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Le 5113 poesie in esclusiva dell'argomento "Morte"
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Mi piacerebbe che le mie ceneri
fossero sparse sul cono di luce
di una lanterna magica
che proietta un film
del neorealismo italiano.
Mi piacerebbe che le mie ceneri
fossero sparse sull'acqua verde
del lago Sant'Angelo,
all'ombra della
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Piccoli angeli
son volati in cielo,
mani spietate
hanno ucciso
innocenti
tenere Essenze
e ora madri piangono
i loro
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Angeli che Dio amano
Tristi, adesso lo vedono,
Mano maligna strappa alla vita
Allontana per sempre dalla mamma amata,
Orrore assoluto in breve vissuto
Per colpa non loro pagano troppo
Destino improvviso leva sorriso
E anima libera al cielo si
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Perché non riesco a guardare,
oltre il sottile confine?
Sei sparito,
dalla luce dei miei occhi,
dalla mia mente...
Caronte e la Moira,
ti han chiamato troppo presto,
e così, in un solo istante,
tutto è diventato
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 | Contemplo,
secondi polimorfici
Lucerne, per spettri radiotinti
in viola antico
Quel manto leggero
che cela andature velate
D'ogni passo raggela
nel vento del tempo adulatore
ricordo, la finestra:
i suoi bagliori grigi
nella mattina
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| EnzoL |
14/12/2012 14:28 | 1860 |
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Dorme
accartocciato in carta oleata
come un etto di coscia di maiale
andata a male
Si sveglia
e pretende attenzione
senza ovvia ragione
lui mi possiede
lui mi prevede
mi cammina
lo sento
fianco nel fianco
senza cedere il passo
doloroso
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Rinunciare ai
miei giorni
senza domandarmi
da quale parte agire
Senza scegliere
da dove...
Trovare una
partenza per
non morire
Partenza...
Che non ha forma
che non ha colore
Reinventarsi...
Cercando uno
spirito nuovo
Un
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In dissolvenza
meno di una boccata
per lo più
svanita
sfarinata
non sempre si tocca
quello che si vede
quasi mai si conclude
col punto
decretar la fine
quando ogni fine
vorrebbe andare a capo
in compagnia
e invece sfora
in
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Poggio
gomiti consunti
sulla finestra d'una vita
ingoiata dal nulla
ch'ero.
Mentre scorrono
affilati fotogrammi
di notti asservite
alle voglie dei miei demoni
ingordi dell'amaro miele
d'una vita sfilacciata
sull'ali d'un
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spire di sogno
fra le luci graffiate
che notte brucia
Sciolte le forme il gelo esitava
sui greti di cemento lasciati tremare
agli ultimi giorni di novembre.
Nere le rive del male, nere le ore
Confuse le chiome il vento tornava
ai suoi dubbi
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Eri figlia della terra
venuta dal cielo
Nassima
piccola stella
ed al cielo sei ritornata.
Figlia del coraggio
e di un amore infinito
sospirato ed abbracciato
come luce
nell'immenso spazio del tuo essere.
Nell'universo
si è disperso
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Ecco, il sole se n’è andato
portando via con sé anche l’ultimo spiraglio
di luce nel cielo.
Come lui
anch’io me ne sto andando,
come una nuvola di fumo nel vento.
Nessuno sa.
Lascio il posto alle stelle, lassù,
e io
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Involucro di carne silente,
alimentato solo dal ronzio macchinoso
d'un apparecchio
per prolungare la tua permanenza.
Cosa senti?
Raccogli in quell'antro angusto
dove la coscienza è finita,
le voci dei riuniti attorno
a quel letto, sede
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10 secondi di coraggio
Chiudere gli occhi e non pensare a nulla
Rinunciare alla vita in un attimo
Un bacio... Un sorriso... E poi via
Non accorgersi neppure di stare per morire
Non pensando al tuo o altrui dolore
Semplicemente lasciarsi
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Sulle orme di Odisseo, passiamo,
e la stame della vita non è più,
già Atropo ha reciso, con cesoie scintillanti,
quello che l'uomo era.
Solo il rammarico rimane, di ciò che è stato.
