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Le 5339 poesie in esclusiva dell'argomento "Ribellione"
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 | Grave dimenticare
quell'affronto,
dove la tua grandezza
te lo impone;
solo pensar le perdite
di vite umane,
dalla radice tolta
ogni tentativo d'invasione.
Il ricordo di quelle torri
appare sempre,
ne sei uscita
con onore .
Gagliarda
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| Uomo, ché indugi? Passato è il secolo
de' gran signori, ma presso il povero
altrove volgi il capo in schifo
e serri l'aure a l'afflitto grido.
Tanto ti cruccia la sua miseria?
Stràppati li occhi o la mano
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| Mondo di vecchi
che non dorme
Passa le ore ansioso
come vita di verme
scivolando sugli specchi
Rifugge ogni contrasto
cercando inutilmente
una pace senza nome
e come morte latente
invoca l'antico fasto
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| Rovina l'ora e pallido risuona
il guaito dei moderni, poco avvezzi
al sudor de la fronte e al pane amaro
che a l'alma giovan.
Rivolgono l'usato riso a palpiti
vizzi che fanno de l'umano fango,
dove germoglian solo pesche passe
e tosche
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| Odio i cantor moderni: vedon l'ago
ne l'occhio altrui, ma non nel lor la trave;
calcan la man su vuote inezie e siedon
l'oziosa sedia.
In tempo d'agir, cantano l'amore
serrandosi in lor dolce rimembranza;
scordano brandir la penna- spada
e
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 | Trapassa l'anima
come affilata spada
cinica e sobria
penetra dalla lama
come su una rapida
la paura aiuta
dietro nuvole nere
sulla roccia picchia impavida
indelebili segni
nelle stelle dove si vedono
occhi di bimbo invulnerabili
su ferite
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| Attenti agli impiegati di concetto,
ai professori grigi nelle scuole!
Ben potrebbero, dietro quell’aspetto,
nascondere i pensieri e le parole
(quei pensieri e parole che la carta
- carta data dall’albero, o virtuale -
riesce a trascinare poi in
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 | Vola nella oscura luna e
libera la luce nel sole più acceso,
dritto dall'interno con
voce strillante arriva alla mente.
Poca la fede del credere
che muore tra la mia primavera,
speranza che al terzo giorno risorga
e che brilla e
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| Rotolandomi nel silenzio
di un'accecante notte d'inferno
sollevai il mio corpo
dalla pace
strappandomi voracemente
a morsi
la pelle a brandelli,
pezzi d'insulsa carne
che incatenano
l'involucro alla terra.
Urlai alla pallida luna
il mio
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| Una piuma
che volteggia nell'aria,
soffice candore,
che inebria,
il canto dei passeri
che adagio spiccano il volo.
Assapora
il silenzio assordante
della natura,
che colora ogni attimo
della nostra vita.
Mentre noi siamo intenti
a
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| Ucciderò
i tuoi sogni di ragazzo
mettendo a nudo
l'oscurità dell'anima mia.
Ti porterò
nelle più profonde viscere mie.
Come un vulcano
esploderà
ogni rabbia
ogni frase ingoiata
ogni lacrima
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| morena |
13/05/2011 04:16 | 1832 |
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Sono silenzio
mentre le urla del mondo
dilaniano il petto
appartengo al silenzio
mentre piango tormenti
voglio silenzio
mentre l’io supremo
con lance e coltelli
calpesta e violenta
la sacralità della vita.
Lasciatemi in silenzio
mentre
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Pensiero
che sai
di stantio
e
inculcato,
brivido
spento,
miei nemici
acerrimi,
vi
combatterò
fino
alla morte.
Venga
il vento,
venga
la tempesta
a
mettere
disordine
benedetto.
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o temuto serpente
che sproni il passaggio
di pecore vestite
dittatore bislacco
che nascondi il tuo volto
e colpisci
rondini cadranno
dal cielo terso
che goccia sangue ispirato
risuonante d'echi colpevoli
profonda stoltezza
amara sinfonia
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| EnzoL |
09/05/2011 23:19 | 2280 |
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 | Eh si ragazzo!
T'hanno lasciato solo
con sette cellulari e tre p. c
proprio ora che non sai
più cosa dire.
