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Le 5113 poesie in esclusiva dell'argomento "Morte"
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 | Spero
di non vedere
il cielo che si chiude
e la mano del buio
ghermirmi,
ma di chiudere
gli occhi
sul cielo
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lento respiro
sul mar nero di morte
ad ingannare (D)
Il Dio della pietra nera ha grandi occhi,
il respiro dei venti fragili dell'inverno
quando il tempo sembra morto di vendetta
e il fiume nasconde rovine fra le rive
Gli antichi hanno lasciato
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silenzi grevi
a tomba e terra morta
chiamano cielo (D)
Erano silenzi, pallidi riflessi di cielo
simili a un veleno dimenticato,
trame di grigio che il sentiero
portava invano fra le cose morte
La mia tomba era un segno nero,
una croce di
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Stretta la carne lurida
de’i trenta e più danari,
mossa la corsa celere
dal Tempio de’ suoi lari,
va l’Iscariota a irridere
il Figlio del mortal;
e tra le coorti eretiche
sul monte degli ulivi
corre festoso in fremiti
con crudi detti...
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Avvolta da un velo nero
una donna passeggia
al chiaro di luna
lungo il sentiero
di cose perdute,
incantata rimane
dallo scorrere del torrente
dissolvendosi negli abissi
senza esitare.
Simile al fluire del fiume
inesorabile é la sua sorte,
lei
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Volano nel cielo
nuvole e lacrime
accanto ai tuoi viaggi
tra sacrifici e dolore
il tuo velato amore
kilometri di passione
scivolano dal tuo cuore
con forza e determinazione
come le tue parole
celata la tua dolcezza
dalla vita e la sua
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Stretto sul cor l’elleboro
che strizza ‘l succo amaro,
mosso l’infausto liquido
che sfugge come un sparo,
consuma ‘l labbro l’ultima
pena d’un tristo Amor;
e beve allor l’eretico
vino dell’aspra morte
quando si lagna un distico
d’ingrata e
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seme malato
è veleno di terra
è legno nero (D)
Il tempo non è stato mai compreso
e fino in fondo al velo nero i riflessi
di petrolio disperano una notte
fatta per morire nelle attese più veloci
Quando il legno
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Quattro favole sulla terra della luna
quattro favole scritte in fretta
perché il mio tempo sta finendo
mentre gocciola l'universo
intorno a me nudo
nel cratere.
Io morirò in aprile
e depositerò il mio elmo
sotto il canale
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Ci sono corone che non vestono
ma incorniciano crani dismessi
di putti e amorini mai nati
- cosa ci
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 | Oggi non ci sono nuvole
e la mia sera suona serena,
in quei ciliegi d'ombra
la lontana via snoda leggera
Ma ancor m'accompagna la melodia,
mentre il piano stride ed indugia
su passi d'avorio antico - la tua nenia.
Ed il Bianco, un bianco
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| EnzoL |
25/03/2013 20:00 | 2009 |
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Caduca, come cera di pietra
la mia anca straziata
i miei seni svestiti
da giubbe nemiche
Tra la pretesa e il per favore
la concessione di un conteggio lento
magari sottovoce fino a mille
mentre accendi l'incensiere
C'è un porto in cui
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(C'è stato un tempo
in cui aprivo le finestre
a dare il buongiorno
alla luce del mattino).
Suonava dolce
l'acciottolare in cucina
della mamma
mischiato al canto
delle rondini.
Dalla radio
arrivavano canzoni
che mamma
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luce di luna
il fiato che consola
solo albe nere (D)
Qui non c’è respiro, nessuna speranza,
liquida la nebbia che giace sulla pioggia.
Qui non c’è vergogna, ripida disgrazia
che scioglie le sue grida alla parvenza.
Luce di delitto, buio stretto
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 | Luce fu
nel percorso di vita improvvisa
verso il buio perduto
che declama con rintocchi assordanti
la fine...
Impazzite anime urlano
la loro
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| Ferro vecchio, arrugginito
ma ancor sagomato
dalla mano che l’ha forgiato.
