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Le 5113 poesie in esclusiva dell'argomento "Morte"
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 | Vuoto silenzio di tempo sospeso
Battito arreso, mascherato, eterno:
“Qui si respira!”
Spazio vuoto dal silenzio bendato
La mente non mente
Prima
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 | In punta di piedi
seguendo un feretro
troppe volte ormai
si perde il conto.
Severa città dei morti
fiori e lumi al sepolcro
curato ancora dai vivi
e stride il tumulo nudo.
Tanti scopri a te noti
il giovane con il vecchio
poveri e
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| Quel viale del destino mio
ove gracile l'urlo s'arrestò
nella nebbia a muro chiuso
l'appuntamento signorile
prese luce
sul mio corpo abbandonato.
Suoni imperiali e vessillo glorioso
nel passaggio mortale
di vita amata
in quel dubbio
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| Come verde foglia di pensiero
piuma leggera
di farfalla che vola
su fiori bianchi
bianchi fiori di morte
bianca morte
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Oh, non cancella la notte
il pianto che riga le gote!
Ci lascia chi conosciamo
parte verso l'ignoto
e non ne vedremo il ritorno.
Un giorno che non sappiamo
noi faremo lo stesso
e in cuore pesa il lamento.
Oh, quanto grata sarebbe
certezza
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Ella vagava
tra il sacro ed il profano
di un tempo che fu incanto
nel luogo dei ricordi.
In quel mare
che un tempo univa
gli occhi ricercava
di colui che tanto l'amava.
Parole mute
implodevano dentro
infilzato all'anima e alla carne
era
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 | Di te
non so parlare
o morte.
So soltanto
che esisti
e come l'universo
ti espandi.
La vita
in un vagito
quell'aria prepotente
nei polmoni entra.
Ora con te
silente
l'abbandona
e il morire diviene
nascere al contrario.
Non più
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| Quando sfiorirò
nell'autunno della vita
io sarò là
dove ti ho incontrata
fra siepi colorate
che nascondevano gigli.
Sul deserto dell'anima
che mi hai coltivato,
su quelle secche dune
deventate verdi
è germogliato
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 | Quando l’autunno della vita
invaderà il mio giardino
pianterò una rosa rossa
nel deserto della rassegnazione,
per sentirmi ancora vivo.
Gli occhi e la mente
colmerò d’inventiva
per ingannare ogni giorno il
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| Il fato ha firmato un patto
ha promesso di mettere una fine
l'ha solennemente giurato sulle mie lacrime.
Un "mai più" che si ripeterà all'infinito.
Fa male essere soli
nella solitudine più totale
quando hai
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| Scese la Notte. La nebbia s’alzava.
Sparve la Luna da’i nuvoli folti.
Presso la valle gridavan gli stolti
lupi de’ boschi che ‘l cervo sgozzâr.
L’agre lanterne dell’oppido parvo
spensêr il foco coll’ultima vampa.
Serrava ‘l ciglio,
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I cut them during a damned
movie of unusual ira
Nothing happens
to those are weeping
neither a flower suffers
just for having touch the ground
One dies everyday
without so many cutting
Look instead for a bandage!
Your blood is dripping
on the
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Stretto tra le pieghe dei ricordi
rievoco il suono del tuo ultimo
affannoso sospiro prima dell’eterno riposo e
riscopro l’incanto della tua pallida e soffice mano
alla soglia dell’inconsolabile abbandono.
Estremo dono di amore materno e
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Schiera la bruna scia
il tormentone s'ispira,
la sella disarcionata
oltre la vita abbandonata.
Sul cavallone il mantello nero
che porti ai tuoi figli
che la loro mano ingoi
per l'ostacolo di falce
nell'indifferenza tua mortale.
Le tue fauci
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 | Come un soffio è la nostra vita
alterata dall'usura l'alma è partita
restar la prole a parlar di noi
e il cuor a squarciar d'amore
Non molto lontano pensarti vicino
orche avviati per il santo cammino
nei vani progetti son mura
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Breve intervallo
la vita, senza profilo
appesa
come panno ritorto
gravita
in uno spazio esiguo
un brandello
in una mano che stringe.
