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Le 5331 poesie in esclusiva dell'argomento "Ribellione"
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Io sono un verbo transitivo attivo
che ama col presente imperativo
senza il timore di un condizionale
che provoca un gerundio temporale.
Io sono un cuore astratto e difettivo
erede di un furore primitivo
legato ad un piacere derivato
col grado
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Le voci del pensiero contrastano
in allineanti strisce di colori
versanti il sangue di eroi in trincea.
Il canto popolare trasuda la rabbia trattenuta
sul filo di parole smorzate.
Non fa rumore la polvere nera
che su occhi incatenati,
si rapprende
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Resterò libero,
nessun vincolo,
solo un proposito
quello di morire
come la mia mente vuole.
Lo rivendico
come un mio diritto
e so che è
il mio umano egoismo
che si ciba d’idealismo.
Tormentato dalla sete della verità
come un malato di
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 | Sono africano di colore indefinito
Nero ma non troppo
Bianco quanto basta
Scuretto così così
Si vede però che sono africano
Anche un po’ ebreo - ci sta –
Ho un nome un cognome
Una data di nascita un luogo di nascita
Non sono in lotta con
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| Abbiamo tutti un paio d’ali
Si nasce e son lì
Grandi, come vele,
e solo volessimo
potremmo levarci in volo,
in alto nel cielo
guardando sotto di noi
ancor altro stupendo azzurro,
il mare ed ecco potremmo
planare giù per inabissarci in volo
per
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| Affranto infelice e stanco
annegar vorrei nel Nulla
or che esausto di battere è il cuore
e proibito mi è porre fine alla vita.
Oblio pietoso perché diserti e ozi
oh ulcere crudeli, crampi di morte!
Luce mai sconfiggi il buio
tutto si scompone e
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| Mi resta solamente da capire
per tacitare ogni dubbio atroce
se a queste tue parole, inopportune,
potremo almeno rimanere amici.
Poi mi travolge l’ansia, l’inquietudine;
va tutto bene, in fondo, almeno dici;
e resto in equilibrio sulla fune
delle
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| Reclusioni le preclusioni.
Togliere gli striscioni.
Ammiccamenti tra gli uni e gli altri.
Noi. Sempre avanti.
Direzioni.
Dove
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| Aperture contrapposte alle incognite
per vestire le nude giornate.
Per non sprofondare
nelle sabbie mobili delle ore
senza sapere cosa fare.
Nelle tappe quotidiane
le incertezze fanno crollare
le intelaiature dei tragitti conosciuti
per offrire
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| Il ricordo rispettoso
di un ravvivato pensiero
perché l’impatto violento
non sia il sanguinolento
declino di un vivo sentimento
in questo tempo d’inganno.
Ho vissuto d’intorno al pregiudizio
per il mio momento.
Ho visto la furia dei giorni
che
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Passi striscianti nel vuoto
anche il lamento silenziava
una invocata preghiera
tra i fili a spezzare la vita
Il colore del silenzio
acre respiro buttato per le terre
un fingere nella realtà
un mero riflesso nella speranza
L’eco si sperde tra
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Albero secolare, tu vedevi?
Quegli uomini e quei progetti infami
in tutti quegli anni e tu crescevi.
Uomini senza anima tramavano!
Tutte quelle foglie che tu perdevi,
erano amare lacrime
che al vento regalavi!
In questo parco, c’era
il
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Marmo sbrecciato tra rovi incombenti,
fantasmi incisi nelle piaghe
la storia ricorda.
Sangue grondante, orrore delle guerre,
nel mutar delle stagioni sempre s’aggela
la tortura di chi credeva.
Angoscia dispersa nel silenzio dell’oblio
grida ancor
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E solo un gioco
pensieri di ghiaccio
annegano nel mare più profondo
Azzanna il cuore
in un veleno amaro
getta quel sasso
sull’inganno altrui
Un amore corrotto
bruciato di menzogne
risale il male a galla
Malsano, malvagio
Maschio
sviluppa
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E’ un intrico dell’uomo insulso
giurare sul giorno, sull’anno, sull’ora,
entra in gioco il tutto
e, la scommessa sta nella consapevolezza
che chi giura
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Sono le donne fiori,
da innaffiare con amore.
