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Le 5113 poesie in esclusiva dell'argomento "Morte"
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 | Esco da questa stanza e non mi giro
ma so che dietro me la porta chiara
si sta chiudendo senza far rumore.
Ora io vado lento dentro il buio
e la luce che lascio alle mie spalle
non riesce a ritagliare la mia ombra
sopra la terra nera che
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| Neppure un pensiero
riuscivo a comporre
gli occhi sbarrati
appiattivano tutto
un vento nefasto
frustava gli uccelli
che gridavano impazziti
sulle onde del mio dolore
tu eri spenta
come pietre gettate
come rami tagliati
come terre a
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 | Son quelle impronte, certe nei ritorni a casa, madre
Quell'amore che s'interpone tra gli infissi della mia agonia,
che mi spaventa.
Quand'anco un solco in terra galoscia arricchito dal cielo
Io resto nudo al vento, flirtando di freddi supplizi e
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| EnzoL |
20/02/2013 20:31 | 2083 |
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 | Buio... notte
calata senza veli
oscura ogni imperfezione
sono nei miei sogni
profondi e senza fine
bui vortici della mia esistenza!
Silenziosa complice ...la notte
spia il luogo con infinita pazienza
scendo nel vorticoso incubo
scelgo la non
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morte dei sogni
è terra greve e nera
di un cupo inverno (D)
Ti ho sentita respirare nell'attesa
lungo i muri più antichi della valle,
è la morte dei tramonti a primavera
quando i sogni dimentican le notti
Hai vissuto anni
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Sto morendo
se ci pensi bene
tutti possiamo dirlo
è così
solo che non ci pensi
non ti fermi a pensare
che
giorno
dopo
giorno
stai morendo
anche tu
inesorabile destino
che tutti accomuna
sto morendo
e fuggo
inseguita
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Spargevi il consueto
di sorrisi inediti.
Mi invitavi a seguirti,
ad ogni tuo congedo
privo di confini.
Per un giorno altro,
per un sorprendente dove
senza altrove.
Toccavi il mio tatto,
ascoltavi il mio udito.
Percorrendo
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 | Nel buio della solitudine
ho raccolto un vaso
di parole per ascoltare,
nell'ebbrezza dell'attesa,
l'eco della tua voce.
La malinconia insegue
la dolcezza pura di
una visione, flutto
di un oblio innocente.
Le strade solitarie
ammiccano la
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| Era stata l’ultima passeggiata,
...inutile guinzaglio,
tre gambe ed un dolore...
li vedo entrare alla speranza...
la negano i miei occhi...
Percorro il binario scritto
e ricevo... trasmetto...
vedo... è il capolinea...
Occhi di lacrime da
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ora riposa
ricorda le altre stelle
del nero cielo (D)
Dormi e non pensare
al ghiaccio sul sentiero
speso solo per far male
a luci spente e senza pelle
Riposa con la luna nera,
lei non tradirà il tuo volto
nemmeno nelle notti
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 | E se ora tu venissi come la regina della notte
avvolta nel tuo manto di seta nero
e gli occhi dolci d'una madre
e accarezzassi con lo sguardo quell'orme
che ho danzato sulla tempesta
con l'iridi rivolte verso il sole
Ove nulla è
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| Muor anche questa, è l’ultima spene,
spira e s’imbianca di gelida Vita
e tra gli spasimi dorme assopita
nel sogno eterno dell’ossa mortal.
Sònano i bronzi e piangon le fosse,
e sono i lugubri passi de’i morti;
e le ghirlande che
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 | Datemi in un epitaffio
lo getterò lontano
io vivo ora
se penso, muoio ancora.
Sono un incudine
reggo i colpi sferrati dall'anima
defraudato ma non imbelle
compenetrato dalla sua essenza.
Sono una dinamite
deflagro le mille
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Ch'ella fu la fine nella morente perdizione
nella scarna esistenza d'oblio sopito
sarà fluito il tempo che giace la vita
come missiva senza ritorno.
Fugace testimone di torcia eterea
dal vermiglio circostante
che consuma
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e, sarebbe bello andare lì dove nasce il vento
di prima mattina al sorgere del magnifico sole,
o di notte con accanto la splendida luna,
oppure in una calda mattina d'estate,
d'inverno no! farebbe troppo freddo,
in settembre al cadere delle
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dimenticato smarrito calpestato
da una goccia rubata
rinasce il cammino
e
nello spazio del tempo dimenticato
nascosto da sterili sassi
il seme
di fragili esili radici si veste
di verde si dipinge
se di lui nulla è perduto
del credo
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 | Eccoti.
