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Le 7991 poesie in esclusiva dell'argomento "Sociale"
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mai poi mai avrei pensato sorpreso
ad un gradito evento sittanto atteso
il libero verbo imperava roboante
distante assai ed agghiacciante
svariate miglia nautiche separavano
ricordi di bimbi che felici ridevano
roteava nella mente una ruvida
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 | Intreccio le ciglia socchiuse
sugli occhi sbarrati
di un accattone seduto
per terra.
Sferza la sua impotenza
sui tetti rossi
di una bidonville
vestita a festa.
È inutile guardare
in faccia il sole.
Il pensiero m'inebria
la mente.
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Accovacciato sulle tue giornate
tutte uguali senza un domani.
Sporche unghie di nero ornate.
Ossuta miseria d'ossute mani
stringe lurido piatto essenziale
di tonde lacrime d'oro sporcate.
Spiccioli di umiliazione e dolore
tra polvere e
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Un prete voleva salvare il suo popolo da una malattia
atroce che distrugge cuori e anime. Ricevette pallottole mortali
nel suo luogo di preghiera nel giorno in cui avrebbe dovuto ricevere
baci e abbracci dalla sua gente per la festa del suo nome,
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 | Corro per strada col fiato in gola
aiutami a ricordare il giorno che
non volevi lasciarmi partire
corro per strada senza fiato
aiutami a non dimenticare
il tuo bacio il tuo amore
corro per strada col respiro di ghiaccio
aiutami a fuggire via
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| Si aprì il sipario
ed entrarono tutti insieme
gli uomini sorridenti.
Entrorono gli uomini di giustizia
reggedo una grossa bilancia
che pendeva da una parte.
Entrarono gli eroi di guerra
con i corpi segnati
dall'amaro della
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Ilare sorriso
docile agire
sempre s'adopera
intinto
sciupate mercanzie
Portico scolorito
angolo disadorno
pone
logora impronta
aggeggi usati
Idee attira
altrui
D'un villico
laborioso arare
frumento esteso
raccolta matura
Tal
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Tutt'intorno c'è aria di sgomento,
la gente scende in piazza a protestare.
Chiudono le fabbriche, si allucchettano
i cancelli, di una crisi che chiamano mondiale.
Intanto, spuntano i comitati di protesta a
profondere ragioni, dei sacri
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mi aggiro per strade trafficate
da falsa umanita'
nella figura di alcuni
riconosco
usi e costumi
diversi dai miei
tuniche larghe
a celare forse violenze
in nome di un dio
con radici negli inferi
barba incolta e pelle scura
a
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Midesa |
01/01/2010 11:12 | 3590 |
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Una vecchietta stringe sul suo petto
di roccia cucciolo di uomo
lasciato a gemere tra i rifiuti.
Un ragazzino coraggio
di guerriero protegge
con la spada di carta l'amico
da coetanei che non sanno
amare la vita e odiano
tutti quelli che si
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Anime annichilite
dalle scaglie cristalline
di un mare ostile
che se ne frega
Ammassate in un barcone
alla deriva
umiliate
oltre ogni limite
Sofferenza incisa nella carne
morte che incombe
per cosa?
Lungo un sogno di speranza
giocate
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Sgorga libera
allegra e rigogliosa
Scendea
limpida sinuosa
dopo l'oscuro andar
negli antri della terra
carezzando massi
in oasi di pace
Specchio naturale
di alberi rigogliosi
e raggi di sole vanitosi
vita al suo scorrer
fulgea
Sì
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 | Afflato felide su immacolata sabbia
sommerge morbido guanto
intriso d'acqua sorpreso
da salate onde di mare
Eredità fuggita d'amori fugaci
marcia incatenata sull'orizzonte oscuro
dove il limite al sentire non regge
passione e coraggio
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 | Mio sornione lupacchiotto
che penseranno di te
se non bruci tutti in partenza
con uno scatto da maratoneta
che diranno i tuoi fratelli
se queste zanne non le affili
e non le mostri con fierezza...
Quale idea si faranno di te
se ti fermerai a
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 | Padre,
non ti avvicinare,
lascia la purezza del mio corpo,
a chi un giorno lo vorra' amare.
Padre,
la mia bocca freme,
al sentire la tua lingua farsi spazio,
e le tue mani carezzare il mio orifizio.