Operoso colui
che l’ha estratto dall’anfratto
portato al chiaro
per essere modellato
da mano esperta
offerto come primato al guerriero
in forma di spada
per difendere
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| e, mi addormenterò placidamente, sognando
valli sterminate di prati in fiore, bellissimi,
montagne ammantate di neve bianchissima,
mari profondi con tesori nascosti da mille e mille anni,
città deserte percorribili con una bici in
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 | Anima nuda,
in volteggi e piroette
ti destreggi sulle punte,
rapita in estasi...
Sul corrimano della vita
scorrono le dita affusolate
e sulla balaustra del cielo,
fredda e immobile
nello spazio etereo,
ti siedi a guardare,
oltre le
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 | Carolina all'ombra dei pioppi
seppelliva bottiglie coi tappi
rivangava l'intera sua vita
cuor di spugna ormai tutta
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 | Avevo calcato gl’impervi sentieri
ormai molto tempo fa,
lo ammetto:
ho quasi dimenticato come si fa.
Non è come andare in bici,
qui se cado da un alto verso...
mi faccio più male. È un dolore
che avverto, ora, in modo
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 | Lenzuola sudice, briciole
avanzi di pizza sul comodino.
Piccole cose accartocciate
senza senso sul pavimento
Osservo la triste dicotomia
di preservativi spenti
(fuori funzione - fuori gittata)
raccogliendo il resto di me
da sopra il
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| EnzoL |
19/03/2013 18:54 | 2008 |
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| "La vita mia ormai sta per finire,
ché sento i passi tuoi farsi incalzanti,
al fin che tu carpisca questi istanti
che mi rimangon prima di morire!
Accorri, o Morte, acché possan sparire
i miei dolori che son sì
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Sfonda e sfiata
a folate
deragliando
l'ancestrale presenza,
toccando
nell'addosso di cumuli
culmini di onnipotenza.
La blatta esangue
immemore del diurno
con sè non si concilia
rimuginando svaghita
punto nero nottambulo
dimentico
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Hanno occhi, mani e capelli,
come i miei figli,
i sorrisi no, son spenti
moribondi germogli.
Bambini
scesi dal tuo cielo,
Angeli senza colpa
appena di passaggio.
Ogni tre secondi
uno di loro parte,
si stacca dal cuore mio,
e parte,
per il
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La vita
ritirandosi
trascina via le disillusioni della stessa...
dal corpo lungimirante
diafano ascendente
emana un candore bluastro
lui
polmoni squartati
omino incespicante
minuscolo eppur irrangiugibile
labbra serranti
occhi che vedono
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Sì, così, come se fosse l'ultima!
La tua mano gronda sulla mia fronte
un lago gelato il sudore
e un nuovo umore
Siamo legati alla morte come alla vita
in quel sottile paradosso che è l'amore
D'ogni ferita ne farò
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Si lacera il cielo,
calde lacrime d'angelo
accarezzano la tetra terra
si squarcia l'infinito
ed
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Quanto passato tra questi capelli grigi,
non stupirti dei ricordi
sono quei qualcuno
diventati ombre al tramonto.
Un niente sotto una lapide
un’idea ad illuminare il respiro
presenza ed assenza il pensiero
che diventa freddo nel toccare
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Ti ho perso
mentre calava il sole;
scomparsa è la luce
dal sogno e adesso che manchi
ogni campana
risuona lontano il tuo nome.
Nell'aria che fuma
un vano abbraccio, muto è freddo...
Parlavi con gli occhi
di un futuro trionfo.
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Nei giardini dell’oblio
sei rondine di scogliera,
volteggiante tra onde di cielo.
Farai belli i fiori del paradiso
darai aria alle stanze degli angeli
berrai il buon caffè delle otto
tra luci d’immenso.
Allontanarsi così,
lascia
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So di avere una casa anche se non c'è
so di avere tempo anche se non c'è
so di averti vicino anche se non sei più,
so che son nato da te anche se se la morte è già tua
ma rimango a cantare a suonare a ridere a
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5113 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 2731 al n° 2760.
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