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Le 8038 poesie in esclusiva dell'argomento "Sociale"
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Un giorno, due, tre, all’infinito...
Questo dolore, il mio dolore; non il tuo,
il mio dolore...
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Non sai più se sono le tue braccia,
gambe, petto,
o qualsiasi altra parte del corpo.
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Sfinisce, stressa: vuoi solo
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Gaza, nel vento che tace,
cammina un bambino, leggero,
tra muri caduti di brace,
tra polvere e fumo straniero.
Le case, ferite profonde,
hanno stanze aperte al cielo,
finestre che danno su onde
di macerie, dolore e gelo.
Il silenzio non canta
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nella notte più profonda si sprigiona il male della disperazione
come posso chiedervi del bene se a malapena siamo circondati dal torpore
vedo salire con fatica la collina della vita con a braccio il dono della fratellanza
odio razziale costi climatici
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Encarcelada
en sombreado abismo
Vejada
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 | Nella Striscia di Gaza c’è una feroce guerra,
il conflitto più cruento che c’è sulla terra.
Si spara con armi moderne e potenti,
vecchi, donne, bambini sono impotenti,
alzano disperati gli occhi al cielo,
lacrime amare al loro sguardo fan velo.
Non
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| Nella notte fonda
mi passano davanti
i misteri del vivere,
quelli che mi fanno
sentire, purtroppo, uomo.
Non ho legacci, cosi
parlo con Dio,
non so se mi ascolta,
ma io non tremo,
soffoco il pianto
e cerco, disperato
una nuova preghiera,
per
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Quel docil rimembrar e soffici pensier
ad ovattar mente, pensier latente ed inafferrabile,
pensier di ieri diamantati a brillar d’amor ad affinar futuro.
Pensammo illudendo illusioni,
armoniosi passi ed abbracciar vita e libertà ambita.
Riflessioni
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Cuore d’ortica
taroccato gioiello
con luride mani
condanni tuo fratello...
Simuli virtù
offrendo in dono
riciclato orpello ...
Giramondo in vetrina
appari con ciuffo azzurro o rosa
e sorriso da vecchia babbuina.
Con convinzione
scarabocchi
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piccole barchine di salvataggio che bordeggiano il mare rigoglioso di spume
uomini e donne che sentono di accogliere l’amore per la vita
il cuore dal mare arriva al massacro quotidiano di Gaza
sale a loro l’abbraccio tenero dei volontari
paladini dei
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 | Crediamo ancora di esportare
democrazia.
Protervi, corrosi nell’identità,
viviamo sottraendo
richezze di altri.
Vuoti come bolle di sapone,
effimeri guardiani
di un ideale degradato
dalla fame
di vite non ancora nate.
Togliendo la dignità
a
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Di quei respiri
non è rimasta
che una traccia di sale
lacrime che il tempo
ha dimenticato
ma il cui solco
è rimasto fra le ciglia
e le gote impaurite.
Di quelle carezze
non è rimasto
che il ricordo dell’ombra
il buio gelido
divenuto
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Note sul pentagramma sempre uguali,
toccate da possenti e irsute mani,
producon suoni allucinanti e gravi
che l’armonia deturpano del canto.
E l’assordante suono di sirene
che da mane a sera e poi la notte tutta
si sente in ogni dove e senza
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Tra fumanti rovine
scavo,
cercando un’uscita.
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Ferisce il pianto di un bambino,
il grido del ventre vuoto di una madre
che cerca tra le macerie.
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Rimbombano le bombe,
scavando tombe...
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FRAGMENTO 65
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Entre humeantes ruinas
escarbo,
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Pensa, se vuoi, a un’alba leggera,
senza monete a contar la sera,
dove il valore non ha catene,
né carta sporca tra le sue vene.
Immagina un mondo senza la fretta
solo il respiro dei cuori sordi
che si risvegliano senza padrone,
né prezzo inciso
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Non chiedermi le ali,
se il cielo è fatto a scale.
Mi hai dato sogni uguali,
ma porte troppo uguali
a chi cammina e sale.
C’è un muro che non vedi,
dipinto di buone intenzioni,
parole come “inclusione”
che restano nelle sedi
e non toccano le
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C’è un gradino alto come un monte,
un marciapiede che taglia la strada
come una crepa nel tempo,
e una porta stretta che non chiede permesso.