Padre,
il dolore è atroce,
ma non solo
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| Non sono più piccoli
i bambini
ora e non nel passato,
forse nella conca dei secoli giacevano
morti o silenti
ma almeno la loro vita, breve
era cantata dai poeti
ma ancor più dalla follia
di madri addolarate
che arazzi
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Sul Crocino di Arcisate
la stella cometa
indica
il cammino al viandante
sa dove andare
il vecchio pellegrino
svizzero diretto
al Sacro Monte di Varese
la strada dell'espiazione
passa dalle strade
di Arcisate
sulla Via Matteotti
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 | Ho visto tre perfidie aggirarsi per cimiteri a ricolmar loculi vuoti:
L'indifferenza con passo altero e mai un gesto di clemenza;
La solitudine ascosa nella mente e fra una moltitudine di gente;
La depressione a cercar nell'animo abissale una ragione
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| C'è più ombra e peste bubbonica
In un supermercato pieno per natale
o in una coda all'ufficio Immigrazione
Che in ogni leggenda medioevale.
Le alte guglie di ferro, cemento e vetro
Ci fanno sentire piccoli, dolci.
Abbiamo sogni
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 | Vespertini colpi di fucile
Frantumano ascosi silenzi di boscaglia
Echeggiando sugli ondulati appenninici schermi
Mentre già la luna, ancora spaesata,
travalica di sbieco il mio davanzale e
mi narra i disvoli di vittime ali.
innocenti svaghi
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| Stazioni silenziose
di pendolari assonnati
al solito posto in attesa
orgogliosi di andar
Ma
ritardo perfetto
per il solito diretto
e niente male
anche per il regionale
Pura illusione
la pulizia del vagone,
posto in piedi assicurato
dal sedile
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| Come pecore grigie
brillano di luce sporca,
e persone irritate,
bestie ligie
di cupidigia banale,
si intrufolano beffarde
tra fiamme
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 | Con gli occhi bassi e le mani in tasca
stiamo in piedi all’aperto
e tremiamo nelle luride case
senza fuoco
rannicchiati sui miseri giacigli
nessuno ci ha teso la mano, nessuno
e quando impazzeranno le feste
tra i botti augurali
...la
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 | Amor
che mai sospiri
tra la gente l'affanno
a donar rancori e indifferenza
Viandanti
parea fratelli e sorelle
nelle vie
anonimi passanti
Ma in quel dì
di gloria e di speranza
d'amore e fratellanza
Il cuor...
sentir
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| Di tutte le inutili preghiere
dettate dalla inquetudine
di una vita senza amore vero.
Del suo abito nero
del suo perdurare in menzogne
e piagnistei.
Di tutto questo ora
doveva darne conto
mentre un giudice
emetteva la sentenza
davanti al
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 | Imbratterò questa pagina di me stesso
la mia penna spegne fiamma ora... adesso
come una donna sottomessa
per il gusto di una scommessa
Tingerò di pazzia questo foglio
la mia penna sarà un artiglio
questo pazzo mondo è
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| Tu meridionale
Italiano dalla pelle
e dagli occhi
più scuri.
Figlio di saggi greci
di orgogliosi arabi
di battaglieri normanni
di romantici ispanici
che sorriso amaro
perché vivi nel Sud
troppo spesso ignorato
troppo spesso
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 | sguardi distanti
muri invisibili
frapposti
tra corpi vicini
tra attigue anime impalpabili
dal sapore acre ed amaro
fende come coltello
brandelli di vita
dilaniando sorrisi di gioia
altrui speranze
di gente dal cuore onesto e gentile
male oscuro
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Midesa |
13/12/2009 17:02 | 3776 |
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 | Favilla estinta in un istante
Spento è il tempo
sulla mezza sera del mondo
Vestita sol della tua pelle
Stridente d'urgenza
Di baratro cupo che s'addensa
Pensiero rincorrente
E nessun santo a cui chiedere
Le stelle si son fatte nere
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| Il santo
beve
nel bicchiere
del povero
E' chiaro
ch'e' vin santo.
Il povero
muove
i suoi passi
verso l'eternità.
Del santo
nessuna traccia.
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| Falce e martello
blasfemo il fardello
dell'uomo sull'uomo
ovunque nel tempo
Falce e martello
sublime speranza di anime oppresse
sogno lontano di esseri grandi
Misero il volgo piegato all'aratro
ripensa a quel sogno lontano
solleva la
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7991 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 7111 al n° 7140.
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