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Le 5113 poesie in esclusiva dell'argomento "Morte"
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 | Queste rose parleranno di te
quando i petali
saranno ormai secchi
e il tuo tallieur
sarà rivestito di cenere,
quando il profumo sparirà
e delle rose rimarranno
solo le tracce dei ricordi
come una notte tempestosa,
il cui mattino
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 | Il tuo volto scavato dal tempo
gli occhi, non vedono che ombre
le labbra secche, senza parole
solo un languido ristagno di dolore
nell'espressione scolpita
una parvenza dignitosa di umanità
emerge dal tuo petto
che s'alza ed
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| Languida... viscida striscia la larva,
striscia, sempre più lenta, ella assapora
la polve che la sua squama divora,
il cener perduto della vanità.
Ombra oscillante sul filo, sull'aspo
sottile... delicato del Destino,
del Fato che me
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 | Non vagherò
camminando a vuoto nell'apatia gialla,
suppur con ali di cera continuerò a dimenar le braccia
- la mia pelle in fiamme
le ali terse
arde tutto il resto ma
con le piume al vento;
l'ultimo soffio di grazia,
prima
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 | S'inarca la schiena
cercando una fitta di dolore lancinante
per annebbiare la vista
sperando cosi
di spegnere l'interruttore
steso su prato graffio la terra nelle urla
mi cospargo il capo di fango
in un dolore Patroclideo
s'è
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| EnzoL |
12/04/2011 00:41 | 2437 |
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| o morte come approdo Divino
che giungi mio malgrado
in gemiti e sospiri e lamenti
e cogli alcuni d'improvviso
ti sei portata via tutto (e tutti)
dentro uragani di paura e rimpianti
e folate di rimorsi e vergogne
è un attimo di lotta (fino
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L'ultima strofa diceva: "non rubare"
non era un comandamento
ma un emendamento al testo originale
s'accese una sigaretta
e la vergò per bene
come sapeva fare:
s'alzò e andò a pisciare
con il foglio in
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 | Sul capo gratta un
bisbiglio di voci
e uno sventolio di drappi
che sfregano la ruota arrugginita del destino.
Sfila lo spettro dal ghigno metallico
sul carro della morte mater domina.
Sguscia dallo stipite, svelata dalla polvere,
la lacrima bianca
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| non mi struggo guardando il tuo splendido viso
...pensando che tu già sei stata chiamata
il pianto non c'è che mi riga le guance
ne voce che in gola rimane spezzata
...non c'è quella rabbia che rende violento
se un fiore
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 | Ansimi e singulti
suonano la resa,
non c'è medicina
ne armatura
ne fermezza,
a bruciapelo
inalato dal vuoto
avvolto in un
manto di spine è
scaraventato
nelle profondità del nulla,
sospiri
erogano nell'aria
l'essenza
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 | Si tolse i vestiti
rimase in piedi ad ascoltare
guardava i suoi piedi nudi sulla sabbia.
Una mano sul cuore
nell'anima la rabbia
dissolta come sale
sulle onde del mare.
Avanzò lentamente
l'acqua abbraccio le gambe,
l'inguine, il
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uomo dal cappotto nero
perche da qui più non passi?
pioveva dentro la mia anima
e mi hai prestato il tuo ombrello
ma non so come ridartelo
giorni son passati e anni susseguiti
la pioggia era cessata
e la tua barba incolta
bianca si
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Anche il cimitero è bruciato
cenere che vola
carne arsa viva
ossa che stagnano
morti che vagano
nel mare della Morte andranno.
Ho legato il cuore
nei bassifondi di melma
ho strappato le ali
nere e misteriose
ora tutto arde e si
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E' un giorno speciale
ogni cosa accoglie
un colore universale.
C'è aria tiepida,
profumo che cattura i sensi.
Capogiri fluttuano
sospesi dentro corpi
che vogliono danzare.
Lampadari
appesi ai soffitti calpestati.
Orme definite
seguono
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Al pari di un vento dolcissimo,
che in autunno
strappa una foglia
dalla matrice,
sei comparsa tu,
signora mietitrice.
Un cenno, un saluto,
un tremito, un sussulto;
una valigia piena di ricordi
per compagnia;
la strana voglia di
andare via.
Il
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Silenzio
è notte.
Tutto tace,
tutti dormono.
La terra no,
ad un tratto ha urlato,
un grido forte,
straziante,
aggressivo,
feroce.
Cosa è stato?