Delicate e struggenti,
a volte peppate e cupe,
come petali indifesi,
esaltano qualche fragranza,
s’appropriano il cuore,
senza fiato e senza scudo;
poi travolgono la mente
e accarezzano il
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Hanno dipinto la luna sulla tela
e con tracotanza sul murales
l’immagine dell’astro lucente
è goduta pure da tanta povera gente.
Moltitudini di anime pimpanti
osservano la bellezza sul muro dipinta.
Sobbalzano i benpensanti
al solo pensiero della
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La goccia ha fatto traboccare il vaso
e la pazienza ha già toccato il fondo,
viviamo con la puzza sotto il naso,
perché non c’è più nulla in questo mondo!
La scuola, di una volta, ci insegnava
a crescer nello studio e nel rispetto,
ma, oggi,
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Illusioni, speranze
sulla tenda della follia.
Un simmetrico, odor acre di fumo nero,
assopisce la bocca, sulle bastonate parole.
Son campane di ricordi
sulla discesa foglia
vanno oltre al risvegliar, quel muto silenzio
scritto su poesie dal color
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Tutte le lacrime nel pianto del mondo
non spegneranno il nefasto danno
subito da una cattedrale dell’umanità
- disumana - insensibile alla solidarietà.
I primi tre versi sintesi di quanto letto
sui social che enunciano verdetto
ove ormai chimera è
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La stagione delle croci e della follia
pareva finire sui campi dei papaveri,
lungo le strade lastricate dai ruderi cadenti
di genti lorde di stracci e di stenti.
Avevano sognato quel sole di primavera,
libero dal giogo del fiato
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Forse,
Non devi più attendere.
Troppi capelli bianchi.
Paure scure, come le incertezze
(Sedimentano, dicono.
Il famoso sporco lavoro)
Vogliamo parlare dei sorrisi?
Negati e persi come:
Vetri appannati .
O delle parole, falstucchevoli!
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Urla
che salgono e mi toccano il cuore,
occhi impauriti riflettono l’orrore,
non sono bolle di sapone le bombe
ma una pioggia mortale che incombe.
Urlo
per l’indifferenza verso quei mondi lontani
da un’umanità che non pensa più al domani
c’è
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Questa poi è un’altra storia,
i mulini lo san bene
ciò che insegna la sua memoria
di lotte gloriose e amabili pene.
Le labbra aride e lontane
da un gioco greve e peccaminoso
l’orgoglio di promesse insane,
un bacio nel vento al Toboso.
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Piove.
E piove, piove ancora,
bagnati, bagnati
dentro,
come fossimo sporchi
di ataviche ignoranze,
o realtà che non riusciamo
più a vivere,
come sospesi dentro
gocce d’acqua
apprendiamo
un
ovattato furore del mondo.
Mondo senza scrupoli che
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Fu un lavacro di sangue. innocente
d’ingannatrici abluzioni
per placare l’ingordo.
In un giorno di sole malato
su carri cigolanti
di nero carbone sbuffante
il carro- bestiame
lentamente procedeva
per andare al macello
sordo e impietoso alle
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 | Nell’indifferenza del mondo,
luoghi di asilo politico
furono negati,
nell’indifferenza su
vagoni di treni
come animali
furono deportati
nei campi di sterminio,
per essere marchiati,
torturati, gasati ed infine bruciati.
Non erano
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| Non è colpa di nessuno
se diverso vieni al mondo
è un problema assai profondo
che si risolve con qualcuno.
Qualcuno che è come te
e che ti vuole bene
che comprende le tue pene
senza domandarti i perché.
Vuoi formare una famiglia
con questa
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Sulla mia pelle raggrinzita
è tatuato il percorso tormentato
della mia esistenza.
Le mie rughe
disegnano le ragnatele a groviglio
dove si è eclissato il tempo.
Il mio carattere gioviale
è la sintesi di una vita passata
alla ricerca
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Evanescente confine tra tenebre e luce
ai margini d’un mondo senza voce
ove perdizione varrà finir in croce
senza Dio che protegga dall’atroce.
L’ autrice del fato è una partita
meglio conosciuta come vita
già forse persa prima d’iniziare
se
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La rabbia quest’oggi sembra proprio senza confini
domande su domande per un perché che mai avrà risposta
ammuffiscono nel cuore celebrando la loro sofferenza
ovunque sorrisi si perdono
gelosia prende il sopravvento
in questioni che non avranno una
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5331 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 391 al n° 420.
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