Quanto tempo è passato,
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 | Rapito dai miei lunghi attimi, attendo
incamminato nella luce e nella storia
tra il breve balenare delle tue braccia
assaporo le prospettive dell’oltre
Sorvolo la prole che mi sorregge
calpesto felice le verdi valli percorse
condotto come oro nel
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temo il mio male
i fiati maledetti
di un maestrale
Temo di te il perdono negato,
le tante albe in sogno distratto
e i giorni mesti, vissuti a traccia
fra le spire di una roccia incisa
Tremo i ricordi franati al tempo
il lento inganno delle
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 | In un prolasso di tempo
di cui statico è solo Omega
una leggera allungatura
d'inconsistente meraviglia
rifrange
colonnati e marmo bianco
Vedo lì
una foglia adagiarsi
senza indugio,
lieve
Avvizzendo
non curante e
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| EnzoL |
04/12/2012 18:53 | 1993 |
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| Forse
Ma no nessuno
Nessuna vecchia storia
Solo transiti
E per cosa?
Rimango qui ad ascoltare
Suoni e vite mi attraversano
Solo per un istante si impigliano dentro
oscuramente
Mi tolgono le forze
Poi via
si liberano subito
Mi rimane un po' di
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 | Un vento
sembra il solito
poi un sibilo
che sguscia
invade il mondo
ferma il pensiero.
Una voce indica il traguardo
la ricompensa: “Si apra il sipario!”
Il silenzio pare unico
mentre si erge una testa
la tua testa.
C'è il vuoto che ti
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Fermati mondo
scuoti i poeti
che le luci si spengano
che il sole si eclissi
luna vattene
e che il mare s'inabissi
infine
perché ti vediamo
morire
stasera
e vogliamo guardarti negli occhi
e vogliamo i tuoi sogni
le tue mani
il tuo
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Tanti anni da sola trascorse
tanti quanto 'l concime di stagioni
ai piedi di un bosco senza confini
E fu mille anni fa o poco più che l'altro ieri
mutevole il soffio del vento
mutevoli gli amori e i desideri
tanto ch'egli la
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Metà cane metà foca
sgranocchiavi le ossa
ed amavi nuotare
La tua libertà
era vivermi accanto
seduta a guardare
con quegli occhi di miele
e le zampe incrociate
il mio darmi da fare
Mangiavi di tutto
e quel tutto ti ha
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 | Cederà il muro di cinta
della diga dei sogni
irruenti e rinchiusi
semichiusi all'ingresso del mondo
interrotti nell'anima stessa
prima di quell'ultimo giorno
quando gocce di luce
si asciugheranno sul volto
e le mani deposte sul
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Suonarono le campane
ma non fu festa.
Una luce si spense
improvvisamente
una notte come altre
quando silenzi ingoiano
le immensità più buie
e pure i sogni.
L'altare si colmò
di sguardi affranti
con il proprio
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Eri convinto che avrei ricamato
la solita poesia di frasi contente,
non l’ho fatto.
M'ispiro sta volta a quel che va fatto
all’uomo morto che sorrideva sempre,
quel po’ che la vita gli giovava
in volto lo sfigurava
ed in cuor mai era come le sue
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Se ne andava la vita.
Il nonno, nella camera alta
finiva i suoi giorni
e lui stava
con la sua mano grande
sulla mia piccola fronte.
Le sue dita ancora calde
arrivavano sulle orecchie.
Se ne andava il prete.
Grandi, i suoi fratelli
ignoravano
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bassifondi della fantasia
...non è rimasto niente
carne ferita
polvere dimenticata
furore evanescente...
mimica intollerante.
mi piace
il tuo volto di fanciulla
accarezzo la melodia ...invidio
il tuo ego
da sottoveste,
ormeggiando navi
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| Jimbo |
18/11/2012 12:07| 722 |
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Ei va coperto dall’ombre del vento,
tra’i ghiacci candidi truce galoppa
e va pell’ermo... e canta alla groppa
del suo sepolcro l’eterno sopor.
Fuor par di senno... È un’anima esangue
che pelle formide steppe lo spir
ambisce in strazio d’un
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C'è molto spazio,
troppo,
su questa tavola
dove tu ed io,
Padre,
consumiamo
la nostra mesta cena.
La metà vuota,
in verità,
è imbandita di ricordi,
di profumi
che il vento del tempo
non ha spazzato via.
E chiudo
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 | Sei volata via
dalle mie mani
socchiuse
come un gabbiano
spinto dal vento
che sferza l'oceano.
E non ho fatto
niente
per trattenerti.
Sei andata via
ed ho pianto
in silenzio.
Ora
sono in balia
delle onde.
Cerco
disperatamente
di
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5113 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 2911 al n° 2940.
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