché
tu non sia mai tornata
a prendere le tue ombre
eppure ero qui
Qui davanti alla porta
ad aspettarti
come sempre
quando la sera piange
Non so come mai
il tuo bicchiere
sia rimasto vuoto
eppure fa ancora caldo
Anche se la
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5110 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 1081 al n° 1110.
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