Non ti aspettavo così presto;
è già l'alba, il sole nascendo
scaccia le mie ombre e
quella luce lentamente si avvicina.
Non mi guardare,
con le tue mani non mi toccare.
Tu non puoi vedere
i colori
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 | Che sapore acre ha la sera!
Si respira la putrida carne della sofferenza
il patimento degli affanni ha fiaccato
l'ultimo vagito del mio io
il fior della giovinezza è ormai sfiorito
la mistura delle gioie e dei piaceri
è impresa
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| Urlerà la quiete
trafiggendo il pensiero e il cuore
e germoglieranno i ricordi
comparando qualsiasi momento.
Nemmanco il profluvio dei fiumi
rimuoverà lo scuro dai sogni
e tutto sarà presente
per sempre vivo sulle labbra.
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| A me l’oscurità senza sogno.
L’altrove ha cataste d’intenti
sospesi
e tracce profonde d’umanità
desiderata.
Ed una folla senza volto
immensa.
Salvarci dall’insalvabile
è aver cura delle parole dette.
Nel dubbio ti
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| Sarà riporre in uno stato
bianco, il compiuto
fra omelìe di cecità e occhi
non nel granito, tempo di noi
singhiozzi da sonno.
E' in allungo d'ombre
il proseguire intatto
della nostra prima storia.
E sull'affaccio,
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Lia |
10/02/2013 18:14| 2376|  |
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Respiro ancora nella
tua gelida stanza
colma di preziosi ricordi
il profumo della
tua presenza.
Apro il cassetto del comodino
e leggo la lettera d’amore
umida delle lacrime
che hai versato
nell'attesa del mio ritorno
Nulla è
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Nulla è perduto
né l’ultimo suono
né l’ultima luce
Il richiamo esasperato
per un giorno ancora da respirare
stilla da labbra sigillate dall’eterno
Un refolo d’amore
interrompe il pensiero
del vuoto perenne
Sassi e
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Dalle guance, a stille, di luna
filtra
scie di sale
folla di sedie vuote
sciama
nell'ora grigia del tramonto
l'inverno
tinto di perle
nudo
sotto tracce di rossetto
il tempo
imita il respiro
senz'altri testimoni
che il ricordo
Piove
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Quel giorno che ti vidi andare via,
chiusi il mio cuore come fossi un'ostrica
sfidai del mare la tempesta che sbatteva
sullo scoglio della vita.
Scilla e Cariddi tramutati in mostri,
offrivano al mio sguardo enormi
cavalloni mentre restavo
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Passava sul tuo corpo
la calda mia stanca mano
e seguivo il martello
che frustava la campana.
Come frecce quei rintocchi
si piantavano nel mio cuore,
senza ombre era il cielo,
senza lacrime i miei occhi.
Tutto era sole e vita
mentre tu
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 | L'ora del crepuscolo
impallidiva i petali
di impalpabili rose selvatiche
e il balcone sfiorito
chiamava ancora amore
avevano visto i primi colorati bagliori
avevano guardato il cielo stellato
sentito la profondità dell'aria
e respirato
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Ho scoperto l'ironia il giorno che mi punse.
Saggiavo San Marzano al fiume
rossi e gonfi dopo il picco. Buffo - dice -
come le cose, non vengano mai sole.
L'ape non ebbe cure
la calda compassione - di chi resta - eppure
l'anima
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Su impalpabili onde di magnifica aurora, ripiegando
orme fugaci
di un cammino assente,
Soffio vitale
mi rapì d'albore là dove il tempo
è estasi senza confini
mentre in chiarore sublime, diafana voce
mi
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 | Non mi è dato conoscere
non mi è concesso sapere
certo è...
che tutto va in altra direzione
è una tappa a cui nessuno sfugge
ciò che rimane è eterno dolore
tutto rivive...
in una canzone
in un evento
in
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L’amore,
che è relazione continua ed incondizionata,
un tempo creò delle forme di terra
e le trasformò in carne. In essi la vita soffiata
decise di abitare il loro cuore,
che è organo più idoneo ad accogliere
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5113 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 2791 al n° 2820.
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