Almeno noi urlavamo
andavamo ai cortei
contro l'atomica
volevamo un mondo migliore
mettevamo dei fiori nei cannoni
e
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| A mezzanotte andava
silente il nero treno
e lento lui sbuffava
nel della notte il seno
non passeggeri e uomini
...sedean insu di esso
ma idee spezzate a fuoco
di morte portaan messo
O gloria o vita o morte
fortuna o malasorte
E' la MEMORIA
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Ascolta
il cuore,
nei giorni infiniti...
Nel volo... alto,
fra cielo e mare...
No,
non sentirai
un battito,
ma
vita che fugge
da solitudini,
amate... come la notte,
come il silenzio...
Vedi... ancora,
ali stanche,
piegate sul cuore,
per
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*
taccio del veleno che si fa grumi
(la pelle viola tumefatta)
e del tuo strato grasso che non consuma
taccio senza sapere
(mi guardo bene dall'immaginare)
due volti spalmati sull'altare
non è ancora passato l'arrotino
aspetto
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Precipita l'addio
in un infinito irreale
nell'iride vacillante
color rosso fuoco.
La rabbia brucia
come argilla disfatta
e veleno di parole
feriscono l'istante.
Il buio intrappola
flash eterni
in una tela bianca
esile, priva di
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Corona di spine
dolce rumore bagna le mie labbra
con il sapore di un peccato mai commesso
scuote le mie membra deliziandole al piacere
Ho scannato l'agnello
geme il mio sangue
l'angelo ribelle ho liberato
mio unico fratello
Sono un
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 | Quelli che hanno occhi
hanno visto
quelli che hanno orecchie
hanno sentito;
ci sono cose
cose che non dimentico,
stringi tra le dita
stringi bene i tuoi giorni,
sei senza mascelle né denti
aspetterò seduto
il tuo passaggio
e
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| Terra spaccata
nel centro
ingoia tutto il male
che ti fomenta dentro.
Uccidi il seme
ramificato e convulso
annegando nell'alluvione
chi proclama la maledizione.
Affianca
quel bambino ancora puro
sarà lui a cambiare il futuro.
Intercedi
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 | Ci allontaniamo ancora
chiusi in noi stessi
puntando il dito
alziamo muri immensi
nascondendoci
in maschere imponenti
per ripararci dai colpi
per schivare rischi
non essere compromessi,
tutti diavoli, tutti santi,
senza sfumature o
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| Ma quale amore, quale fratellanza!
Chimeriche parole
private di valore
a riempire la bocca
di falsi perbenisti
che a sera, con le imposte ben serrate
contano il vil denaro.
Che importa se lì fuori è lo sfacelo
se guerra e morte e
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Vivere
in balia di chi ti ha colto
quando eri ancora fermo
come un fiore appena schiuso
che sbadiglia, si stiracchia
ancor prima d'iniziare la giornata.
Soggiacere
sottostare a chi ha deciso
di ficcarti dentro a un vaso
sottraendoti
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 | Accovacciato nei pressi dell’uscio
vezzeggio le mie ragioni
mentre osservo l’ancipite tua figura
barullare nella mia circostanza
Abbisognando d’opinare il mio sentire
volgo a te la mia diligenza
incensando l’iconografia delle tue gesta
fidente
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 | La realtà schiaccia
e fa male
come la ruota d'un Tir
sopra un coglione.
Eppure bisogna
guardare sempre avanti
perché se guardi indietro
sai le musate?
Se qualcuno osasse
darti dei consigli
picchialo a sangue
cerca di
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 | Preso con la forza
atterrato con destrezza
trattato come scorza
inutile schifezza
ti sputo da potente
non sei nessuno!
sappilo, deficiente
qui non c'è qualcuno
che possa aiutarti
invano urlerai
fai meglio a scansarti
oppure
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| Nascoste memorie di passata vita
nei cuori di spauriti fanciulli
consegnati ad un presente
che non vagheggia futuro
Vergognoso commercio
di felicità sintetica
che uccide una volta ancora
chi ha già vissuto le tenebre
In quelle
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E poi non verrà più intonata
la lode di pietà per quelle mani
non dissimili dal volto,
ma d'egual specie fatte
plasmate di medesima sostanza
versata dal cratere di quel male
edificato in punto di diritto...
assurto a
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Il Ciliegio piange del colle
il sinuoso bacio - là dov'è caduto
un tempo eran more! e zecchini dei poveri.
Ora
piastrelle risalgono alte i rami e le
querce - i parchi trafitti, si gettano arpioni!
Nidifica il metallo, sbocciano
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5339 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 3721 al n° 3750.
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