Sedimento, la morte
dalle mille gocce rimbalzanti
attecchisce
a marcia indietro
sull’asfalto eroso
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 | Era il tempo
un Tempo, che forgiava
rendendo fertile la mente
la ragione
l'esperienza
lo dicevano gli anziani,
la Saggezza
faceva male a chi mirava nuovi lidi
e a chi restava,
era una scelta
sofferta, ponderata
maturava
a nuova semina in
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 | La torcia s'è spenta
raccogliendo il blu del cielo
riflesso sul doppio vetro
Incancellabile l'impronta
sui miei fianchi in quella foto
tra lettere mai spedite
Ora giace nei guanti
lasciati sul muretto
che mai più
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| "Vado a letto
a cercare domani"
Padre
che bel pensiero!
(eri un filosofo tu)
- Tarabella
quanti anni avete?-
" 45
perché 50 li ho nascosti in Svizzera"
(eri anche
un cabarettista naif)
...
Dormi
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Morse le corde distorci il sacro
urli visionario inneggiando alla libertà
negata per i negri negata per i gialli
soffocata per i rossi elettrico urlo
irridi le stelle e le strisce.
Anche tu maledetto come i poeti
apri le porte della
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Senza rantoli
o mia coscienza
precipiti.
E non appicchi nemmeno
la nera fiamma
di un ultimo respiro,
trascinando via
la mia anima
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 | "In che posso servirLa, Signora?"
La vecchia pareva incerta
tra due maschere appese
intorno viavai di gente.
"Ecco, quella va bene!"
Il dito ossuto indicava
la pallida faccia ghignante
con scure orbite
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Le sette di mattina
ancora batteva il tuo cuore
la mano stringevo
cogliendo stille di sudore
lacrime di stanchezza,
accompagnarti volevo
nell'attraversar le rive
del fiume che via da me
ti portava
In quel mese di grazia
nell'assurda
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Con occhi grandi e neri
su di un volto ingenuo e scuro,
c'è un bimbo accanto ad una porta
che ormai chiude solo il nulla.
Guarda lontano, oltre il presente
e non vede ciò che vorrebbe.
Il vociare dei giochi
non trapassa più il
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Albero sradicato, esponi
libere le tue radici
bianche al sole,
esili filamenti contorti
vibranti di linfa
che sfugge,
poche zolle madide
trattengono il tuo ansimare,
respiri, soffi di vita sottili
che si abbandonano al
richiamo del vento,
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e ...il tempo è passato
me ne accorgo solo ora,
a lunghe falcate andato
incontro al buio ignoto infinito
ove concludere il lungo cammino
iniziato miliardi, miliardi d'anni fa, e
mi pare l'ora dei riassunti,
delle inevitabili
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 | Rossa la righetta bruciava
la secca pellicina del piede
Bimbo mio che mai sei stato
Grumo di rantoli e strazio
Zoppo cuoricino
di vivere affamato
stremato
da chi ti voltava le spalle
mentre rigurgitavi
Bavette e cacchine
il bagnetto
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| hy ju |
07/01/2012 15:04 | 2352 |
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| Poeti nella notte assetati
di fontane zampillanti e fantasmi
biascicando l'ignoto
parlando muti dell'altro
in noi; poeti nella notte,
ombre calde riflesse
della gelata lampa lunare.
Travagliati, affannati, partorienti
poeti nella notte.
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| e, come fossimo vuoti a perdere
ci lasciamo lentamente andare,
dopo aver bevuto tutto in un fiato
consumato l'inutile esistente,
il nostro tempo ormai andato, e
raccogliendo le cose sparse,
inutilmente comprate ed arse,
voluttuosamente rapinate,
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Doveva esser di gennaio doveva
esser quel rossore denso
a formare un piccolo lago rubino
dove c’era il tuo petto riverso
e il capo di lato chino
E certo c’era la neve e certo
c’era di brace l'odore
e dei camini il fumo lo spandersi
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| hy ju |
05/01/2012 18:03 | 2048 |
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Sei luce, sei aria,
sei nuova energia.
Sei cenere sparsa
nell'infinito paesaggio
lungo il sentiero che porta
agli scogli a picco sul mare.
Granello di polvere libero,
negli ampi spazi del cielo,
nell'onda che s'adagia alla riva,
tra gli alberi
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5113 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 3511 al n° 3540.
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