Ti sei svegliato?
Non c'è tempo,
non ti sei accorto,
Qualcuno ha
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Effimeri piaceri... La natura
dell’esser provvisorio che noi siamo
rifugge dalla subdola tortura
di ciò che sulla Terra noi facciamo.
La nostra dimensione forse è il Niente,
che noi in certi momenti pregustiamo,
quando lontano quella nostra
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Io so chi è questa ombra
che col sole a manca s'accosta a destra
e con il sole a dritta ritorna a lato.
Spesso m'ingombra il passo,
mi toglie il fiato.
Col sole a piombo sembra scomparsa
ma se mi chino eccola appare
a come scalino.
Quando
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Fuggite dai mie seni smunti
nutrimento dei suicidi
unici figli a me riconoscenti
Voi che inorridite
ad ogni mio sospiro
sapeste quanto forte
è il materno desiderio
di stringervi al mio seno
e quanto il vostro non capire
per me
sia
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 | E ritorna l'aquilone
alla tempesta
spinto da vento di rosa
e cenere.
Or sia il suo passo
mielato in un tempo
ove vive il male di vivere,
e i mattini passan chiari
e l'orizzonte pare oscurato
da croci di spine.
Non v'è più sete e
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| O' gabbianello
che contrasti il giorno
come la foglia nel campo.
Tu che hai vissuto decine di stagioni
aspetti che arrivi mezzogiorno.
O' gabbianello
che come te
il tuo compagno è diventato
per mano dell'umanità
e non per sua
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| In profondità penetra l'esalazione potente:
dentro, i polmoni respirano veleno ardente.
Con gli occhi spalancati temo e spero la fuga dell'Io,
ma cerco la fulva chioma nell'aria per poterle dire addio.
Nell'attesa dell'ignoto, danzo
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| Or che non sei più quì
con la tua gente,
riposa in pace in ciel
dolce parente!
Ignoro chi decide
l'uman sorte
e nulla noi possiam
contro la morte.
Tu poi ci abbandonasti
all'improvviso,
senza un abbraccio, un motto,
od un
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| sostengo un peso
che si trascina
vita che non volevo
dolore emotivo
fisico
vorrei evitare...
soffoco, muoio
d'amore,
di dolore,
nell'immensità
del cielo
mi ricreo
per te
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| Dove il cielo incontra il grano,
in quel luogo o nei suoi pressi,
là dove l'atrio è il suo vano,
chiostro ti coprono i cipressi,
e tutto quello che è stato
resta ricordo di chi hai Amato.
Tra silenzi ed echi profani,
voce di
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| Li sento come un sacrilegio
tutti questi vivi al cimitero
Per me il suo maggior pregio
è il silenzio
e vivo come un privilegio
il venirci da solo d'inverno
camminando avanti e indietro
in bilico tra il presente e l'eterno
Amo tornarmene
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| E' scoppiato il mondo
nel giorno più bello.
I brandelli riposti
nel mogano bianco.
Un vagito,
che non rompe
il silenzio,
rimbomba
nella testa.
Un bicchiere
di calma in gocce
sul comodino.
Uno spettro
apre
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 | come paglia secca
folte ciocche di capelli raccolgo nelle mani
orrore corrosivo
nell'acre odor si scioglie la mia bellezza
in una bruciatura.
maledico lo specchio
che riflette fantasmi di vita felice
mentre tutti passeggiavano
prima dello
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| EnzoL |
29/03/2011 21:44 | 2331 |
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 | E' notte, alzo gli occhi al cielo ti cerco tra le stelle.
Ti parlo, senza fiato, con il cuore, hai lasciato
un vuoto che riempie l'anima, ma sorrido al
piacere di saperti nuda dalla sofferenza.
Hai lasciato ad ognuno di noi una ricchezza
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| Aminam |
28/03/2011 15:20 | 1800 |
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| Mi duole augurarti la morte
sei fanatica di acre odore di inerzia.
Brucio il passato
calco fogliame odoroso
E non ho ancora seppellito
quel che sei stata per me.
Odio profondo e amore in superficie
Sei per me prostituta di vita.
Non ho tentazioni
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Che vantaggio c'è nel pensare sempre a te,
nera sorella, perfida nemica?
Sarà che quando verrai non avrai quella
soddisfazione malefica
di trovarci stupefatti, impreparati.
Giungerai quando vuoi tu,
ma ci troverai in attesa
ed
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5113 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 3961 al n° 3990.
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