Ogni ostacolo è un sussurro di pietra
che dice "Tu non puoi"
a chi invece ha imparato
che la forza non
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l’ultimo insulto dei potenti lontano dalla casa dove sono nati
tutti in un ghetto circondato dal deserto
colonne di padri madri e figfl massacrati dalle bombe senza pietà
di9struggono ospedali chiese case innocenti civili
muoiono nel silenzio di
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Yoru, il demone,
estende i suoi tentacoli.
Rumori di guerra
si spargono per il mondo.
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La paura corrode gli occhi,
mentre la vita si spegne...
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Puoi spegnere la luce,
ho già visto il tuo lato oscuro!
.
FRAGMENTO 57
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Yoru, el
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Tremula pulsazione
d’un esile boccio di fiore
nei prati infuocati di Gaza.
Col sole si apre ogni virgulto all’amore,
ma a Gaza solo arsura e polvere,
deflagri di ordigni e fumo nutron la vita.
L’esistenza di quel boccio a Gaza
è visione di
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arrivarono le prime luci del mattino e gli stinsero gli occhi
cadono le lacrime degli angeli italiani per la notte fonda sulla penisola
nel silenzio del cielo Enrico Sandro Giovanni Paolo sorridono alle stelle
figli del vento che avete condito con la
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Una processione di nuvole
invoca la clemenza del sole
le cicale non hanno parole
suonano il
“frin frin “tra le aiuole
caloroso silenzio di pietra
cerca l’ombra che ora arretra
la bassa pressione
e’ lontana
meteo non azzecca
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Divise colorate
a passo lesto
lungo corridoi
incorniciati da stanze
mai dorate.
Mute custodi di dolori
di tesori
di sacrifici di sangue
sparso
come petali di fiori.
Cuori generosi
da impavidi eroi
al capezzale di crisalidi
assopite
in
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Bambina vivace
piena di brio,
sana e normale
agli occhi di Dio,
poi l’imprevisto,
il fatto inatteso,
un caso che lascia
col fiato sospeso
Meningi infettate,
male infestante,
si sparge veloce,
in modo straziante,
dall’esile tronco
l’ardua
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 | La vita ci sfugge.
Come torrente turbinoso
la sua voce, ora ghiaccio,
si arrende alla nostra
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| povera patria assassinata dai soldi e dal potere
malata di un silenzio sporco d’indifferenza cretina di cielo
sfinge d’un buio arido di lacrime sgocciolato dalle nuvole
Italia in mano ai nani ai burattini e agli incapaci
il popolo è attaccato in
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Parole crude, scartavetrate,
che sfregano l’anima senza pudore.
Verità sputate, mai domate,
col sapore acido dell’amore.
Sincera è la lama che affonda piano,
non mente, ma intanto squarcia.
Ogni frase è un fiore marcio in mano,
che punge e poi
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Sussurra il cuore note dissonanti,
come corde spezzate in un’arpa muta,
le parole, piume o pietre taglienti,
cadono a pioggia sulla carne nuda.
Sincere sì, ma senza armonia,
verità che graffiano la pelle,
cristalli di ghiaccio in piena
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Il vento tace, gridano sirene,
paura della paura, ad irromper
bombe e droni, forti esplosioni
ed innocenti sotto le macerie.
Qui il vento tace,
paura della paura stessa,
pelle a brividi di freddo,
inconcepibile dramma
della natura
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grappoli di bombe sporcate dall’indifferenza infame del potere
in silenzio scelgono la guerra come traccia sul mondo
quante croci di poveri civili cresciute sulle macerie delle città
mogli che piangono il destino barbaro dei mariti e dei figli
vedo
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fragili mute e singhiozzanti famiglie che camminate scalze nel deserto
il sole incendia i visi teneri dei bambini gracili di fame
stasera la strada brilla delle vostre anime che sognano un giorno di cielo
una volta in America c era la libertà ora sei
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Masticano valori come vetro nei denti,
predicano pace ma sparano in coro.
Sotto giacche stirate e sorrisi apparenti,
c’è fango che affoga l’umano decoro.
Guardano il male con occhi distratti,
tacciono in fila ben vestiti d’onore.
Sanno, ma fingono
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8038 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 91 al n° 120.
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